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Speciale Cannes. P&G: 100 lavori in shortlist per l'Advertiser of the Year
(Cannes). Per A.G Leafley e Jim Stengel , rispettivamente presidente e ceo e global marketing officer della multinazionale vincitrice del prestigioso riconoscimento, la comunicazione deve rendere un brand vivo e farlo dialogare con i consumatori: "Crediamo nel potere della creatività che nasce dall'ispirazione e genera risultati".
(Cannes. Dalla nostra inviata Giulia Rubino). 90" per illustrare il punto di vista di Procter &
Gamble riguardo a ciascuna delle tematiche che sono state
costantemente al centro dell'attenzione durante la cinquantacinquesima edizione
del Festival: questo il format scelto da A.G Leafley e Jim Stengel
(nella foto), rispettivamente presidente e ceo e global marketing officer,
per la conferenza stampa della multinazionale
vincitrice del premio Advertiser of the Year, riconoscimento
attribuito a investitori che si sono distinti per aver studiato piani di
marketing innovativi per i propri prodotti e hanno abbracciato lavori
particolarmente creativi realizzati dalle proprie agenzie.
Prima di dare inizio a questa 'prova cronometrata', Stengel ha sottolineato tutta la soddisafazione dell'azienda per un premio che rappresenta la meta di un viaggio iniziato proprio qui nel 2003, anno in cui: "Siamo venuti a Cannes per vedere quanto di meglio la comunicazione ha da offrire, in cerca di ispirazione, con l'obiettivo di diventare a nostra volta i migliori".
Cosa rappresenta dunque la comunicazione per P&G? "E' il mezzo tramite il quale parliamo ai consumatori - ha spiegato il global marketing officer -. Noi non faccamo campagne corporate, ci esprimiamo attraverso i nostri marchi, ciascuno dei quali ha una creatività realizzata ad hic in gradovivo. Le parole d'ordine sono ispirazione e risultati". Secondo Leafley "il compito principale della creatività è stabilire una connessione profonda tra un brand e i consumatori". La creatività ha dunque, secondo il presidente e ceo, un ruolo da protagonista, perchè "Alla basdella comunicazione deve sempre esserci una big idea. I mezzi cambiano, si evolvono, mentre il potere delle idee resta un punto fermo".
Anche la scelta dei media tuttavia ha assunto un'importanza sempre maggiore. "Basta pensare la digitale, che erroneamente viene definito 'mezzo emergente' mentre ormai è 'il mezzo' per eccellenza, almeno nei paesi tecnologicamente più avanzati, perche è in grado di rendere possibile un dialogo diretto con il target che prima non era nemmeno pensabile - ha dichiarato Stengel -. Cito come esempio il caso di Tampax, che grazie al web ha stabilito un legame molto stretto con le giovani donne, aiutandole a risolvere dubbi e problemi 'intimi' dei quali è spesso difficile parlare". Anche dal punto di vista delle vendite la rete si rivela sempre più importante: "L'e-commerce genra infatti entrate sempre più consistenti, soprattutto negli Stati Uniti e in Giappone" ha aggiunto Leafley.
Quale dunque il futuro della televisione? "Siamo un brand globale - ha risposto il global marketing officer - e in molti paesi la tv è ancora il principale mezzo di informazione e di intrattenimento, quindi il nostro investimento continua ad essere consistente. Diciamo però che in altri contesti l'uso della tv non è più una scelta obbligata".
Se gli spot continuano a essere una parte importante del media mix, il mobile marketing è in costante ascesa, "Perche permette di formire ai consumatori servizi che spaziano dall'informazione all'intrattenimento, generando un continuo contatto con il brand".
Per concludere la panoramica sui media, Stengel ha parlato del punto vendita: "Una fetta crescente del nostro budget si sta indirizzando verso la comunicazione in store, perchè le scelte del consumatore avvengono sempre più spesso al momento dell'acquisto".
Non poteva mancare, tra le tematiche affrontate, la corporate social responsibility, che è stata al centro dell'attenzione durante tutta la settimana del Festival. Per il global marketin officer "Si tratta di un concetto molto potente in cui crediamo fortemente, perchè fa parte del dna di P&G. Molte sono le nostre iniziative in questo campo, focalizzate sopratutto sui bambini". "Ai bambini aggiungerei le giovani donne - ha proseguito Leafley -. Tra i tanti progetti ci tengi a citare PUR, iniziativa che salva molte vite in Africa grazie alla purificazione dell'acqua ottenuta per mezzo di un nostro prodotto".
Stengel e Leafley hanno chiusio la conferenza ringraziando tutte le agenzie che lavorano per P&G è sottolineando ancora una volta il potere della comunicazione e della creatività: "Non saremmo qui ora se non credessimo fino in fondo nel ruolo cruciale che esse rivestono per un brand, rendendolo vivo e capace di entrare davvero in contatto con i consumatori". I più di 100 lavori realizzati per la multinazionale entrati nelle shortlist quest'anno ne sono la prova concreta.

