Live Communication
BEA EDUCATIONAL. Gli eventi tornino a essere 'lacrime e sangue'
'Dimmi che cliente sei, ti dirò l'agenzia che
vuoi'. Questo il titolo della seconda tavola rotonda della
giornata del Bea Educational (9 luglio), organizzata da
ADC Group come momento di formazione e networking. Cinque le questioni poste da Salvatore Sagone, presidente
ADC Group, ai relatori sul palco della sala plenaria della location capitolina
Spazio Roma Eventi: i valori aziendali che
l'agenzia di eventi deve 'sposare', le caratteristiche ideali che l'agenzia deve
possedere, la 'questione gare' (ovvero la modalità di selezione delle agenzie),
la durata ideale del rapporto tra committente e agenzia e i criteri di remunerazione.
La voce delle aziende: più trasversalità nelle agenzie
Le
aziende sono state rappresentate da Alessio Francese Circosta, advertising and
communication manager
Chrysler Italy e da Chiara
Nugari, responsabile eventi Procter & Gamble, realtà che possono, a
ragione, essere definite 'big spender' nel settore degli eventi. Mentre il
budget di comunicazione 2009 di Chrysler si aggira intorno ai
20 milioni di
euro, dei quali una quota rilevante, il
30%, destinata agli eventi (o, almeno, l'obiettivo di breve
termine è quello), P&G non si sbilancia sui numeri, ma,
come ha dichiarato Nugari, "c'è la tendenza ad aumentare la quota
destinata agli eventi, che si rivelano oggi il mezzo chiave per
instaurare una relazione con il target". Indispensabile, per entrambe le realtà,
che i partner 'sposino' i valori della marca: "Cerchiamo un Procter fuori da
Procter", ha affermato Nugari. (Nella foto: da sinistra, in piedi, Alberto
Cassone, Alessio Francese Circosta, Christian
Ubbiali, Roberto Cipullo, Salvatore
Sagone e Chiara Nugari)
In uno scenario
caratterizzato da una crescente frammentazione dei mezzi e da un'esigenza sempre
più pressante di conoscere il ritorno sull'investimento degli eventi, le agenzie
devono, secondo Francese Circosta, "cambiare approccio, essere più strategiche,
dimostrare la capacità di elaborare iniziative ad hoc, innovative e
differenzianti". "In Chrysler - ha aggiunto - non facciamo più
distinzione tra above e below the line, ma parliamo di attività
trasversali". In ogni caso, ribadisce Nugari, la gara, seppur con regole di
trasparenza e correttezza, "è uno strumento necessario" e non esiste uno
standard di remunerazione. Unanime, infine, la legittimazione dell'evento come
strumento di comunicazione e il riconoscimento delle sue qualità di relazione e
contatto con l'utente: "Una settimana di passaggio Tv oggi
costa circa due milioni di euro - ha dichiarato
Francese Circosta -, e in un panorama di affollamento, specie per il settore
automotive, per colpire il target attraverso uno spot è necessario avere una
creatività distintiva e differenziante, mentre l'evento permette di trasmettere
messaggi personalizzati e diretti".
La voce delle agenzie: più cultura in azienda e più umiltà in
agenzia
Di fronte alla richiesta di maggiore trasversalità delle
competenze, le agenzie rispondono oggi strutturandosi diversamente, ovvero
accogliendo al proprio interno nuove professionalità e investendo sulle risorse.
"Creatività, qualità, flessibilità, partnership e affidabilità": con queste
parole Alberto Cassone riassume i valori che Alphaomega, di cui
è partner, propone ai clienti, ma è proprio sulla partnership che insiste,
rivolgendo un appello: "Così come l'agenzia deve 'sposare' i valori del brand,
le aziende devono dimostrare grande capacità di ascolto nei nostri confronti,
devono considerare l'agenzia un consulente a tutti gli effetti, valorizzandone
gli aspetti professionali".
Provocatorio l'intervento di Roberto Cipullo (nella
foto), amministratore delegato Fonema: "Mentre le agenzie, negli ultimi
anni, hanno fatto enormi passi in avanti nella professione e nella cultura degli
eventi, per le aziende non è sempre stato così. Chi si occupa di eventi
nelle realtà aziendali spesso non ha la formazione necessaria e
sufficiente". Cipullo 'bacchetta' anche i colleghi: "Vanno bene
affidabilità, trasparenza e gli altri valori, ma ho la sensazione che ormai ci
si parli troppo addosso, che siamo tutti troppo 'puliti', con la nostra giacca e
la nostra cravatta. Bisognerebbe ritornare indietro, a qualche anno fa, quando
fare gli eventi era sinonimo di 'lacrime e sangue',
quando si andava in strada a montare i pannelli. In nome della
creatività si rischia di perdere il senso della realizzazione. E sono
convinto che molti professionisti d'agenzia non conoscono gli aspetti pratici
dei progetti che presentano alle aziende. Ho partecipato a gare in cui mi è
capitato di vedere creatività bellissime ma irrealizzabili".
L'ultima parola è spettata a Christian Ubbiali, executive
creative director Comunicattore, che ha spiegato i punti
forza nei quali investe la sua agenzia. "Conquistare la fiducia del target,
studiare strategie coinvolgenti, e ottimizzare la strategia media. Un'agenzia si
deve differenziare dalle altre. I valori che sposiamo? Semplicità del concept,
focalizzazione degli obiettivi, ottimizzazione del budget, coinvolgimento del
target, e soprattutto, conoscenza assoluta del prodotto, un punto di partenza
che ogni agenzia non dovrebbe mai trascurare".
Chiara
Pozzoli
(Ha collaborato Serena Roberti)

