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Keira Knightley incarna se stessa e crea magia nel nuovo spot natalizio Waitrose firmato dall’agenzia Wonderhood Studios
Negli ultimi mesi Keira Knightley è tornata al centro della scena con una serie di progetti che hanno attirato l’attenzione del pubblico.
A ottobre ha interpretato una giornalista del Guardian nel thriller Netflix The Woman in Cabin 10, poco dopo ha pubblicato il suo primo libro per bambini e ora firma un altro momento significativo presentandosi come protagonista del nuovo spot natalizio di Waitrose. Un contesto, quello della pubblicità festiva, che nel Regno Unito resta un vero e proprio rituale culturale.
Il marchio descrive il suo spot come “una novità assoluta nel settore”, e l’ambizione è evidente: più che una semplice pubblicità, il filmato sembra una commedia romantica di quattro minuti. La trama vede Joe Wilkinson nei panni di un vedovo introverso che incontra Knightley in un supermercato Waitrose. Tra i due nasce un’immediata sintonia: una visita al pub, biscotti che somigliano sorprendentemente al volto di Wilkinson, mani che si intrecciano, una breve crisi di gelosia e infine un lieto fine in mezzo alla neve. Un racconto che attinge volutamente ai codici più classici del genere.

Il meccanismo funziona soprattutto grazie alla presenza di Knightley, che dopo Love Actually è diventata una figura iconica della commedia romantica, nonostante negli ultimi anni si fosse allontanata dal genere. Vederla tornare a un registro che padroneggia con naturalezza produce la stessa rassicurante familiarità che suscitano altri attori quando rientrano nei territori che li hanno resi celebri. E, come sempre accade in questo tipo di produzioni, la sua disponibilità a giocare con l’immaginario popolare aggiunge una nota di autoironia che contribuisce al successo dello spot.
La definizione di “prima assoluta del settore”, tuttavia, può essere messa in discussione. Non è certo la prima pubblicità a richiamare i luoghi comuni delle commedie romantiche: basti ricordare lo spot Nissan del 2023, costruito sulla corsa in aeroporto per una dichiarazione d’amore. Nemmeno la lunghezza è un primato, se si pensa che Old Spice nel 2018 produsse un filmato pubblicitario di 14 ore. Forse l’unicità risiede nella scena dei biscotti che richiamano più la barba di Wilkinson che il suo volto: un dettaglio bizzarro che non sfigurerebbe in una vera rom-com.
Resta però una variabile determinante: la ripetizione. Una commedia romantica può essere deliziosa alla prima visione, ma una pubblicità – per definizione – è destinata a essere vista decine di volte. Immaginare Love Actually proiettato in loop per un mese e mezzo dà un’idea del rischio. Ciò che appare tenero e riuscito oggi potrebbe trasformarsi, alla vigilia di Natale, in un tormento da cui difendersi.
Per ora, il mini-film di Waitrose con Keira Knightley rimane un esperimento riuscito, capace di unire dolcezza e ironia. Ma il giudizio finale potrebbe dipendere dalla resistenza del pubblico all’inevitabile sovraesposizione della stagione.

