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Se tre indizi fanno una prova dietro Crap Adv c’è AssoComunicazione
E bravo Peter Grosser. Sarebbe il vicepresidente di AssoComunicazione l’ideatore dell’operazione Crap Adv, che ha gettato tanto scompiglio nelle redazioni e presso i clienti. Da due giorni irraggiungibile, comunicato di risposta paradossale come quello della 'fantomatica' agenzia, e la comunicazione di febbraio in cui l'Associazione annunciava che avrebbe realizzato una campagna pubblicitaria sul rapporto agenzia/cliente.
Ormai è questione di poco. Sembra vicina la soluzione del mistero dell’operazione di guerrilla pubblicitaria, che si è presentata sotto il nome di Crap Adv. Dietro la fantomatica agenzia guidata dall’altrettanto fantomatico Giorgio Revenue potrebbe esserci AssoComunicazione. In particolare il vicepresidente Peter Grosser, anche presidente dell’agenzia Cayenne. Perché ci sbilanciamo, pur non avendo ancora una pezza d’appoggio ufficiale, consapevoli di prendere una clamorosa cantonata?In primo luogo perché, fatto decisamente anomalo, da due giorni Grosser non è contattabile, e sull’argomento in AssoComunicazione fanno gli ‘gnorri’, altro fatto assolutamente inedito. In secondo luogo perché, come paventato nell’articolo di ieri da noi pubblicato, tanto paradossale era il comunicato stampa di Crap Adv, quanto paradossale e ingenua è stata la risposta di AssoComunicazione. In terzo luogo perché, scavando nella memoria, ricordiamo che Grosser, che in molti danno come futuro presidente di AssoComunicazione, aveva annunciato di dare vita a un’iniziativa sulle gare private dopo quella che l’associazione aveva promosso sul fronte delle gare pubbliche (il disegno di legge è al momento fermo alla Commissione Affari Istituzionali della Camera dei Deputati). Come dire, tre indizi fanno una prova.
Infatti, scava scava, abbiamo rintracciato una dichiarazione pubblicata da ADVexpress il 15 febbraio scorso (in occasione della pubblicazione del rapporto sulle gare private del 2010 da cui emerge un notevole calo dei casi in cui è stato previsto il rimborso spese. Nelle 67 gare monitorate dall'Associazione riguardanti la pubblicità, il 52% delle agenzie associate ha inviato la scheda gare e il rimborso spese è stato previsto nel 16% dei casi. Leggi news). Un problema, quindi, interno alle agenzie, che hanno abbassato la guardia non inviando le schede contenenti le informazioni relative, appunto, al numero e nome dei partecipanti, remunerazione sì o no della gara, ecc..
Insomma, era necessario correre ai ripari, come lo stesso Grosser affermava: “Questo, ma non solo, è uno dei motivi per cui stiamo realizzando una campagna pubblicitaria che sensibilizzi clienti ed agenzie sul fatto che regole chiare e condivise in termini di gestione delle gare, corretta remunerazione e ricerca della qualità aiutano tutto il mercato a lavorare con maggiore efficacia e, conseguentemente, migliori risultati”.
Da febbraio a oggi il tema gare è scoppiato in tutta la sua evidenza attraverso casi come quello di Ferrarelle.L’operazione di guerrilla di cui siamo a conoscenza intende ribadire, in negativo secondo i propositi dell’inesistente Crap Adv, in positivo secondo AssoComunicazione, i temi fondamentali all’ordine del giorno: il valore della creatività, il suo prezzo, la difesa della qualità, l’etica tra gli stessi associati, le gare, e via discorrendo. Come abbiamo pubblicato ieri ci risulta che anche le aziende sono state oggetto di questa azione di guerrilla. Sarebbe curioso sapere quante tra esse hanno cercato di contattare l’ormai mitica Crap Adv.
Esilaranti le dieci regole annunciate da Crap Adv attraverso il sito www.crap-adv.it: 1) In pubblicità e in guerra tutto è permesso, metteteci contro più agenzie possibile 2) Consegnamo la creatività ancora prima di pensarla. Perché aspettare giorni quando potete averla in poche ore? 3) I rimborsi spesa sono per i poveracci. Il lavoro non va sempre pagato 4) La qualità non costa niente. Chi l’ha detto che la professionalità va pagata? 5) Il nostro vero direttore creativo è il cliente. L’unico ad avere una visione chiara 6) Non ci sono extra costi, solo sotto costi. Se non siete soddisfatti, siamo noi a rimborsarvi 7) Le uniche gare sbagliate sono quelle che abbiamo perso. Ma nessuno può competere con i nostri prezzi 8) Il nostro portfolio è il vostro portafogli. Da noi le idee si contano sulla punta delle dita, come i soldi 9) Non sono le idee a vendere ma i prodotti. Per questo ci adattiamo a qualsiasi vostra esigenza 10) Gli unici premi che ci interessano sono i bonus a fine anno. Il resto lo lasciamo ai poveracci.
Per quanto ci riguarda, come dicevamo ieri, anche gli NC Awards (guarda le immagini), sono stati oggetto di questa operazione dove, per altro, la Cayenne di Grosser ha fatto man bassa di premi. Anche questa, in fondo, è nuova comunicazione.
Attendiamo con interesse i prossimi sviluppi.
Salvatore Sagone

