Digital
Blasting News punta su native e branded content
Il social network globale dell’informazione rappresenta un importante canale di comunicazione anche per le aziende. Ai brand vengono proposti contenuti di qualità, realizzati attraverso uno storytelling sartoriale. Il tutto valorizzato da una distribuzione efficace, per raggiungere un’audience specifica, garantendo l’effettiva fruizione dei contenuti. Pubblichiamo l’articolo uscito sullo Speciale Digital Revolution 2016 della rivista NC - il giornale della Nuova Comunicazione.
Piattaforma globale di social journalism, Blasting News nasce in Italia nel 2013 con l’obiettivo di offrire a giornalisti, appassionati di scrittura, professionisti, opinion leader 2.0 e influencer la possibilità di scrivere e proporre i propri articoli, e di essere retribuiti in base al livello di successo dei contenuti. “Il modello - spiega Andrea Manfredi (in foto), founder e ceo Blasting News - è strettamente meritocratico. Il compenso dipende dal numero di lettori raggiunti. La qualità delle notizie è garantita da meccanismi di controllo e approvazione dei contenuti molto rigidi. Tutti gli articoli vengono analizzati sia da algoritmi tecnologici, che verificano si tratti di contenuti originali e non copiati da altre testate, sia dai ‘blaster senior’, ovvero professionisti esperti selezionati dallo staff interno, i quali accertano la fondatezza delle notizie e l’attendibilità delle fonti. Se la qualità non è rispettata, l’articolo non viene pubblicato”.
Come entrano in campo le aziende? Secondo quale metodo producete e distribuite i contenuti per i brand?
Nell’ambito dell’ultimo Iab Forum (Milano, dicembre 2015), abbiamo presentato un’innovativa soluzione di native marketing: un prodotto di branded content molto social, basato sulla capacità dei blaster di generare condivisioni, creando una vera e propria ‘social wave’ sui social network. Si tratta di un modo completamente diverso e innovativo di produrre e distribuire i contenuti per i brand. In sostituzione del classico advertorial, offriamo ai brand contenuti di qualità, realizzati attraverso uno storytelling sartoriale, unitamente a una distribuzione efficace, con l’obiettivo di raggiungere un’audience specifica e di garantire l’effettiva lettura degli articoli proposti.
Uno dei vostri servizi principali è il ‘native package’. Ce lo può descrivere?
Il ‘native package’ è costituito da un numero variabile di 3/5 articoli multimediali integrati con Twitter cards, video su You Tube e post su Facebook, ed eventualmente anche con delle clip video professionali, pubblicate sul sito nell’arco del periodo definito di campagna e distribuiti a un numero minimo garantito di lettori unici e in target.
Si tratta di un prodotto molto innovativo: la creazione dei contenuti fa leva su una competizione creativa tra i nostri blaster esperti dell’argomento da trattare (gli influencer 2.0 sono scelti sulla base del topic, ndr). La distribuzione viene curata direttamente dai blaster selezionati che, in quanto opinion leader dei temi trattati, veicolano i contenuti al target in linea con l’audience del brand, che quindi sarà interessato a leggerli e condividerli.
A supporto interviene anche la distribuzione interna di Blasting News, con un sistema di notifiche push agli utenti registrati in target con l’audience che il brand vuol raggiungere. Da sottolineare che, nelle pagine degli articoli dedicati alla marca, non sono presenti altri advertiser: tutte le posizioni pubblicitarie sono riservate all’azienda investitrice, dai rich media e widget dinamici con cui l’utente può interagire, fino alla ‘brand page’ ad hoc.
Come fate, tecnicamente, a selezionare l’audience giusta cui rivolgervi in riferimento a un particolare argomento?
Oggi servono nuove modalità che permettano ai brand di parlare direttamente con gli utenti. Il nostro prodotto di native marketing prevede un alto livello di innovazione, in quanto fornisce garanzie sulla visibilità del brand in corrispondenza degli articoli pubblicati e sul raggiungimento dei lettori in target, attraverso una promozione on/off site e sui canali dei nostri blaster, che rappresentano un bacino di opinion leader 2.0 privilegiato e unico al mondo.
Per raggiungere l’audience giusta ci avvaliamo dei dati che raccogliamo costantemente dagli utenti registrati, siano essi scrittori o lettori. Ad esempio, lato scrittori, conosciamo le metriche in merito agli articoli in termini di social engagement, come le letture complete, la qualità e le competenze. Lato lettori, invece, ci basiamo sulla conoscenza degli interessi, delle preferenze relative agli autori, e così via.
Quali sono i numeri aggiornati di Blasting News in termini di utenti unici mensili, su scala italiana e scala globale? Ci descrive, inoltre, la figura del blaster?
Ad oggi Blasting News ha raggiunto 44 milioni di lettori unici mensili nel mondo, di cui più di 24 milioni in Europa. L’Italia da sola ne conta 15 milioni. Il network pubblica 15.000 news al mese in 34 Paesi e in 24 lingue, grazie a una community di quasi 600.000 blaster nel mondo e di più di 250.000 blaster in Italia.
I blaster vengono classificati in base al grado di esperienza: i ‘Junior’ sono i neo-iscritti alla piattaforma. I ‘Middle’ sono coloro che possono pubblicare news in autonomia solo riguardo temi specifici. I ‘Senior’ sono le figure professioniste che, oltre a pubblicare individualmente, hanno il compito di correggere i contenuti e sono quindi i garanti della qualità degli articoli. Infine, i ‘Certified Blaster’ sono i giornalisti con esperienza, che pubblicano notizie che non sono state divulgate altrove, così da garantire un’informazione inedita. Come nel caso dell’ambasciatore gay francese Laurent Stefanini presso il Vaticano, fatto risalente allo scorso ottobre, riguardo cui Blasting News ha pubblicato informazioni di prima mano, grazie all’attività di un ‘certified blaster’ francese.
Mario Garaffa
Come entrano in campo le aziende? Secondo quale metodo producete e distribuite i contenuti per i brand?
Nell’ambito dell’ultimo Iab Forum (Milano, dicembre 2015), abbiamo presentato un’innovativa soluzione di native marketing: un prodotto di branded content molto social, basato sulla capacità dei blaster di generare condivisioni, creando una vera e propria ‘social wave’ sui social network. Si tratta di un modo completamente diverso e innovativo di produrre e distribuire i contenuti per i brand. In sostituzione del classico advertorial, offriamo ai brand contenuti di qualità, realizzati attraverso uno storytelling sartoriale, unitamente a una distribuzione efficace, con l’obiettivo di raggiungere un’audience specifica e di garantire l’effettiva lettura degli articoli proposti.
Uno dei vostri servizi principali è il ‘native package’. Ce lo può descrivere?
Il ‘native package’ è costituito da un numero variabile di 3/5 articoli multimediali integrati con Twitter cards, video su You Tube e post su Facebook, ed eventualmente anche con delle clip video professionali, pubblicate sul sito nell’arco del periodo definito di campagna e distribuiti a un numero minimo garantito di lettori unici e in target.
Si tratta di un prodotto molto innovativo: la creazione dei contenuti fa leva su una competizione creativa tra i nostri blaster esperti dell’argomento da trattare (gli influencer 2.0 sono scelti sulla base del topic, ndr). La distribuzione viene curata direttamente dai blaster selezionati che, in quanto opinion leader dei temi trattati, veicolano i contenuti al target in linea con l’audience del brand, che quindi sarà interessato a leggerli e condividerli.
A supporto interviene anche la distribuzione interna di Blasting News, con un sistema di notifiche push agli utenti registrati in target con l’audience che il brand vuol raggiungere. Da sottolineare che, nelle pagine degli articoli dedicati alla marca, non sono presenti altri advertiser: tutte le posizioni pubblicitarie sono riservate all’azienda investitrice, dai rich media e widget dinamici con cui l’utente può interagire, fino alla ‘brand page’ ad hoc.
Come fate, tecnicamente, a selezionare l’audience giusta cui rivolgervi in riferimento a un particolare argomento?
Oggi servono nuove modalità che permettano ai brand di parlare direttamente con gli utenti. Il nostro prodotto di native marketing prevede un alto livello di innovazione, in quanto fornisce garanzie sulla visibilità del brand in corrispondenza degli articoli pubblicati e sul raggiungimento dei lettori in target, attraverso una promozione on/off site e sui canali dei nostri blaster, che rappresentano un bacino di opinion leader 2.0 privilegiato e unico al mondo.
Per raggiungere l’audience giusta ci avvaliamo dei dati che raccogliamo costantemente dagli utenti registrati, siano essi scrittori o lettori. Ad esempio, lato scrittori, conosciamo le metriche in merito agli articoli in termini di social engagement, come le letture complete, la qualità e le competenze. Lato lettori, invece, ci basiamo sulla conoscenza degli interessi, delle preferenze relative agli autori, e così via.
Quali sono i numeri aggiornati di Blasting News in termini di utenti unici mensili, su scala italiana e scala globale? Ci descrive, inoltre, la figura del blaster?
Ad oggi Blasting News ha raggiunto 44 milioni di lettori unici mensili nel mondo, di cui più di 24 milioni in Europa. L’Italia da sola ne conta 15 milioni. Il network pubblica 15.000 news al mese in 34 Paesi e in 24 lingue, grazie a una community di quasi 600.000 blaster nel mondo e di più di 250.000 blaster in Italia.
I blaster vengono classificati in base al grado di esperienza: i ‘Junior’ sono i neo-iscritti alla piattaforma. I ‘Middle’ sono coloro che possono pubblicare news in autonomia solo riguardo temi specifici. I ‘Senior’ sono le figure professioniste che, oltre a pubblicare individualmente, hanno il compito di correggere i contenuti e sono quindi i garanti della qualità degli articoli. Infine, i ‘Certified Blaster’ sono i giornalisti con esperienza, che pubblicano notizie che non sono state divulgate altrove, così da garantire un’informazione inedita. Come nel caso dell’ambasciatore gay francese Laurent Stefanini presso il Vaticano, fatto risalente allo scorso ottobre, riguardo cui Blasting News ha pubblicato informazioni di prima mano, grazie all’attività di un ‘certified blaster’ francese.
Mario Garaffa





