Advertising

I bronzi di Riace 'bulli' per rilanciare il turismo in Calabria: è polemica

Fa parlare di sè lo spot della Regione, on air in questi giorni, che vede protagonisti i due Bronzi che discutono e fanno pari o dispari per decidere se andare in vacanza in montagna o al mare. Per il senatore del PD Roberto Della Seta "lo spot mette alla berlina una delle più grandi risorse culturali della Calabria". Non è d'accordo Vittorio Sgarbi: "La campagna fa schifo ma funziona".
I due Bronzi di Riace, in piedi davanti a un totem interattivo che mostra le bellezze della Calabria, discutono su dove sia meglio andare in vacanza e, poichè non sanno trovare un accordo, lasciano la scelta al caso sfidandosi a pari o dispari e se la svignano in sordina dal museo dove sono rinchiusi.

E' questo quanto si vede nellospot pianificato dalla Regione Calabria per rilanciare il turismo, on air in questi giorni sui principali canali televisivi. Una trovata sicuramente originale, che però non ha mancato di sollevare polemiche.

Non tutti, infatti, come si apprende dai principali quotidiani, hanno apprezzato l'utilizzo in chiave ironica di uno dei simboli culturali per eccellenza della Calabria. Il Quotidiano della Calabria ha rivolto un appello al presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti, affinchè lo spot venisse ritirato, poichè "si tratta di un brutto messaggio pubblicitario in cui si deturpano anche i Bronzi di Riace".

Anche per il senatore del PD Roberto Della Seta il filmato non dovrebbe andare in onda perchè, ha detto, "mette alla berlina una delle più grandi risorse culturali della Calabria e del Paese. Vedere un'opera straordinaria come i Bronzi di Riace, che il mondo ci invidia, trasformata in una ridicola macchietta, oltre ad offendere i calabresi e tutti gli italiani rischia di diventare un pericoloso boomerang per il turismo''.

Contrario anche l'archeologo calabrese Battista Sangineto, che ha affermato che i due nobili Bronzi nello spot "sembrano dei tamarri". Simonetta Bonomi, sovrintendente ai beni archeologici, è meno drastica: "Il film è divertente, ma kitsch", ha affermato.

Controcorrente, neanche a dirlo, Vittorio Sgarbi, che ritiene che la campagna in sè sia riuscita, poichè è stata efficace e ha ottenuto un buon risultato in termini di visibilità. "Fa schifo, è sgradevole ma non è un peccato mortale. Il compito di uno spot - ha detto -  è far parlare di sè. Nel momento in cui va in prima pagina sul 'Corriere della Sera', e quindi guadagna uno spazio senza doverlo pagare, significa che ha ottenuto comunque un risultato positivo''.

SP