Digital
Il mercato Internet of Things italiano crescerà del 36,7% nel 2016
Quest’anno il comparto raggiungerà i 2,243 miliardi di euro di valore. Pur continuando a rappresentare meno del 50% del totale, l'area delle applicazioni IoT Enterprise (BtoB) cresce più di quella relativa alle applicazioni IoT Consumer (BtoC). Il tasso medio di incremento del mercato nel periodo 2016-2018 sarà del 26%. A dirlo una nuova indagine di The Innovation Group, società di advisory & market research, diffusa quest’oggi nell’ambito dell’Internet of Things Summit 2016, organizzato dalla società stessa e svoltosi a Milano. A conferma dell’importanza di questo comparto in ascesa, ricordiamo che ADC Group e Silicio hanno lanciato la prima edizione degli ‘Internet of Things Awards’, uno nuovo premio che si inserisce all’interno della cornice degli NC Digital Awards (per info e iscrizioni, leggi news).
Il mercato italiano dell’Internet of Things (IoT) cresce a doppia cifra. Secondo una nuova indagine realizzata da The Innovation Group, società di advisory & market research, diffusa quest’oggi nell’ambito dell’Internet of Things Summit 2016, organizzato dalla società stessa e svoltosi a Milano, il mercato IoT, dopo aver raggiunto i 2 miliardi di euro nel 2015, crescerà del 36,7% nel 2016, arrivando a fine anno a valere 2,243 miliardi di euro.
Inoltre, come spiegato ad ADVexpress da Ezio Viola, amministratore delegato The Innovation Group, a conferma delle ampie possibilità di sviluppo, il comparto registrerà nel nostro Paese un tasso medio di crescita del 26% nel periodo 2016-2018.
Pur continuando a rappresentare meno del 50% del totale, i mercati relativi alle applicazioni IoT Enterprise (ossia quella parte dell’internet delle cose, che possiamo considerare BtoB, dunque lato aziende) registrano un tasso di crescita superiore rispetto a quelli delle applicazioni IoT Consumer (BtoC, dunque lato consumatori finali).
Il mondo dell’internet delle cose, lo ricordiamo, fa riferimento alla convergenza delle tecnologie Ict, dell’elettronica e della sensoristica, applicate a prodotti e processi. In sintesi, un universo di oggetti connessi alla Rete, in grado di ricevere e fornire dati e informazioni, che trova riscontri in svariati ambiti, dalle connected cars alle smart home, passando per personal gadgets, fitness, retail, smart health, smart cities, industrial IoT, smart agricolture e smart energy (apri la gallery, seconda immagine).
A conferma dell’importanza di questo comparto in ascesa, ricordiamo che ADC Group e Silicio hanno lanciato la prima edizione degli ‘Internet of Things Awards’, uno nuovo premio che si inserisce all’interno della cornice degli NC Digital Awards, giunti quest’anno alla quinta edizione (per info e iscrizioni, leggi news).
Il grande valore dell’internet delle cose, come sottolineato da Roberto Farina, head of internet of things competence center Cefriel, risiede nella sua capacità di trasformare degli ‘oggetti analogici’ in ‘oggetti digitali’, ossia capaci di ricevere e generare informazioni. Si tratta di un vero e proprio cambio di paradigma a livello di logica di business, perché il ‘valore’ si sposta dal ‘prodotto’ al ‘servizio’ offerto tramite il prodotto stesso, grazie alla connessione alla Rete. “L’internet delle cose - ha aggiunto Farina - permette di conoscere meglio il cliente finale, acquisendo, per esempio, delle importanti informazioni relativamente all’uso che viene fatto degli oggetti”.
A seguito della sua condizione ancora, per così dire, ‘acerba’ o ‘in via di sviluppo’, il mercato dell’internet delle cose presenta ancora dei limiti. Come spiegato da Viola, lato offerta (società che offrono tecnologie IoT), lo scenario è caratterizzato da un’iper frammentazione; mentre invece lato domanda (aziende), predominano gli approcci di tipo ‘tattico’ a dispetto di quelli più strategici e duraturi.
Sul tema è intervenuto anche Claudio Pastrone, head of pervasive technologies (PerT) area Istituto Superiore Mario Boella - Ismb, evidenziando le necessità di costruire una piattaforma orizzontale, che possa raccogliere i vari player del settore IoT, su scala europea, impegnandoli nella definizione di standard e metriche condivise.
Profondamente connesso con il tema IoT troviamo quello della cosiddetta ‘industria 4.0’ o quarta rivoluzione industriale, ossia quella dinamica di evoluzione della produzione industriale nella direzione di una completa automatizzazione e interconnessione dei processi, grazie appunto alla diffusione delle tecnologie digitali e all’utilizzo di oggetti e strumenti ‘connessi’ alla Rete.
INDUSTRIA 4.0
A mettere in risalto l’importanza di agganciare, anche in Italia, il treno dell’industria 4.0 o quarta rivoluzione industriale è stato Stefano Pileri, ceo Italtel e coordinatore gruppo di progetto IoT Confindustria Digitale.
L’internet delle cose, i big data, la stampa 3D e la robotica possono ridisegnare i processi produttivi del settore manifatturiero, portando a una produzione del tutto automatizzata e interconnessa. Dopo anni di delocalizzazioni e di calo della produzione, oggi l’Italia, investendo nel digitale, può tornare a far crescere la propria industria, all'interno dei confini nazionali.
Questi i principali benefici dell’industria 4.0, riepilogati da Pileri:
1. Time to market: integrare virtualmente supply chain e filiere, garantendo risposte immediate alla volatilità della domanda.
2. Qualità e usabilità: migliorare la qualità dei prodotti con precise informazioni sull’impianto, raccolte in tempo reale.
3. Ottimizzazione costi: risparmiare su spese operative ed energetiche, grazie a gestione e controlli remoti.
4. Produzione near shore: minimizzare i tempi di inattività degli impianti, grazie a strategie di manutenzione predittiva.
5. Sicurezza: incrementare la produttività del lavoro per mezzo del tracciamento di persone e strumenti.
6. Nuovi mercati: avviare nuovi modelli di business resi possibili dalla connettività in tempo reale con gli impianti industriali e con i prodotti.
AZIENDE E IOT
L’Internet of Things Summit 2016 è stato anche l’occasione per fare il punto sulle iniziative implementate da alcune delle principali aziende, che stanno investendo sul fronte IoT.
Franco Caraffi, marine systems director Costa Crociere, ha spiegato che l’azienda ha approcciato il mondo IoT soprattutto per incrementare il livello di sicurezza (intesa come safety) della propria flotta di navi (circa 100). Sulla falsa riga delle tecnologie già implementate nel settore aeronautico, Costa Crociera ha sviluppato internamente una piattaforma (utilizzata da tre anni) che rende più sicura la navigazione in mare. Questa innovazione, ha aggiunto Caraffi, sta avendo inoltre delle importanti ricadute positive anche in termini di efficienza energetica e risparmio dei costi.
Passando a Carpigiani Group, azienda specializzata nella produzione di macchine per gelati, come raccontato dal technology manager, Giovanni Virgilli, l’utilizzo delle tecnologie IoT fa riferimento soprattutto al monitoraggio delle macchine, che inviano un segnale non appena c’è il rischio di un malfunzionamento. Anche in questo caso, sono state messe in risalto rilevanti conseguenze in termini di risparmio energetico.
Fabio Osculati, cto and innovation director Lavazza, ha evidenziato come la digitalizzazione favorisca una sostanziale ottimizzazione dell’intera filiera produttiva e distributiva. Soprattutto, ha aggiunto Osculati, grazie all’IoT l'azienda è nelle condizioni di conoscere meglio i propri clienti, customizzando la produzione e personalizzando i prodotti.
Per concludere, Giacomo Ziliani, platform manager Fabbrica d'Armi Pietro Beretta, ha parlato della pistola ‘sensorizzata’ per le forze di polizia, che trasmette informazioni intelligenti (geolocalizzazione, battito cardiaco e altri parametri vitali) con tre allerte diverse, ogniqualvolta l’arma viene ‘estratta’, ‘caricata’ e ‘usata per sparare’. Da citare anche un’iniziativa pensata apposta per la caccia: grazie a un’app da installare sullo smartphone, il cacciatore può creare un diario della propria attività, dal conta colpi al percorso seguito.
Mario Garaffa
Inoltre, come spiegato ad ADVexpress da Ezio Viola, amministratore delegato The Innovation Group, a conferma delle ampie possibilità di sviluppo, il comparto registrerà nel nostro Paese un tasso medio di crescita del 26% nel periodo 2016-2018.
Pur continuando a rappresentare meno del 50% del totale, i mercati relativi alle applicazioni IoT Enterprise (ossia quella parte dell’internet delle cose, che possiamo considerare BtoB, dunque lato aziende) registrano un tasso di crescita superiore rispetto a quelli delle applicazioni IoT Consumer (BtoC, dunque lato consumatori finali).
Il mondo dell’internet delle cose, lo ricordiamo, fa riferimento alla convergenza delle tecnologie Ict, dell’elettronica e della sensoristica, applicate a prodotti e processi. In sintesi, un universo di oggetti connessi alla Rete, in grado di ricevere e fornire dati e informazioni, che trova riscontri in svariati ambiti, dalle connected cars alle smart home, passando per personal gadgets, fitness, retail, smart health, smart cities, industrial IoT, smart agricolture e smart energy (apri la gallery, seconda immagine).
A conferma dell’importanza di questo comparto in ascesa, ricordiamo che ADC Group e Silicio hanno lanciato la prima edizione degli ‘Internet of Things Awards’, uno nuovo premio che si inserisce all’interno della cornice degli NC Digital Awards, giunti quest’anno alla quinta edizione (per info e iscrizioni, leggi news).
Il grande valore dell’internet delle cose, come sottolineato da Roberto Farina, head of internet of things competence center Cefriel, risiede nella sua capacità di trasformare degli ‘oggetti analogici’ in ‘oggetti digitali’, ossia capaci di ricevere e generare informazioni. Si tratta di un vero e proprio cambio di paradigma a livello di logica di business, perché il ‘valore’ si sposta dal ‘prodotto’ al ‘servizio’ offerto tramite il prodotto stesso, grazie alla connessione alla Rete. “L’internet delle cose - ha aggiunto Farina - permette di conoscere meglio il cliente finale, acquisendo, per esempio, delle importanti informazioni relativamente all’uso che viene fatto degli oggetti”.
A seguito della sua condizione ancora, per così dire, ‘acerba’ o ‘in via di sviluppo’, il mercato dell’internet delle cose presenta ancora dei limiti. Come spiegato da Viola, lato offerta (società che offrono tecnologie IoT), lo scenario è caratterizzato da un’iper frammentazione; mentre invece lato domanda (aziende), predominano gli approcci di tipo ‘tattico’ a dispetto di quelli più strategici e duraturi.
Sul tema è intervenuto anche Claudio Pastrone, head of pervasive technologies (PerT) area Istituto Superiore Mario Boella - Ismb, evidenziando le necessità di costruire una piattaforma orizzontale, che possa raccogliere i vari player del settore IoT, su scala europea, impegnandoli nella definizione di standard e metriche condivise.
Profondamente connesso con il tema IoT troviamo quello della cosiddetta ‘industria 4.0’ o quarta rivoluzione industriale, ossia quella dinamica di evoluzione della produzione industriale nella direzione di una completa automatizzazione e interconnessione dei processi, grazie appunto alla diffusione delle tecnologie digitali e all’utilizzo di oggetti e strumenti ‘connessi’ alla Rete.
INDUSTRIA 4.0
A mettere in risalto l’importanza di agganciare, anche in Italia, il treno dell’industria 4.0 o quarta rivoluzione industriale è stato Stefano Pileri, ceo Italtel e coordinatore gruppo di progetto IoT Confindustria Digitale.
L’internet delle cose, i big data, la stampa 3D e la robotica possono ridisegnare i processi produttivi del settore manifatturiero, portando a una produzione del tutto automatizzata e interconnessa. Dopo anni di delocalizzazioni e di calo della produzione, oggi l’Italia, investendo nel digitale, può tornare a far crescere la propria industria, all'interno dei confini nazionali.
Questi i principali benefici dell’industria 4.0, riepilogati da Pileri:
1. Time to market: integrare virtualmente supply chain e filiere, garantendo risposte immediate alla volatilità della domanda.
2. Qualità e usabilità: migliorare la qualità dei prodotti con precise informazioni sull’impianto, raccolte in tempo reale.
3. Ottimizzazione costi: risparmiare su spese operative ed energetiche, grazie a gestione e controlli remoti.
4. Produzione near shore: minimizzare i tempi di inattività degli impianti, grazie a strategie di manutenzione predittiva.
5. Sicurezza: incrementare la produttività del lavoro per mezzo del tracciamento di persone e strumenti.
6. Nuovi mercati: avviare nuovi modelli di business resi possibili dalla connettività in tempo reale con gli impianti industriali e con i prodotti.
AZIENDE E IOT
L’Internet of Things Summit 2016 è stato anche l’occasione per fare il punto sulle iniziative implementate da alcune delle principali aziende, che stanno investendo sul fronte IoT.
Franco Caraffi, marine systems director Costa Crociere, ha spiegato che l’azienda ha approcciato il mondo IoT soprattutto per incrementare il livello di sicurezza (intesa come safety) della propria flotta di navi (circa 100). Sulla falsa riga delle tecnologie già implementate nel settore aeronautico, Costa Crociera ha sviluppato internamente una piattaforma (utilizzata da tre anni) che rende più sicura la navigazione in mare. Questa innovazione, ha aggiunto Caraffi, sta avendo inoltre delle importanti ricadute positive anche in termini di efficienza energetica e risparmio dei costi.
Passando a Carpigiani Group, azienda specializzata nella produzione di macchine per gelati, come raccontato dal technology manager, Giovanni Virgilli, l’utilizzo delle tecnologie IoT fa riferimento soprattutto al monitoraggio delle macchine, che inviano un segnale non appena c’è il rischio di un malfunzionamento. Anche in questo caso, sono state messe in risalto rilevanti conseguenze in termini di risparmio energetico.
Fabio Osculati, cto and innovation director Lavazza, ha evidenziato come la digitalizzazione favorisca una sostanziale ottimizzazione dell’intera filiera produttiva e distributiva. Soprattutto, ha aggiunto Osculati, grazie all’IoT l'azienda è nelle condizioni di conoscere meglio i propri clienti, customizzando la produzione e personalizzando i prodotti.
Per concludere, Giacomo Ziliani, platform manager Fabbrica d'Armi Pietro Beretta, ha parlato della pistola ‘sensorizzata’ per le forze di polizia, che trasmette informazioni intelligenti (geolocalizzazione, battito cardiaco e altri parametri vitali) con tre allerte diverse, ogniqualvolta l’arma viene ‘estratta’, ‘caricata’ e ‘usata per sparare’. Da citare anche un’iniziativa pensata apposta per la caccia: grazie a un’app da installare sullo smartphone, il cacciatore può creare un diario della propria attività, dal conta colpi al percorso seguito.
Mario Garaffa



