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Il copywriter: mix di cultura, divertimento e abilità linguistiche

Guarda su ADVexpress tv il giro di microfoni tra i maggiori creativi della nostra industry incontrati in occasione della presentazione del libro edito ADC Group, 'The HeadLiners'.
A margine della presentazione del libro edito ADC Group, 'The HeadLiners', abbiamo chiesto ai creativi presenti cosa significa oggi fare il copywriter e come deve evolvere questo mestiere per catturare l'attenzione di un consumatore che ha profondamente mutato le proprie abitudini d'acquisto.

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Secondo Emilio Haimann il copy deve avere primariamente una buona cultura e ottime capacità linguistiche, doti che invece riscontra sempre meno nei giovani aspiranti copy di oggi, forse perché leggono poco ed hanno meno curiosità di un tempo, con il rischio che la pubblicità tenda a citarsi meccanicamente senza creare nulla di nuovo.

Alessandro Sabini ricorda che quello del copy è il mestiere più divertente del mondo, che consente ai giovani di visitare Paesi, conoscere persone, stringere amicizie in tutto il mondo. Tuttavia, fa notare Sabini, resta ancora un lavoro precario. Fondamentale, per diventare copy, essere sempre aggiornati su come sta cambiando il mestiere di creativo.

Pino Rozzi rivela che tempo fa era molto più semplice svolgere questa professione, talvolta, racconta, bastava citare una frase famosa per ricevere applausi. Oggi è più complicato avere successo e a un copy si richiedono tante doti.

Con parole spiritose Pietro Maestri spiega di aver dimostrato predilezione per questa professione perché meno impegnativa di quella dell’art… considerando come sta cambiando la stessa creatività linguistica, Maestri ritiene che il linguaggio stia diventando sempre più sintetico, in stile sms.