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Contri critica Toscani e il suo calendario
Il Presidente della Fondazione Pubblicità Progresso si schiera in difesa dello Iap ed esprime dissenso verso il il calendario realizzato da Oliviero Toscani per Consorzio Vera Pelle Italiana Conciata al Vegetale, da più parti criticato per aver ritratto senza veli 12 parti intime femminili.
Oltre ad aver bloccato la diffusione della campagna 'Dio salvi il made in Italy' di Chionna (vedi notizia correlata), lo IAP ha deciso di imporre il ritiro dal mercato del calendario di Oliviero Toscani, realizzato per il Consorzio Vera Pelle Italiana Conciata al Vegetale e distribuito in edicola con il mensile Rolling Stone.Il calendario, presentato a Firenze nella cornice degli eventi di Pitti Immagine Uomo, ha generato grande clamore sui media e si è attirato varie critiche per aver ritratto senza veli 12 parti intime femminili. La Commissione delle Pari Opportunità del Consiglio Comunale di Firenze, ha accusato l'iniziativa di ennesimo sfruttamento dell'immagine femminile a scopi pubblicitari attraverso l'uso di scatti lesivi.
Lo IAP ha riscontrato in questa iniziativa la ''violazione degli articoli 1 - Lealta' della comunicazione commerciale - e 10 - Convinzioni morali, civili, religiose e dignita' della persona - del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.
Sulla questione Toscani esplosa in questi giorni, Alberto Contri, Presidente della Fondazione Pubblicità Progresso, afferma in una nota stampa:
“Ho smesso da tempo di polemizzare con Toscani. Faccia quello che gli pare e piace. Mi sia però concesso di difendere l’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria, da lui definito una 'mafia': semplicemente perché è un istituto giuridico che tutto il mondo ci invidia, figuriamoci se può venire scalfito dagli insulti di chi cerca a tutti i costi un po’ di scandalo. Trovo più grave però che parte dell’intellighenzia italiana sia così sensibile alle fole di Toscani sulla creatività. Perché creatività è guardare alla realtà da una prospettiva inconsueta e non banale. Mentre sederi,
cacche, vagine - per citare un po’ dell’armamentario iconografico caro al noto fotografo - sono quanto di più modesto e soprattutto trito e ritrito dal punto di vista dell’impiego creativo. Consigliamo (anche a molti intellettuali) un piccolo tour sulla mediateca internazionale che si trova sul sito di Pubblicità Progresso: scopriranno la vera originalità dei più diversi linguaggi impiegati con intelligenza e cultura nelle più creative campagne sociali del mondo. E anche quanto sia provinciale questa tanto decantata pseudo-creatività basata su escrementi e organi sessuali, semmai più tipica della psiche infantile. Quanto poi all’incredibile affermazione sul caso della modella anoressica Isabelle Caro - poi defunta - sfruttata da Toscani per la campagna No-lita, definita incredibilmente 'campagna sociale' (…I corpi li fanno diventare così magri perchè i vestiti vadano bene…), sarà opportuno ricordare che quella era proprio una sua campagna commerciale a favore di un marchio di abbigliamento! Che altro c’è da aggiungere?”.

