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CANNES. OUTDOOR: Italia a mani vuote. Gp a Cina per Coca Cola (Ogilvy Shangai) e Germania per Mercedes - Benz (Jung von Matt)

Nessun Leone per l'Italia in Outdoor, nonostante fossero ben 6 le campagne italiane in shortlist. Doppio il Grand Prix, condiviso dalla Cina, per la campagna Cokehands di Ogilvy Shanghai per Coca-Cola, e dalla Germania, per The Invisible Drive di Jung Von Matt Amburgo per Mercedes Benz B Class F Cell di Daimler.
(Dal nostro inviato Tommaso Ridolfi) Aspettative disattese per l'Italia, rimasta a bocca asciutta nella sezione Outdoor del Festival di Cannes di quest'anno nonostante le 6 campagne in shortlist: 'Green inside' di Auge Headquarter per Ikea/Ancona Green nella categoria Retail stores, restaurants & fast food outlets, 'Following eyes' di Publicis Italia per Surveillance Services in Commercial public services, 2 short anche per i soggetti 'Daughter's boyfriend' e 'Tennis instructor' di JWT Italia per Bayer Fitosonno nella categoria Cosmetics & beauty, toiletries & pharmacy, 'Who said a bathroom should be just a loo?' di 1861united per Ikea Bathroom in Special Build, 'Angry birds live' di Saatchi&Saatchi per Deutsche Telekom-T-Mobile in Stunts & live advertising.

A 'dividersi' il Grand Prix sono state due campagne totalmente diverse ma entrambe rappresentative di un mezzo classico ma al tempo stesso all’avanguardia dal punto di vista tecnologico: la prima, Cokehands, firmata da Ogilvy Shangai per Coca-Cola, è infatti un tradizionalissimo manifesto in cui la ‘striscia’ bianca che fa da anni parte del logo della bibita americana è stata elegantemente trasformata in due braccia alle cui estremità le mani si passano una bottiglia di Coca-Cola; la seconda è invece un’operazione integrata partita da un’idea ambient, in cui un’auto a zero emissioni è stata coperta di led che agivano da schermo sul quale erano proiettate le immagini circostanti, rendendo di fatto la macchina pressoché invisibile - la campagna si chiama infatti The Invisible Drive, ed è stata firmata da Jung Von Matt Amburgo per Mercedes Benz B Class F Cell di Daimler.

Il presidente della giuria, Lo Sheung Yan, executive creative director e chairman North East Asia di JWT, ha sottolineato come la decisione della giuria sia stata unanime in entrambi i casi. A proposito della campagna Coca-Cola, disegnata in realtà da uno studente ventenne di Hong Kong, Jonathan Mak Long (diventato famaoso per un ritratto di Steve Jobs diventato un vero e proprio fenomeno virale alla morte del fondatore di Apple), e 'venduta' da Ogilvy al cliente pur non essendone l'agenzia 'ufficiale', Lo Sheung Yan ha spiegato che la giuria, perfettamente a conoscenza del fatto, lo abbia ritenuto del tutto ininfluente: “L'agenzia ha fatto di tutto per realizzare un lavoro il cui spirito era insito nel tema stesso della campagna, 'share hands', condividere e collaborare... Inoltre, la semplicità, l'impatto e il messaggio trasmesso dal poster hanno fatto emergere immediatamente la qualità del poster sopra tutti gli altri”.

Nel caso di Mercedes, nonostante fossero moltissimi i progetti che sulla tecnologia facevano perno, il presidente della giuria ha osservato come questa sia stata adoperata “Per esaltarne l'effetto, ma in modo assolutamente funzionale al messaggio da trasmettere, che ancora una volta era semplicissimo ed estremamente focalizzato. I nuovi mezzi tecnologici danno possibilità quasi infinite, per esempio sotto il profilo dell'interattività, ma come dimostra questa campagna la cosa fondamentale è dominare la tecnica, non esserne dominati”.

Un'osservazione condivisa dal presidente e dagli altri giurati è che la creatività ormai si è diffusa a macchia d'olio: “Ci sono paesi che abbiamo premiato con un leone - ha detto per esempio l’argentino Javier Campopiano, regional general creative director di Draftfcb - che probabilmente fino a 4 o 5 anni fa non erano neppure sulla mappa dell'advertising mondiale. Restando all'America Latina, per esempio, oltre ai 'soliti noti' Brasile e Argentina stanno venendo fuori Colombia, Messico, Perù, Guatemala... Una crescita in parte inaspettata ma certamente resa possibile dal moltiplicarsi dei mezzi e delle nuove forme di comunicazione”.

Avvicinato da AdvExpress, Leo Sheung Yan ha confessato apertamente di non ricordare alcuna delle campagne italiane presenti in shortlist a eccezione di Ikea: “Ne abbiamo viste talmente tante, e per di più 'al buio, senza cioè sapere da quale agenzia o da quale paese provenissero, che ricordare tutto è impossibile. Mi aveva colpito che l'idea di 'Bathroom' e ne abbiamo discusso anche a lungo, ma posso solo dire che personalmente sono stupito non sia stata premiata almeno con un bronzo”.

Il medagliere



(In allegato la tabella con i vincitori)