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Cannes. Jesse Eisenberg: la pubblicità come Hollywood, bloccata dalle holding

Jesse Eisenberg, celebre per l’interpretazione di Mark Zuckerberg nel film ‘The Social Network’, paragona le agenzie pubblicitarie agli studios hollywoodiani, entrambi paralizzati da sistemi corporativi, esaltando il valore dell’indipendenza. Ma secondo Paul Edwards (Chevrolet) agenzie tradizionali e crowdsourcing possono invece coesistere senza problemi.
(Dal nostro inviato a Cannes Tommaso Ridolfi) Invitato da Mofilm a un seminario dedicato alle reali possibilità del crowdsourcing di costruire grandi marche, il giovane attore statunitense Jesse Eisenberg - diventato celebre in tutto il mondo per aver interpretato il ruolo del fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, nel film ‘The Social Network’ - ha espresso una considerazione interessante, mettendo a confronto il sistema creativo pubblicitario con quello cinematografico: “Mi sembra che le agenzie pubblicitarie soffrano degli stessi problemi che hanno i grandi Studios hollywoodiani - ha detto -, troppo spesso paralizzati dal sistema costruito intorno a loro dalle grandi holding finanziarie. Fuori da questi giochi sono gli autori e i produttori indipendenti, quelli con cui personalmente preferisco lavorare, così come nel mondo creativo pubblicitario i filmaker indipendenti come quelli di Mofilm possono costituire una valida e interessante alternativa”.



Insieme a lui sul palco erano il chief creative officer di Mofilm, David Alberts, e Paul Edwards, executive director of marketing strategy General Motors, che si è detto certo che "Agenzie tradizionali e crowdsourcing possono convivere senza troppi problemi: per noi, lavorare con Mofilm non vuol dire scavalcare le agenzie, e i due modelli sono assolutamente complementari…”.

Cosa vi ha spinto a testare il crowdsourcing, ha domandato Alberts, e quali sono i benefit più evidenti di questa collaborazione?
“Eravamo convinti di essere i proprietari di una marca come Chevrolet, ma ci siamo resi conto che ormai non è più così. I veri proprietari del brand sono i consumatori. La loro percezione è la realtà. Per questo abbiamo deciso di iniziare a collaborare con Mofilm sperimentando diverse strade, ricevendo sempre una grande quantità di materiale di qualità davvero eccellente. I benefit? “Sicuramente il fatto che aprirsi all’esterno porta idee nuove e fresche - risponde Edwards -, e insieme la rapidità con cui dal brief si arriva al film: bastano 3 giorni anziché settimane o mesi…”.

Un esempio è lo spot ‘(Illumination) Opportunity’, che ha vinto il concorso Mofilm Cannes 2011 e il cui autore Matthew Snyman era presente in sala (Il video è disponibile sul sito Mofilm).

Dal palco di Cannes Edwards ha anche annunciato ‘The Open Road’ la nuova iniziativa di crowdsourcing insieme a Mofilm. “Nel primo caso abbiamo dato un brief estremamente largo, non chiedendo di realizzare uno spost, ma semplicemente di filmare e raccontare la libertà e l’emozione del loro viaggio e della loro vita. Avrebbe dovuto essere una cosa solo europea ma abbiamo deciso di allargare il raggio a tutto il mondo, e questo ci ha spinto a testare per la prima volta un processo molto più strutturato, più lungo e ‘curato’: in un primo concorso, da oggi a settembre, raccoglieremo sceneggiature. La seconda fase si concluderà a dicembre e sarà il vero e proprio concorso per i filmati. Una terza fase ancora servirà per l'eventuale editing e re-shooting. Alla fine di tutto ciò, il vincitore del concorso, dedicato alla mitica Route 66, sarà trasmesso durante il Super Bowl del febbraio 2012”.