Advertising
Cannes. Nell'industria dell'adv solo il 3% dei leader è donna, ecco perchè
Durante l'incontro denominato Beyond Mad Men, organizzato da IPG, si sono confrontate sul tema Martha Stewart (Martha Stewart Living Omnimedia), Carol Lam (McCann Erickson Shanghai), Kimberly Kadlec (Johnson & Johnson), moderate da Soledad O'Brien (CNN). Le donne ai vertici nell'industria della comunicazione sono ancora una minoranza, ma il trend è di miglioramento e tra un decennio la situazione potrebbe essere diversa.
(Cannes. Dalla nostra inviata Serena Piazzi). Al Festival Internazionale della Creatività di Cannes si è parlato anche del ruolo delle donne all'interno dell'industria della comunicazione. Si è discusso, insomma, delle 'quote rosa' nel mondo dell'advertising, grazie a un incontro intitolato 'Beyond Mad Men: Toward Gender Balance in Creative Roles' organizzato da IPG e dal suo Women’s Leadership Network (WLN), in cui si sono confrontate sul tema quattro donne di successo: Martha Stewart, fondatrice di Martha Stewart Living Omnimedia, Carol Lam, managing director e chief creative officer di McCann Erickson Shanghai, Gail Heimann, vice chairman di Weber Shandwick, e Kimberly Kadlec, worldwide vice-president, global marketing group di Johnson & Johnson, moderate da Soledad O'Brien, anchor CNN.Ad aprire i lavori Michael Roth (nella foto), chairman e Ceo di Interpublic e, a seguire, Kitty Lun, chairman e CEO di Lowe China. "Il nostro compito, come rappresentanti dell'industria dell'advertising, è imparare a conoscere il consumatore e capire che cosa lo porta a prendere decisioni che influenzano il mercato - ha esordito Roth -. A questo scopo, coloro che si trovano al vertice delle agenzie creative dovrebbero riflettere la situazione del mercato ed essere portatori di differenti modi di pensare. Dunque, come può avvenire questo se i dipartimenti creativi di molte agenzie sono ancora dominati quasi esclusivamente dagli uomini?".
"La situazione è paradossale - ha spiegato Lun -: solo il 3% dei leader in ambito creativo è donna, soprattutto se si guarda ai business media e marketing, e se si considera anche solo il Festival di Cannes la situazione non è molto diversa, dal momento che tra i 14 presidenti di giuria c'è solo una rappresentante del genere femminile e le giurate sono in numero nettamente inferiore ai giurati. Tutto questo nonostante ci siano più donne che uomini con un'istruzione di alto livello e nonostante le donne rappresentino il più ampio mercato emergente, più di India e Cina messe insieme".
Ma le donne che hanno raggiunto posizioni importanti nel settore dell'advertising hanno effettivamente avuto difficoltà ad affermarsi? Martha Stewart non ha mai prestato attenzione alle differenze di genere. "Non ho mai considerato un lavoro 'da uomo' o 'da donna', mi sono sempre concentrata sul lavoro e basta, cercando di svolgerlo al meglio. Questo non vuol dire che non abbia notato delle disparità di trattamento, che rendono tutto più complicato", ha affermato.
"La Cina è un mercato nuovo, dove la competizione è serrata - ha dichiarato Carol Lam -. Io mi sono sempre concentrata sulla competizione con i miei pari, di qualunque sesso fossero, non mi sono mai sentita in competizione con gli uomini in particolare".
"La cosa importante è avere ben chiaro in mente che cosa si vuole ottenere dalla propria carriera e comunicarlo alle persone giuste - ha detto Kimberly Kadlec - Inoltre è fondamentale che
le donne imparino a fare squadra, se vogliono davvero riuscire a risolvere i problemi".
In merito ai possibili sviluppi futuri sulla presenza delle donne nel mercato dell'advertising, il panel dei relatori si è dimostrato ottimista. "La crescita dei talenti va di pari passo con la crescita del mercato - ha sottolineato Lam -, dunque mi aspetto che la situazione in Cina cambi grazie alle nuove generazioni e che le donne ai vertici diventino sempre più numerose, anche se probabilmente ci vorrà un bel po' di tempo".
"Credo che il mercato si stia muovendo nella giusta direzione, le grandi organizzazioni stanno cambiando il loro approccio nei confronti del genere femminile e le donne che ricoprono posizioni di rilievo nel nostro settore crescono, soprattutto nei mercati emergenti - ha concordato Kadlec - . E' innanzitutto la mentalità a dover cambiare e di questo siamo responsabili noi, come genitori, tutte le donne che lavorano in questa'ambito, e anche i nostri clienti: non è un lavoro facile, ma col tempo ci si può riuscire".
Più scettica Gail Haimann, che ha affermato: "Sicuramente si stanno aprendo delle nuove opportunità, l'industria della comunicazione è in fermento, ma non so quanto queste nuove opportunità possano essere collegate a una maggiore presenza femminile nel nostro business; bisogna aspettare alcuni anni per dirlo".
"Sono sicura che tra un decennio il numero delle donne ai vertici nel business del marketing e dell'advertising sarà cresciuto notevolmente", ha ribadito Kadlec.
"Noi crediamo nei talenti, senza distinzione di sesso, e le donne talentuose sono molte - ha chiosato Roth -, per questo mi sento anch'io di dire che tra 10 anni quell'esiguo 3% sarà aumentato e invito le donne in primis a mettercela tutta perchè questo avvenga".

