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La sfida della sostenibilità passa dai social, megafono di istanze per il futuro del Pianeta ... e dei brand
Al primo seminario di Social Branding organizzato a Milano da Diego Masi, presidente di Alice for Children by Twins, esperti del settore e aziende hanno discusso sulle sfide che attendono la Social Economy. Le stesse aziende sono ormai chiamate a una condotta rispettosa e sostenibile perchè oggetto di giudizio da parte dei consumatori sui social network, sempre più megafono che dà voce al diritto a un mondo sostenibile e strumento valido per premiare una comunicazione e una filosofia aziendale sostenibile quando sincere e rilevanti.
Oggi mercoledì 9 aprile si è svolto il primo seminario di Social Branding “La sfida della sostenibilità”, presso l’Hotel Michelangelo di Milano. A fornire gli spunti per l'incontro, il libro scritto da Diego Masi Da predatori a imprenditori' . Come le imprese dovranno rispondere alla sfida della sostenibilità per non farsi “rovinare” dalle tasse' (leggi news).Alla giornata promossa da Diego Masi (nella foto), presidente di Alice for Children by Twins, hanno partecipato oltre 40 aziende italiane interessate a saperne di più sulla Social Economy e a come affrontare il dialogo con i propri consumatori, che ormai si svolge principalmente sul web attraverso i social media.
Al seminario sono intervenuti esperti di marketing, di comunicazione d’impresa e molti referenti in ambito di sostenibilità ed economia.
La giornata si è aperta con l’introduzione di Diego Masi, necessaria a contestualizzare lo scenario e gli attori della “sfida della sostenibilità” cui tutti siamo chiamati a rispondere.
Come sottolineato da Masi ad ADVexpress: Partendo da un Pianeta non più sostenibile, dove la sovrappopolazione, l’impoverimento delle risorse naturali e i disastri ambientali causati da uomini e aziende hanno spinto i consumatori, e più in generale i cittadini, a mobilitarsi in nome del “diritto alla sostenibilità”, si arriva a un vero e proprio movimento sociale che chiede più trasparenza, prodotti sicuri, e risarcimenti per tutto ciò che è stato fin ora preso dalla Terra e per ciò che ha provocato malattie, povertà, inquinamento e distruzione.
Un focus sulla situazione ambientale del Pianeta è stato ben illustrato da Eva Alessi, Responsabile della sostenibilità per WWF Italia, che ha portato anche la propria esperienza di confronto con le iniziative svolte insieme a governi, imprese e organizzazioni internazionali.
In questo scenario, i social network assumono un ruolo rilevante, e, come osserva Masi, diventano E strumenti di democratizzazione oltre che megafono alle istanze della gente per un mondo più sostenibile.
Pietro Sansone, Presidente e Direttore Strategico di LivExtension, ha parlato delle democratizzazione della comunicazione portando le case histories di grandi marchi internazionali che sono stati messi “all’angolo” da movimenti sul web, a seguito di campagne di advertising errate, di comportamenti poco trasparenti e attività di green washing. Insomma, “il web parla e se parla, va ascoltato”, perché su Facebook in sole 24 ore, un post sulla politica energetica del più famoso social network del mondo, può essere commentato da oltre 80mila persone in 16 lingue diverse.
Ma queste non sono cattive notizie, perchè “il web può anche diventare uno strumento valido per premiare la comunicazione “sostenibile” quando è sincera e rilevante”; attraverso i social network, le piattaforme di crowdfunding e le iniziative di charity che già diverse aziende attraverso il terzo settore hanno abbracciato.
Inoltre, è emerso chiaramente che presto i governi pressati dalla gente e dal mondo non profit, dovranno aumentare vincoli e imposte alle imprese per far fronte ai costi dei disastri generati.“La domanda che un’impresa dovrebbe farsi - osserva Masi - è sostanzialmente una sola, a prescindere dalla sensibilità del management: per rispondere alla sfida della sostenibilità, mi faccio rovinare dalle tasse o anticipo i problemi con progetti di Corporate Giving e Social Economy originali e seri? Lascio un segno della miapresenza sulla Terra in modo che mi ricordino o lascio un segno sulla Terra, forse di profitti, ma senz’altro di spoliazione? ci si è domandati.
Infine Paola Pierri, fondatrice di Pierry Philantrophy Advisory è intervenuta a proposito di best practices e consigli su come sia possibile organizzare un piano strategico mirato di Corporate Giving attraverso interventi come investimenti sociali, il social business e l’impact finance.
Di questi interrogativi, così come delle best practice in tema di sostenibilità dovranno tenere conto le aziende anche in vista dell'Expo che, sottolinea Masi, sarà il principale momento su cui riflettere su come rispettare e salvaguardare le risorse alimentari sempre più rare, per conservare l'equilibrio planetario che ruota attorno a queste risorse.
EC

