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Festival di Cannes, i giurati italiani in difesa dell’eccellenza tricolore
La comunicazione del Belpaese ha tutte le carte per vincere all'edizione 2016 della kermesse pubblicitaria mondiale: parola dei sei giurati italiani al festival della Croisette, tutti convinti che alcuni dei progetti italiani non abbiano nulla da invidiare a quelli stranieri. E che quando un’idea è vincente, è giusto che vinca.
Ai blocchi di partenza l'edizione 2016 del Festival Internazionale della Creatività di Cannes, al via il prossimo 18 giugno. Proprio oggi, 15 giugno, sono stati comunicati i dati relativi alle entries, quest'anno a quota 43.101 (+7% rispetto all'edizione 2016) (leggi news).
A tenere alto l’onore del Belpaese, i sei professionisti italiani chiamati a sedere nelle prestigiose giurie della kermesse mondiale. Si tratta di: Cinzia Cumini, designer, founderGarcia Cumini Associati(Product Design Lions jury), Jack Blanga, creative & digital director TBWA\Italia (Direct Lions Jury), Emanuele Giraldi, head of business development Omicom Media Group (Media Lions Jury), Stefania Mercuri, partner e general manager MyPr (PR Lions jury), Manuel Musilli, creative director Saatchi & Saatchi (Promo&Activation Lions jury) e Polina Zabrodskaya, associative creative directorPublicis Italia (Film Lions jury). A loro il compito di giudicare le campagne iscritte e di difendere i colori della bandiera italiana. Ma, concordano, tutti, solo se le idee che meritano di vincere. E fra quelle italiane non mancano di certo.
Cinzia Cumini, designer, founder Garcia Cumini Associati
(Product Design Lions jury)
"Sono molto contenta di essere stata chiamata come giurato a questo prestigioso festival: avrò la possibilità di confrontarmi sia con altre figure professionali, sia con colleghi del mondo del design di cui faccio parte - dichiara Cinzia Cumini (foto 1) (Garcia Cumini Associati) giuratoper la categoria ‘Product Design’ -. Il mondo del design e della comunicazione sono senza dubbio molto legati, e non è un caso che lo studio Garcia Cumini Associati dia da sempre una particolare attenzione a questi aspetti. Pur non occupandoci di adv in senso stretto, ci relazioniamo sempre con i brand per cui lavoriamo, e cerchiamo di creare progetti di design efficaci anche dal punto di vista comunicativo. Le mie aspettative per l’Italia al Festival di Cannes? Per esperienza personale so che l’Italia non è mai molto presente ai contest internazionali in cui si parla di design: questo è un peccato perché il nostro Paese vanta in questo campo un grande know-how, oltre che molte aziende produttrici, che meritano di essere premiati”.
Jack Blanga, creative & digital director TBWA\Italia
(Direct Lions Jury)
“Sono davvero molto felice di essere giurato a Cannes: era un traguardo personale a cui volvevo arrivare, ma non pensavo così presto - commenta Jack Blanga (foto 3) (TBWA\Italia), giurato per i ‘Direct Lions’ -. Inoltre, la categoria dei ‘Direct Lions’ è senza dubbio quella in cui il dialogo fra creatività/strategia erisultati numerici sull’efficienza dell’investimento è molto riuscito. Personalmente c ome responsabile creativo del reparto digital di TBWA\, sono interessato a vedere l'utilizzo che oggi nel mondo viene fatto dei big data per creare campagne di direct outstanding, che fino a pochi anni fa sarebbero rimaste utopia. Sono però soprattutto contento perché penso che quello che stiamo vivendo sia un momento molto importante per capire a che punto è arrivata la creatività italiana: negli ultimi anni, infatti, noi italiani siamo riusciti ad accorciare il gap che ci separava dagli altri Paesi. Certo, non siamo ancora ai livelli dei grandi Paesi, come gli Usa o l’America latina, ma le ultime edizioni del festival di Cannes hanno dimostrato che i lavori italiani, quando sono di qualità, sono davvero vincenti, e non hanno niente da invidiare agli altri. Oggi non dobbiamo più cercare l’eccellenza creativa su specifici progetti, ma acquisire un metodo vero e proprio che venga sviluppato su più lavori. Per quello che riguarda l’Italia, vi sono alcuni lavori che possono figurare molto bene in un panorama internazionale in generale, e di conseguenza avere buon risultato a Cannes anche nei direct. Sia chiaro, però: come giurato italiano non mi batterò per tutte le campagne italiane, ma solo per quelle che meritano di vincere”.
Emanuele Giraldi, head of business development Omnicom Media Group
(Media Lions Jury)
Una grande opportunità perimparare molto su come vengono valutate le campagne e acquisire strumenti utili per costruire campagne di successo: questo è il Festival di Cannes per Emanuele Giraldi (foto 2) (Omnicom Media Group), giurato per la categoria ‘Media Lions’. “La categoria media è senza dubbio una di quelle con più entries - spiega -, in cui spesso ricadono progetti di tipo diverso. Sarà quindi per me molto interessante vedere come verrà giudicato dove finisce il media e dove invece inizia un’altra categoria. Per quanto riguarda l’Italia, d a un punto di vista professionale, sarebbe sicuramente interessante vedere il nostro paese scalare le classifiche dei leoni d’oro; vorrebbe dire che il mercato si sta sbloccando, si diventa più competitivi e si attirano altre persone brave. Tutto molto positivo.Allo stesso tempo però vorrei evitare che si scadesse nel campanilismo; siamo una generazione senza fili, mobile, globale. Speriamo trionfino belle idee a prescindere dal loro paese di origine. Da parte mia, difenderò le idee”.
Stefania Mercuri, partner e general manager MyPr
(PR Lions jury)
“Sono molto orgogliosa di questa nomina che arriva dopo un anno di grandi soddisfazioni per MyPr, proprio dal punto di vista della capacità di declinare progetti di PR con un approccio creativo”. Parola di Stefania Mercuri (foto 6), partner e general manager MyPr.“Essere giurato a Cannes è un ruolo importante, sempre più centrale per il nostro settore, che va affrontato con preparazione e metodo - spiega -. Le mie aspettative riguardo alla categoria PR sono molto alte. Una volta le campagne con un quid diverso si vedevano soprattutto durante la serata di chiusura; da qualche anno a questa parte, invece, anche nella serata in cui vengono premiate le campagne PR si ammirano lavori la cui risonanza va al di là del Leone d’oro. Questo per il nostro settore è un punto fondamentale: l’efficacia delle campagne di comunicazione integrata passa sempre di più attraverso la nostra disciplina e i clienti richiedono il nostro contributo e il nostro coinvolgimento già nella fase strategica. Lato digital, mi aspetto che quest’anno ci possa essere creatività non solo dal punto di vista dei contenuti, ma anche nell’utilizzo delle piattaforme come Google, Twitter, Instagram, Facebook.Il livello di competitività da parte di paesi e di mercati che solo fino a qualche anno fa avevano un limitato numero di lavori iscritti sta impattando sui risultati delle campagne italiane al Festival. Siamo certamente in una fase di cambio di mentalità e abbiamo capito che è necessario partecipare e confrontarci con i migliori se vogliamo vincere. Oggi è diventato imprescindibile internazionalizzare le nostre agenzie; mi aspetto quindi una grande presenza di professionisti e clienti italiani”.
Manuel Musilli, creative director Saatchi & Saatchi
(Promo&Activation Lions jury)
“Svolgere il ruolo di giurato è sempre fonte di orgoglio e un’occasione di confronto importante, a maggior ragione a Cannes che ogni anno setta gli standard anche delle altre competizioni - dichiara Manuel Musilli (foto 4) (Saatchi & Saatchi), giurato per la categoria ‘Promo&Activation’ -.Ma è soprattutto una grande responsabilità rappresentare il proprio paese e cercare di difendere al meglio i lavori che abbiano le carte per portare leoni in Italia.La categoria Promo&Activation è una delle più interessanti, perché con la premiazione del lunedì sera è la categoria che subisce meno l’influenza dei leoni assegnati nelle altre categorie. È una categoria nella quale oltre all’idea, siamo chiamati a valutare in maniera molto rilevante strategia, impatto sui consumatori e risultati. Aspetti che è quindi fondamentale evidenziare in ogni progetto iscritto, visto che valgono il 70% della valutazione complessiva.La capacità delle campagne iscritte in questa categoria di attivare realmente il pubblico, utilizzando qualsiasi media, la rendono sicuramente una delle più attuali. Per quanto riguarda l’Italia, ci sono ottimi progetti in gara. Per una categoria in cui l’impatto e i risultati sono di fondamentale importanza, la notorietà dei progetti italiani all’estero è probabilmente uno degli aspetti che più ci penalizza, in un contesto in cui sempre di più i giurati votano campagne che hanno avuto una diffusione online globale.Abbiamo sicuramente alcuni lavori italiani che hanno queste caratteristiche di internazionalità, come quelli di Heineken o di Samsung. Ma la speranza è che su tutti i progetti, anche quelli meno conosciuti, la qualità delle idee sia in grado di colmare questo gap”.
Polina Zabrodskaya, associative creative director Publicis Italia
(Film Lions jury)
“Esistono molti premi prestigiosi nel mondo, in cui ho già fatto il giurato. Ma Cannes, ovviamente è qualcosa di speciale - spiega Polina Zabrodskaya (foto 5) (Publicis Italia), nella giuria ‘Film Lions’ -. Molte persone dicono che questa è una settimana all’insegna dell’ispirazione, della celebrazione della creatività, del divertimento con un bicchiere di vino rosé. E tutto ciò è indubbiamente vero. Ma siamo onesti: Cannes è soprattutto il festival dell’ambizione. È il luogo dove si costruiscono le carriere, e più la posta in gioco è maggiore, più le persone cercano di attaccare il sistema. La categoria dei Film Lions è storicamente la più prestigiosa. Quindi sono molto contenta e profondamente onorata, ma anche molto determinata a fare questo lavoro bene. E so che non sarà facile.Il film è ancora al centro di qualsiasi comunicazione. Il modo di farlo fruire è cambiato: sono nati nuovi strumenti di narrazione, ma se si guardano i più riusciti, quelli sono ancora film. ‘Epic split’, ‘Dumb ways to die’, ‘Like a girl’, ‘Thank you mum’ . Se domani l'umanità smettesse di usare del tutto gli schermi, il film sarebbe ancora lì, nella realtà virtuale, in esperienze di realtà mista. La maggior parte dei lavori che ho potuto vedere fino a oggi non è di grande qualità. Ogni anno meno del 10% dei film entra in shortlist: e credetemi, non vi divertireste a guardare il 90% che viene scartato. Ma quelli che valgono, sono veramente molto belli. Non c’è niente di più potente che un grande script filmato bene. In questa prima fase di votazione mi sento quindi leggermente bipolare, in alcuni casi disperata, ma di tanto in tanto c’è qualcosa così speciale che mi restituisce la fiducia e che mi fa sorridere per il resto del giorno. L’Italia? Ci sono alcuni lavori che meritano di essere riconosciuto fra i migliori al mondo. Incrociamo le dita”.
Ilaria Myr
A tenere alto l’onore del Belpaese, i sei professionisti italiani chiamati a sedere nelle prestigiose giurie della kermesse mondiale. Si tratta di: Cinzia Cumini, designer, founderGarcia Cumini Associati(Product Design Lions jury), Jack Blanga, creative & digital director TBWA\Italia (Direct Lions Jury), Emanuele Giraldi, head of business development Omicom Media Group (Media Lions Jury), Stefania Mercuri, partner e general manager MyPr (PR Lions jury), Manuel Musilli, creative director Saatchi & Saatchi (Promo&Activation Lions jury) e Polina Zabrodskaya, associative creative directorPublicis Italia (Film Lions jury). A loro il compito di giudicare le campagne iscritte e di difendere i colori della bandiera italiana. Ma, concordano, tutti, solo se le idee che meritano di vincere. E fra quelle italiane non mancano di certo.
Cinzia Cumini, designer, founder Garcia Cumini Associati
(Product Design Lions jury)
"Sono molto contenta di essere stata chiamata come giurato a questo prestigioso festival: avrò la possibilità di confrontarmi sia con altre figure professionali, sia con colleghi del mondo del design di cui faccio parte - dichiara Cinzia Cumini (foto 1) (Garcia Cumini Associati) giuratoper la categoria ‘Product Design’ -. Il mondo del design e della comunicazione sono senza dubbio molto legati, e non è un caso che lo studio Garcia Cumini Associati dia da sempre una particolare attenzione a questi aspetti. Pur non occupandoci di adv in senso stretto, ci relazioniamo sempre con i brand per cui lavoriamo, e cerchiamo di creare progetti di design efficaci anche dal punto di vista comunicativo. Le mie aspettative per l’Italia al Festival di Cannes? Per esperienza personale so che l’Italia non è mai molto presente ai contest internazionali in cui si parla di design: questo è un peccato perché il nostro Paese vanta in questo campo un grande know-how, oltre che molte aziende produttrici, che meritano di essere premiati”.
Jack Blanga, creative & digital director TBWA\Italia
(Direct Lions Jury)
“Sono davvero molto felice di essere giurato a Cannes: era un traguardo personale a cui volvevo arrivare, ma non pensavo così presto - commenta Jack Blanga (foto 3) (TBWA\Italia), giurato per i ‘Direct Lions’ -. Inoltre, la categoria dei ‘Direct Lions’ è senza dubbio quella in cui il dialogo fra creatività/strategia erisultati numerici sull’efficienza dell’investimento è molto riuscito. Personalmente c ome responsabile creativo del reparto digital di TBWA\, sono interessato a vedere l'utilizzo che oggi nel mondo viene fatto dei big data per creare campagne di direct outstanding, che fino a pochi anni fa sarebbero rimaste utopia. Sono però soprattutto contento perché penso che quello che stiamo vivendo sia un momento molto importante per capire a che punto è arrivata la creatività italiana: negli ultimi anni, infatti, noi italiani siamo riusciti ad accorciare il gap che ci separava dagli altri Paesi. Certo, non siamo ancora ai livelli dei grandi Paesi, come gli Usa o l’America latina, ma le ultime edizioni del festival di Cannes hanno dimostrato che i lavori italiani, quando sono di qualità, sono davvero vincenti, e non hanno niente da invidiare agli altri. Oggi non dobbiamo più cercare l’eccellenza creativa su specifici progetti, ma acquisire un metodo vero e proprio che venga sviluppato su più lavori. Per quello che riguarda l’Italia, vi sono alcuni lavori che possono figurare molto bene in un panorama internazionale in generale, e di conseguenza avere buon risultato a Cannes anche nei direct. Sia chiaro, però: come giurato italiano non mi batterò per tutte le campagne italiane, ma solo per quelle che meritano di vincere”.
Emanuele Giraldi, head of business development Omnicom Media Group
(Media Lions Jury)
Una grande opportunità perimparare molto su come vengono valutate le campagne e acquisire strumenti utili per costruire campagne di successo: questo è il Festival di Cannes per Emanuele Giraldi (foto 2) (Omnicom Media Group), giurato per la categoria ‘Media Lions’. “La categoria media è senza dubbio una di quelle con più entries - spiega -, in cui spesso ricadono progetti di tipo diverso. Sarà quindi per me molto interessante vedere come verrà giudicato dove finisce il media e dove invece inizia un’altra categoria. Per quanto riguarda l’Italia, d a un punto di vista professionale, sarebbe sicuramente interessante vedere il nostro paese scalare le classifiche dei leoni d’oro; vorrebbe dire che il mercato si sta sbloccando, si diventa più competitivi e si attirano altre persone brave. Tutto molto positivo.Allo stesso tempo però vorrei evitare che si scadesse nel campanilismo; siamo una generazione senza fili, mobile, globale. Speriamo trionfino belle idee a prescindere dal loro paese di origine. Da parte mia, difenderò le idee”.
Stefania Mercuri, partner e general manager MyPr
(PR Lions jury)
“Sono molto orgogliosa di questa nomina che arriva dopo un anno di grandi soddisfazioni per MyPr, proprio dal punto di vista della capacità di declinare progetti di PR con un approccio creativo”. Parola di Stefania Mercuri (foto 6), partner e general manager MyPr.“Essere giurato a Cannes è un ruolo importante, sempre più centrale per il nostro settore, che va affrontato con preparazione e metodo - spiega -. Le mie aspettative riguardo alla categoria PR sono molto alte. Una volta le campagne con un quid diverso si vedevano soprattutto durante la serata di chiusura; da qualche anno a questa parte, invece, anche nella serata in cui vengono premiate le campagne PR si ammirano lavori la cui risonanza va al di là del Leone d’oro. Questo per il nostro settore è un punto fondamentale: l’efficacia delle campagne di comunicazione integrata passa sempre di più attraverso la nostra disciplina e i clienti richiedono il nostro contributo e il nostro coinvolgimento già nella fase strategica. Lato digital, mi aspetto che quest’anno ci possa essere creatività non solo dal punto di vista dei contenuti, ma anche nell’utilizzo delle piattaforme come Google, Twitter, Instagram, Facebook.Il livello di competitività da parte di paesi e di mercati che solo fino a qualche anno fa avevano un limitato numero di lavori iscritti sta impattando sui risultati delle campagne italiane al Festival. Siamo certamente in una fase di cambio di mentalità e abbiamo capito che è necessario partecipare e confrontarci con i migliori se vogliamo vincere. Oggi è diventato imprescindibile internazionalizzare le nostre agenzie; mi aspetto quindi una grande presenza di professionisti e clienti italiani”.
Manuel Musilli, creative director Saatchi & Saatchi
(Promo&Activation Lions jury)
“Svolgere il ruolo di giurato è sempre fonte di orgoglio e un’occasione di confronto importante, a maggior ragione a Cannes che ogni anno setta gli standard anche delle altre competizioni - dichiara Manuel Musilli (foto 4) (Saatchi & Saatchi), giurato per la categoria ‘Promo&Activation’ -.Ma è soprattutto una grande responsabilità rappresentare il proprio paese e cercare di difendere al meglio i lavori che abbiano le carte per portare leoni in Italia.La categoria Promo&Activation è una delle più interessanti, perché con la premiazione del lunedì sera è la categoria che subisce meno l’influenza dei leoni assegnati nelle altre categorie. È una categoria nella quale oltre all’idea, siamo chiamati a valutare in maniera molto rilevante strategia, impatto sui consumatori e risultati. Aspetti che è quindi fondamentale evidenziare in ogni progetto iscritto, visto che valgono il 70% della valutazione complessiva.La capacità delle campagne iscritte in questa categoria di attivare realmente il pubblico, utilizzando qualsiasi media, la rendono sicuramente una delle più attuali. Per quanto riguarda l’Italia, ci sono ottimi progetti in gara. Per una categoria in cui l’impatto e i risultati sono di fondamentale importanza, la notorietà dei progetti italiani all’estero è probabilmente uno degli aspetti che più ci penalizza, in un contesto in cui sempre di più i giurati votano campagne che hanno avuto una diffusione online globale.Abbiamo sicuramente alcuni lavori italiani che hanno queste caratteristiche di internazionalità, come quelli di Heineken o di Samsung. Ma la speranza è che su tutti i progetti, anche quelli meno conosciuti, la qualità delle idee sia in grado di colmare questo gap”.
Polina Zabrodskaya, associative creative director Publicis Italia
(Film Lions jury)
“Esistono molti premi prestigiosi nel mondo, in cui ho già fatto il giurato. Ma Cannes, ovviamente è qualcosa di speciale - spiega Polina Zabrodskaya (foto 5) (Publicis Italia), nella giuria ‘Film Lions’ -. Molte persone dicono che questa è una settimana all’insegna dell’ispirazione, della celebrazione della creatività, del divertimento con un bicchiere di vino rosé. E tutto ciò è indubbiamente vero. Ma siamo onesti: Cannes è soprattutto il festival dell’ambizione. È il luogo dove si costruiscono le carriere, e più la posta in gioco è maggiore, più le persone cercano di attaccare il sistema. La categoria dei Film Lions è storicamente la più prestigiosa. Quindi sono molto contenta e profondamente onorata, ma anche molto determinata a fare questo lavoro bene. E so che non sarà facile.Il film è ancora al centro di qualsiasi comunicazione. Il modo di farlo fruire è cambiato: sono nati nuovi strumenti di narrazione, ma se si guardano i più riusciti, quelli sono ancora film. ‘Epic split’, ‘Dumb ways to die’, ‘Like a girl’, ‘Thank you mum’ . Se domani l'umanità smettesse di usare del tutto gli schermi, il film sarebbe ancora lì, nella realtà virtuale, in esperienze di realtà mista. La maggior parte dei lavori che ho potuto vedere fino a oggi non è di grande qualità. Ogni anno meno del 10% dei film entra in shortlist: e credetemi, non vi divertireste a guardare il 90% che viene scartato. Ma quelli che valgono, sono veramente molto belli. Non c’è niente di più potente che un grande script filmato bene. In questa prima fase di votazione mi sento quindi leggermente bipolare, in alcuni casi disperata, ma di tanto in tanto c’è qualcosa così speciale che mi restituisce la fiducia e che mi fa sorridere per il resto del giorno. L’Italia? Ci sono alcuni lavori che meritano di essere riconosciuto fra i migliori al mondo. Incrociamo le dita”.
Ilaria Myr







