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Young & Rubicam Brands mette online il BrandAsset Valuator 2007
Il BrandAsset Valuator ė il database di marche a disposizione del dipartimento di strategia e innovazione di Young & Rubicam Brands. Lo strumento consente una conoscenza preliminare delle marche e un approfondimento sulla loro grandezza attuale e potenzialità future.
In occasione della recente edizione italiana 2007 è stato sviluppato da Wunderman Digital, società del gruppo Young & Rubicam Brands , un educational website: www.bavitalia.it.
Il sito nasce dall'esigenza di veicolare in modo interattivo, semplice e intuitivo tutte le potenzialità offerte dallo studio ed evidenziare i benefici che può trarne chiunque si occupi di gestione strategica di marca. Dalla home page è possibile accedere ad un'anteprima dei risultati 2007 verificando la disposizione di alcuni player di categoria sulla mappa percettiva. Nella sezione "Download", invece, è possibile verificare l'elenco delle marche analizzate nell'edizione 2007 del BAV. Sempre all'interno di questa sezione Young&Rubicam Brands mette a disposizione il proprio punto di vista strategico su temi di forte attualità. Già presenti sul sito numerosi white paper.
Da segnalare, in particolare, lo studio "All You Need is Envy" relativo agli attributi che connotano le marche del lusso e il booklet "SPAM SPAM SPAM SPAM" per apprendere come, per alcune marche, i principi emergenti del marketing relazionale possano risultare oggi molto più efficaci rispetto ai classici modelli di marketing vissuti come sempre più intrusivi. Questa sezione del sito verrà periodicamente aggiornata e arricchita.
Marco Lombardi, Executive Vice President e Direttore Planning Strategico di Young & Rubicam, sintetizza alcune delle macro-tendenze emerse dai risultati dell'edizione 2007: "Grazie allo storico di analisi a nostra disposizione possiamo individuare i contorni dei futuri orizzonti comportamentali. Il segnale più forte è il ritorno alla concretezza. All'inizio degli anni '90 i miti che dominavano l'immaginario dei consumatori premiavano il sogno irraggiungibile, interpretato in primis dalle marche di lusso; nel 2007 vince la concretezza, con 20 brand di food tra i primi 40 (contro i 14 del '93) e tra questi dominano quelli della quotidiana e nobile tradizione italiana. Inoltre emerge con chiarezza il neo-stile comportamentale dei consumatori low-cost, che, grazie all'avvento di marche come Zara, Skype o RyanAir, ribaltano gli equilibri di potere tra consumatori e produttori. Infine, altre marche si fanno notare più per la loro assenza: la stampa, i distributori, la telefonia. Questi tre settori, nonostante l'utilizzo massificato della comunicazione TV e non, stentano ad affermarsi e a costruire differenziazione andando a scomparire dal panorama delle marche leader".

