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Sharing economy, la rivoluzione delle community online che fa bene al business. Complice la tecnologia e non solo
Ogni giorno milioni di persone decidono di condividere esperienze, beni e servizi come abitazioni, auto, idee creative, spazi e piccoli servizi. E' l'economia della condivisione, che sta rivoluzionando i tradizionali modelli di business e che anche in Italia è ormai un fenomeno ormai strutturato e affermato. Come hanno raccontato al mondo della politica alcune delle più accreditate start up riunite dal convegno promosso giovedì 11 settembre alla Camera dei Deputati, a Roma da Intergruppo Innovazione. Tra i relatori, Matteo Sarzana, general manager di Zooppa, che ha spiegato il caso della community di content creation crowdsourced che, grazie alla tecnologia, mette in contatto i migliori creativi del mondo con i più importanti brand. Com'è successo, in altri settori, a Uber Italy, Airbnb Italia, Cortilia, Gnammo, Starteed.
Le comunità di utenti che condividono beni o servizi attraverso piattaforme digitali fanno crescere l'economia, contribuiscono a creare nuove possibilità di lavoro e remunerazione, permettono anche l'emersione e la tracciabilità di attività altrimenti invisibili allo Stato. Ogni giorno, milioni di persone abbracciano questa rivoluzione, decidendo di condividere esperienze, beni e servizi quali abitazioni, auto, barche, spazi, servizi e progetti creativi, di fatto rivoluzionando i tradizionali modelli di business. Considerata la portata mondiale di questo fenomeno, che coinvolge anche la creatività attraverso le note community di crowdsourcing adv come Zooppa (leggi a riguardo l'inchiesta in corso su ADVexpress), l'Intergruppo Innovazione, un gruppo di parlamentari, tra Deputati e Senatori, impegnati a favorire lo sviluppo tecnologico dell'Italia, ha promosso giovedì scorso presso la Sala Aldo Moro dellaCamera dei Deputati a Roma il convegno "Sharing economy: rivoluzione tecnologica delle comunità di utenti online per la crescita".Un'occasione per fare incontrare e conoscere al mondo della politica le startup più accreditate del settore.
Tra i relatori, anche Matteo Sarzana (il secondo da sinistra nella foto), general manager di Zooppa, che ai nostri microfoni ha raccontato le principali evidenze emerse dal convegno. A cominciare dal fatto che la sharing economy e il crowdsourcing sono ormai un modello di business ben strutturato e connesso anche in Italia, che risponde essenzialmente a tre trend principali.
“ Il primo è di carattere economico - sottolinea Sarzana - poiché oggi sempre più persone ricercano modalità per fare business che vanno oltre la loro principale occupazione. Un esempio? Uber, che mette a sistema domanda e offerta nel settore del trasporto".
Il secondo trend è culturale: “c'è una crescente volontà di diventare imprenditori di se stessi, con tutti i vantaggi e gli svantaggi che ne derivano, ma con la possibilità di gestirsi in piena autonomia”.
“C'è poi - osserva Sarzana - il ruolo abilitante della tecnologia, che per la prima volta consente l'incontro tra domanda e offerta in rete, tra la richiesta di contenuti da parte di un brand e l'offerta proveniente dai creativi come nel caso di Zooppa".
La questione centrale emersa dal convegno è il fatto che le piattaforme di crowdsourcing generano economia reale: “Zooppa, ad esempio, ha distribuito 4 mln di dollari alla community a livello globale grazie al dialogo tra domanda e offerta di contenuti”. “Insomma - conclude il manager - grazie a questo fenomeno c'è un notevole ritorno sull'economia quotidiana delle persone. Se al cambiamento tecnologico in corso facesse seguito anche una rivoluzione culturale, verrebbero create ulteriori efficienze in svariati settori, con un impatto positivo sull'economia reale”.
Il convegno è stata l'occasione per comprendere al meglio il nuovo fenomeno chiamato Sharing economy leggendolo da diversi punti di vista.
Come sottolineato da Carlo Alberto Carnevale Maffè, docente di Strategia e Politica aziendale presso SDA Bocconi, per questa nuova economia non vale il modello tradizionale che vede la distinzione tra produttori e consumatori, ma si va definendo un modello 'peer' in cui soggetti di pari dignità si scambiano beni e servizi sulla base di reciproche promesse, che diventano penalità nel caso in cui non vengano mantenute. In questo scenario, il mercato incontra il potere dei social network per soddisfare le nuove esigenze delle persone, aprendo la strada anche a nuove opportunità di lavoro e forme diverse di imprenditorialità.
Sul valore delle comunità di utenti si sono confrontati i rappresentanti di alcune start-up italiane e internazionali.
Oltre a Matteo Sarzana di Zooppa, è intervenuta Benedetta Arese Lucini, general manager di Uber Italy, che ha sottolineato come la sharing economy "sia uno dei grandi fenomeni del nostro tempo, frutto del cambiamento culturale che vede le persone meno interessate al possesso dei beni e più aperte alla condivisione e allo scambio. Pensando alla mobilità urbana, il ride sharing rappresenta l'opportunità di trasformare un bene sottoutilizzato - quale è oggi l'auto privata - in un servizio per tutta la comunità, grazie alla possibilità di connettere più passeggeri lungo il tragitto e rendere la vettura accessibile a più persone in momenti diversi, a prezzi differenti".
"L'home sharing apporta numerosi benefici sia alle singole persone, sia alla società, che non sono soltanto finanziari, ma anche personali e sociali per tutti coloro che accolgono nelle loro case altre persone", ha sottolineato Matteo Stifanelli (foto 2), country manager di Airbnb Italia. Con 87.000 spazi disponibili e un milione di viaggiatori che hanno soggiornato in questi spazi in Italia, la nostra community sta crescendo sempre più velocemente".
Marco Porcaro, CEO di Cortilia, ha posto l'accento sul fatto che anche il settore agroalimentare sta vivendo una forte accelerazione dei cambiamenti nei modelli di produzione e distribuzione. “Questa èun'opportunità per gli agricoltori che, grazie all'innovazione, riescono a rispondere a una reale domanda del mercato, creando valore in modo semplice ed efficiente. Ad esempio con Cortilia, servizio di spesa online a filiera corta, stiamo coniugando l'esigenza di gusto, freschezza e sostenibilità dei consumatori con il patrimonio di prodotti del nostro territorio".
La possibilità di valorizzare attraverso una piattaforma tecnologica l'esperienza del gusto è alla base anche del successo di Gnammo che, come ricordato da Gian Luca Ranno, CEO e co-fondatore, "non è altro che il più vecchio social network del mondo: la tavola".
Claudio Bedino, CEO e fondatore di Starteed, infine ha spiegato come la sharing economy stia accelerando lo sviluppo di progetti innovativi nei più svariati settori: "Starteed sviluppa strumenti di crowdfunding e co-creazione aiutando progetti ed imprese attraverso la partecipazione collettiva e la raccolta fondi online".
L'affermazione delle community online porta con sé la questione della regolamentazione e del ruolo che istituzioni e regolatori, nazionali e locali, possono avere quali abilitatori delle potenzialità dell'economia della condivisione.
La deputata Veronica Tentori, concludendo il convegno ha affermato che la politica ha il dovere di conoscere i nuovi trend e i cambiamenti in corso, intercettarli, comprendere opportunità e problemi, fare sintesi ed eventualmente intervenire anche a livello legislativo, permettendo alle nuove realtà di convivere con le tradizionali in una logica di integrazione. “Se questo può aiutarci ad uscire dalla crisi economica e creare nuovi posti di lavoro, perché non provarci?".
EC

