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Bea Expo Festival. La sostenibilità degli eventi: bisogna creare la richiesta

Carlo Hermes, consulente ENI, Nicola Corricelli, Ad MenCompany, Milena Mineo, Ad Mil e Vito Ferrone, Ad Loretoprint hanno discusso sul tema della sostenibilità ambientale. Dai dati emersi la ‘green attitude’ non comporta costi aggiuntivi ma le persone necessitano di un’ ‘educazione all’ecosostenibilità’.

Dalle tavole rotonde organizzate quest’anno da ADC Group (il Bea Expo Festival dello scorso anno a Torino e il Bea Educational dello scorso luglio a Roma), è emerso che la meeting industry è sempre più competente e propositiva in tema di sostenibilità ambientale. Perché l’organizzazione di eventi, meeting e convention a ridotto impatto ambientale si traduca in reale vantaggio è necessario, però, che la sostenibilità investa tutta la filiera organizzativa.

Ad affrontare quest’argomento si sono ritrovati venerdì 27 novembre Carlo Hermes, consulente ENI e amministratore unico Hermes & Partners, Nicola Corricelli, Ad MenCompany, Milena Mineo, Ad Mil (Marketing, Incentive, Leisure) e Vito Ferrone, Ad Loretoprint.

CarloHermes_Eni.jpgIl dibattito comincia con l’intervento di Carlo Hermes, che in qualità di direttore esecutivo del 20th World Energy Congress di Roma nel 2007, era intervenuto lo scorso luglio al Bea Educational dichiarando che, a parte alcuni episodi sporadici, vi era ancora scarsa informazione e competenza tra i professionisti degli eventi. “Sul tema della sostenibilità ambientale sicuramente c’è più attenzione rispetto l’anno precedente ma noto ancora una forte mancanza di informazione sul tema, almeno per quanto riguarda il nostro settore. La sostenibilità viene vista come un costo mentre in realtà non lo è: l’ecoresponsabilità, infatti ha un forte ritorno in termini di investimento”.

A conferma di queste parole interviene Nicola Corricelli, la cui azienda ha realizzato il pluripremiato progetto ‘tram di luce’ (Leone di Bronzo a NicolaCorricelli_MenCompany.jpgCannes 2009, ‘Best Use of Ambient Media’, Bea Italia 2009, ‘Idea Creativa’), che ha portato in giro per Milano, nel periodo di Natale 2008, un tram ricoperto di 31000 luci a basso consumo. “Ormai stiamo per festeggiare il quarto anno di lavoro e ricerca sugli eventi green e sulla base dell’esperienza maturata posso dire che l’errore comune per la realizzazione di un evento sostenibile risiede nell’organizzazione. L’evento dev’essere pensato sostenibile già dell’inizio, quindi a partire dal budget a disposizione e non successivamente. Il problema è che le persone dovrebbero ‘pensare green’ a partire dai piccoli gesti quotidiani ed è proprio in questa direzione che ci stiamo muovendo. Per ora stiamo formando il personale Vodafone e, se vinceremo la gara, sarà la volta di Carefur, e così via per educare persone che a loro volta educheranno altre persone all’ecosostenibilità”.

Mil, agenzia specializzata in incentive aziendali, concentra la sua attenzione alle diversità culturali e ambientali, nonché sul rispetto delle diversità stesse. MilenaMineo_Mil.jpg“Quando organizziamo un viaggio lo scopo non è solo quello di stare insieme, fidelizzare ed emozionare ma anche e soprattutto quello di creare un valore. - ha dichiarato Milena Mineo -. Crediamo nell’esperienza diretta: una persona messa a contatto con realtà e ambienti diversi coinvolti da una certa tematica, difficilmente ne resterà insensibile. Importante anche, una volta deciso l’argomento da affrontare, scegliere la destinazione e le attività più appropriate. Per quanto riguarda la sostenibilità, ad esempio, l’Islanda, la cui energia è sostanzialmente geotermica, fornisce un ottimo modello green”.

Infine è la volta di Loretoprint, società attiva da oltre trent’anni nel settore stampa digitale ed event communication. L’azienda ha recentemente partecipato agli ‘Eco2cktail’, organizzato da AllEvents Group e in quell’occasione ha presentato la propria offerta di carte ecologiche, riciclate e certificate, ma anche una serie di supporti green, come gli shopper stampati con inchiostri a base di olii vegetali. “La nostra VitoFerrone_Loreto.jpgesperienza con l’ecosostenibilità è cominciata da piccole cose - ha raccontato Vito Ferrone - come la riduzione dell’orario di accensione delle vetrine dei nostri negozi e o con la decisione di utilizzare stampanti waterless. Con il tempo però abbiamo deciso di andare più a fondo nel problema facendo dell’esperienza green un vero e proprio stile di vita e di lavoro. Questa decisione,tra l’altro, per quanto radicale abbiamo scoperto non averci per nulla danneggiato a livello di costi”. 

“A partire dalla mia esperienza posso dire che il vero problema della sostenibilità è la creazione della richiesta - ha concluso Ferrone -. Molte aziende la considerano come un valore aggiunto, un qualcosa di facoltativo che ‘se c’è, tanto meglio’, ma se manca non è un problema. Questo succede anche perché in Europa questa tematica non riusciamo a viverla veramente come qualcosa che tocca da vicino; ad Haiti, invece, dove vivono il problema delle foreste , dove ci sono intere montagne ‘rasate’, questa tematica viene vissuta come un problema reale, tangibile, da affrontare subito”.

Ma allora come comunicare il valore di un orientamento di questo tipo?

“Nel nostro ambito - ha dichiarato Carlo Hermes - sono previste 40 ore di formazione per ogni persona adibita all’area eventi: se gli stessi organizzatori non si rendono conto di quello che fanno allora non può esserci comunicazione”.

Ha concluso l’incontro Nicola Corricelli, secondo il quale “la comunicazione dev’esser rivolta soprattutto ai giovanissimi, le persone di domani. Gli ‘adulti’ non accettano volentieri l’idea di ‘non sapere’, di dovere imparare, mentre i bambini sono aperti alle novità”.