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Speciale Cannes. Raynaud (Eurosport): le aziende italiane non puntano all’Europa

(Cannes). Su Eurosport investono ogni anno 250 brand, ma solo venti sono italiani. Jacques Raynaud, vice chairman Eurosport, indica in automotive, turismo e lusso - al top degli investimenti sul canale – i settori del nostro paese che mancano all’appello.

(Dal nostro inviato a Cannes, Tommaso Ridolfi). Il 2008 potrebbe essere per Eurosport un anno record: dopo i 340 milioni di euro raccolti lo scorso anno fra abbonamenti (75%), e advertising (25%), grazie ai Campionati Europei e alle Olimpiadi di Pechino ma anche dallo sviluppo di Eurosport 2 e dell'alta definizione, la crescita rispetto al 2007 potrebbe essere infatti nuovamente a doppia cifra.

"Potremo avere una stima più precisa solo a settembre, al termine dei Giochi di Pechino– ha dichiarato ad AdvExpress il vice chairman Jacques Raynaud –, ma siamo ottimisti".

Quali sono i numeri essenziali di Eurosport dal punto di vista degli ascolti?

Eurosport 1 è presente in 250 milioni di case, Eurosport 2 in oltre 33 milioni, ma quel che più conta è che l'audience misurata dai vari enti nei 59 paesi in cui siamo presenti (Auditel, AGB, BARB, ecc.), è superiore alle 500.000 unità in ogni momento della giornata, raggiungendo picchi superiori ai 2 milioni durante i week-end. Altra misura, ogni giorno ci sono 23 milioni di persone che vedono almeno un minuto di Eurosport, mentre i nostri siti web hanno in media 1,2 milioni di viewer (fonte Comscore).

Quali invece gli indicatori sotto il profilo della raccolta commerciale?

 Su Eurosport investono complessivamente circa 250 clienti. I primi tre settori sono nell'ordine l'automotive, il turismo e il lusso. I profitti si distribuiscono fra pubblicità (69%), sponsorizzazioni (23%) e organizzazione di eventi (8%). Che peso hanno su queste cifre le aziende italiane? Ancora abbastanza basso, purtroppo. I nostri clienti italiani sono circa una ventina, ma potrebbero essere molti di più...Osservando i settori trainanti, l'Italia sarebbe ottimamente posizionate su tutti e tre i fronti: per esempio, su Eurosport investono gli enti turistici della Malesia e della Spagna, ma anche quelli regionali. Fra gli italiani hanno fatto qualcosa solo il Piemonte e la Toscana! Ciò che manca alle vostre marche è forse un pensiero più creativo almeno su un piano panregionale. Pochissimi brand hanno una visione e un piano di marketing su scala europea, e lo dimostra il fatto che non mancano solo da Eurosport, ma anche da CNN, da BBC World e così via. Ci sono alcune eccezioni come Iveco, che recentemente è tornata a investire collegandosi al rugby. Oppure alcune aziende di dimensioni più piccole: Intercond è un'azienda italiana, fra le prime al mondo nella produzione di cavi in fibra, e anche se non dispone di un budget enorme la sua pianificazione su Eurosport acquisisce una valenza supplementare, gli dà status e li fa entrare fra i 'big'.

Il mercato dei 'contenuti' sportivi è particolarmente competitivo: quali sono i vostri punti di forza e di differenziazione?

E' vero, l'ultima volta che ho esaminato i canali sportivi europei ne ho contati 284. Eurosport è un brand, anzi, in Inghilterra lo definiscono addirittura uno dei super brand sportivi, affiancandolo a Nike, adidas e Manchester United... La sua forza è nella qualità delle produzioni e dei commentatori, nella selezione degli avvenimente, e soprattutto nella sua rappresentazione di tutte le diverse tipologie, dagli sport di massa agli eventi di nicchia. Tutti trattati con la stessa passione e professionalità, dai tornei di Curling sulle Dolomiti agli sport equestri ad Arezzo! E sempre live.

Come veicolate questo posizionamento attraverso le diverse piattaforme che presidiate?

Il pensiero fortemente strategico che ci guida è proprio quello della larghezza e della profondità dei nostri contenuti. La televisione è un grande business, è il nostro core business e continuerà a esserlo in futuro, il nostro obiettivo è quello di essere la prima destinazione per tutti gli appassionati d'Europa. In televisione lo siamo già, grazie al fatto di occupare il secondo o il terzo posto in tutti i paesi, e puntiamo a diventarlo anche sul web, dove la linea editoriale e strategica è sempre la stessa, anche se il prodotto è molto diverso da quello televisivo. A differenza della maggioranza dei broadcaster sportivi, infatti, i nostri siti non ripetono i contenuti televisivi ma sono pensati per integrarli.

Quali sono le principali partnership che avete attivato da questo punto di vista?

Le principali sono naturalmente i quattro siti co-branded Yahoo! in Italia, Regno Unito, Spagna, e Germania, e quelle con TF1 in Francia (TF1 è il nostro azionista di riferimento), con Ramala in Russia e con Svenskafan in Svezia. Un'altra partnership molto importante è poi quella con Panasonic per tutto ciò che riguarda l'alta definizione, condividendo la stessa visione dell'HD come fattore di ulteriore accrescimento dell'esperienza sportiva sul grande schermo. Tutta la programmazione HD di Eurosport è realizzata in partenership con loro.