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Parisi: 'Essere startupper non è uno status'. Fuggetta (Cefriel): 'Per innovare bisogna fare sistema'
Il past presidente di Confindustria Digitale e l'Ad di Cefriel sono intervenuti all'incontro dedicato a RCS Nest tenutosi oggi, 1 aprile, a Milano. All'ordine del giorno, lo stato dell'arte dell'innovazione nel nostro Paese, le opportunità da cogliere e i problemi da risolvere. Se da un lato le imprese devono imparare a valorizzare i propri asset e a fare sistema, dall'altro gli startupper non devono adagiarsi in questo ruolo, ma lavorare per trasformare le nuove realtà in aziende indipendenti..
Nell'ambito dell'incontro organizzato oggi, 1 aprile, a Milano, da RCS MediaGroup e Digital Magics, per fare il punto sull'incubatore RCS Nest (leggi news), Stefano Parisi, past president di Confindustria Digitale (di oggi la notizia della nomina di Elio Catania a nuovo presidente in seguito alla scadenza del mandato di Parisi, leggi news) e Alfonso Fuggetta, Ad di Cefriel, sono intervenuti insieme a Massimo Costa, country manager di WPP (guarda l'intervista) in una tavola rotonda volta a fare il punto sullo stato dell'arte dell'innovazione nel nostro Paese.
"Se guardiamo all'agenda digitale, sicuramente dal punto di vista normativo è stato fatto molto, ma per volume e numeri l'Italia è ancora indietro rispetto agli altri Paesi - ha esordito Parisi (nella foto a dx)- . Questo rappresenta anche un freno alla nascita di nuove attività, nonostante la spinta imprenditoriale nel nostro Paese sia molto forte. Per stimolare la nascita e la crescita di start-up, abbiamo proposto la creazione di un grande fondo seed e ci auguriamo che il nuovo Governo possa appoggiare l'iniziativa".
"Credo che il networking e lo scambio di idee siano fondamentali per fare innovazione - ha affermato Fuggetta (nella foto a dx)- .
Bisogna fare sistema e lavorare in modo organico. Sicuramente in Italia la strada da percorrere è ancora lunga, ma il mondo imprenditoriale sta prendendo sempre più consapevolezza dell'esistenza di nuovi territori da esplorare e si sta rendendo conto della necessità di rinnovarsi. Ogni azienda deve imparare a valorizzare al massimo gli asset che possiede, senza demandare ad altri il compito di innovare".Se da un lato le imprese già esistenti devono spingere l'acceleratore sull'innovazione, dall'altro anche gli startupper non devono adagiarsi in questo ruolo, come ha messo in guardia Parisi: "I giovani imprenditori devono dimostrare di avere una forte focalizzazione al business e impegnarsi a portare valore aggiunto - ha affermato il manager - . Bisogna evitare che lo startupper diventi uno status: prima o poi queste nuove realtà devono trasformarsi in aziende, in grado di competere autonomamente sul mercato".
Serena Piazzi

