Digital
Grazie a Google Preferred, cresce l’efficacia della comunicazione pubblicitaria di YouTube
Il colosso di Mountain View, main partner di ‘IF! Italians Festival’ (leggi news), è sempre più impegnato sul fronte pubblicitario, con l’obiettivo di incrementare la qualità della relazione tra brand e utenti. A distanza di pochi mesi dal lancio in Italia (gennaio 2016), la nuova soluzione Google Preferred sta ottenendo ottimi risultati, permettendo alle marche di pianificare campagne adv direttamente sui canali di YouTube che riscuotono più successo in termini di popolarità ed engagement. In evidenza anche l’impegno crescente nel realizzare soluzioni ad hoc per il mobile (formato bumper ads: video flash di 6” in pre-roll) e l’importanza del programmatic. Soddisfazione per l’accordo siglato con la Fieg (leggi news).
A margine della conferenza di lancio della terza edizione di ‘IF! Italians Festival’ (leggi news), ADVexpress ha intervistato Paola Marazzini (in foto), agency & strategic clients director Google Italia, per fare il punto sulle ultime iniziative portate avanti dal colosso di Mountain View sul fronte pubblicitario.
“Siamo molto soddisfatti dell’impatto e del consenso che Google Preferred sta riscuotendo anche sul mercato italiano” ha spiegato Marazzini. La nuova soluzione (attiva negli Stati Uniti da due anni, lanciata in Italia lo scorso ottobre, e concretamente utilizzabile nel nostro Paese da gennaio 2016), lo ricordiamo, consente ai brand di pianificare campagne di advertising direttamente sul 5% dei canali YouTube più popolari.
Il tutto è possibile grazie a un algoritmo che tiene in considerazione le variabili della popolarità e dell’engagement, dai ‘like’ espressi al numero di ‘interazioni’ generate, passando per il tempo speso sul video e il numero di iscritti al canale. In sostanza, si tratta di video pre-roll che vengono associati ai canali YouTube più ‘graditi’, all’interno di specifiche categorie, come per esempio auto, moda, musica, cucina, intrattenimento, news e video gaming.
La prime indagini, targate Nielsen, riferite ai primi mesi del 2016 sul mercato italiano, dicono che la soluzione Google Preferred garantisce un incremento del 90% della variabile ‘memorabilità’, ossia della capacità di ricordare l’annuncio video pianificato.
Inoltre, è importante mettere in risalto come la soluzione Google Preferred sia particolarmente efficace nell’ambito di una logica di comunicazione integrata, in abbinamento al mezzo televisivo. “Tenendo conto che il 50% dell'audience Google Preferred - ha evidenziato Marazzini - è composto da ‘light tv viewers’ (ossia persone poche esposte al mezzo televisivo, ndr), attraverso i video adv pianificati nell’ambito della soluzione Google Preferred si possono raggiungere nuove fasce di pubblico rispetto ai canali tv generalisti”.
Altro pilastro fondamentale della strategia di Google è il mobile. “Tenendo conto che oggi sempre più persone accedono a internet tramite smartphone - ha spiegato Marazzini - stiamo studiando delle soluzioni ad hoc e su misura per questo mezzo”. Tra queste soluzioni, spicca il formato pubblicitario ‘bumper ads’, ossia flash video molto brevi (di 6 secondi), che partono in pre-roll.
Ma soprattutto, l’essenza dell’approccio di Google è riassumibile nella parola ‘rilevanza’: l’unica via per superare il problema degli adblock, ha precisato la manager, consiste nell’incrementare il livello qualitativo della comunicazione pubblicitaria, che deve essere quanto più possibile customizzata e personalizzata, in base alle caratteristiche dell’utente. Ecco perché Google, grazie alla sua piattaforma ‘DoubleClick’, sta investendo sempre più nel settore del programmatic advertising.
Quanto alle nuove tecnologie, Marazzini ha citato sia i ‘video 360’, che grazie alla loro natura ‘immersiva’ permettono all’utente di vivere l’esperienza filmica ‘in soggettiva’, sia la virtual reality e la augmented reality, ambiti ancora tutti da esplorare, che possono avere delle importanti implicazioni in termini di brand communication. Non a caso, Google, che è main partner di ‘IF! Italians Festival’, dovrebbe impegnarsi nell’ambito della manifestazione, che si svolgerà a Milano dal 6 all’8 ottobre 2016, promuovendo una serie di approfondimenti proprio su queste tematiche.
Infine, da citare l’accordo siglato a inizio giugno tra Google e Fieg (leggi news), rispetto al quale Marazzini si è dichiarata molto soddisfatta. Nell’ambito dell’intesa, che - lo ricordiamo - riconosce l’importanza del diritto d’autore, Mountain View si impegna a stanziare 12 milioni di euro in tre anni, per favorire l’innovazione della stampa nell'era di internet.
Mario Garaffa
“Siamo molto soddisfatti dell’impatto e del consenso che Google Preferred sta riscuotendo anche sul mercato italiano” ha spiegato Marazzini. La nuova soluzione (attiva negli Stati Uniti da due anni, lanciata in Italia lo scorso ottobre, e concretamente utilizzabile nel nostro Paese da gennaio 2016), lo ricordiamo, consente ai brand di pianificare campagne di advertising direttamente sul 5% dei canali YouTube più popolari.
Il tutto è possibile grazie a un algoritmo che tiene in considerazione le variabili della popolarità e dell’engagement, dai ‘like’ espressi al numero di ‘interazioni’ generate, passando per il tempo speso sul video e il numero di iscritti al canale. In sostanza, si tratta di video pre-roll che vengono associati ai canali YouTube più ‘graditi’, all’interno di specifiche categorie, come per esempio auto, moda, musica, cucina, intrattenimento, news e video gaming.
La prime indagini, targate Nielsen, riferite ai primi mesi del 2016 sul mercato italiano, dicono che la soluzione Google Preferred garantisce un incremento del 90% della variabile ‘memorabilità’, ossia della capacità di ricordare l’annuncio video pianificato.
Inoltre, è importante mettere in risalto come la soluzione Google Preferred sia particolarmente efficace nell’ambito di una logica di comunicazione integrata, in abbinamento al mezzo televisivo. “Tenendo conto che il 50% dell'audience Google Preferred - ha evidenziato Marazzini - è composto da ‘light tv viewers’ (ossia persone poche esposte al mezzo televisivo, ndr), attraverso i video adv pianificati nell’ambito della soluzione Google Preferred si possono raggiungere nuove fasce di pubblico rispetto ai canali tv generalisti”.
Altro pilastro fondamentale della strategia di Google è il mobile. “Tenendo conto che oggi sempre più persone accedono a internet tramite smartphone - ha spiegato Marazzini - stiamo studiando delle soluzioni ad hoc e su misura per questo mezzo”. Tra queste soluzioni, spicca il formato pubblicitario ‘bumper ads’, ossia flash video molto brevi (di 6 secondi), che partono in pre-roll.
Ma soprattutto, l’essenza dell’approccio di Google è riassumibile nella parola ‘rilevanza’: l’unica via per superare il problema degli adblock, ha precisato la manager, consiste nell’incrementare il livello qualitativo della comunicazione pubblicitaria, che deve essere quanto più possibile customizzata e personalizzata, in base alle caratteristiche dell’utente. Ecco perché Google, grazie alla sua piattaforma ‘DoubleClick’, sta investendo sempre più nel settore del programmatic advertising.
Quanto alle nuove tecnologie, Marazzini ha citato sia i ‘video 360’, che grazie alla loro natura ‘immersiva’ permettono all’utente di vivere l’esperienza filmica ‘in soggettiva’, sia la virtual reality e la augmented reality, ambiti ancora tutti da esplorare, che possono avere delle importanti implicazioni in termini di brand communication. Non a caso, Google, che è main partner di ‘IF! Italians Festival’, dovrebbe impegnarsi nell’ambito della manifestazione, che si svolgerà a Milano dal 6 all’8 ottobre 2016, promuovendo una serie di approfondimenti proprio su queste tematiche.
Infine, da citare l’accordo siglato a inizio giugno tra Google e Fieg (leggi news), rispetto al quale Marazzini si è dichiarata molto soddisfatta. Nell’ambito dell’intesa, che - lo ricordiamo - riconosce l’importanza del diritto d’autore, Mountain View si impegna a stanziare 12 milioni di euro in tre anni, per favorire l’innovazione della stampa nell'era di internet.
Mario Garaffa


