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Digital Day. L'advertising innovativo corre sul web

Dagli interventi di Lorenzo Montagna, Ad e direttore commerciale Yahoo Italia, Davide Mondo, Ad Mediamond, e Stefano Maruzzi, direttore marketing strategico e multimedia advertising di RCS Pubblicità si evince il crescente impegno dei player del settore sul digitale. Il portale di Yahoo diventa 'piattaforma digitale personalizzabile', Mediamond punta sulle iniziative pubblicitarie cross mediali e RCS Pubblicità dà sempre più spazio ai video, strategici anche per l'adv.
Il primo appuntamento del pomeriggio del Digital Day, intitolato 'Innovare e sviluppare in un mondo always on', è stato dedicato agli interventi di Lorenzo Montagna, Ad e direttore commerciale Yahoo Italia, Davide Mondo, Ad Mediamond, e Stefano Maruzzi, direttore marketing strategico e multimedia advertising di RCS Pubblicità.

"Yahoo parte dal presupposto che per proporsi sul web in modo efficace bisogna avere tre caratteristiche: essere aperti e presentarsi con un prodotto personalizzabile e rilevante per l'utente- ha  spiegato Montagna - Proprio per questo attraverso il nostro portale diamo la possibilità agli utenti di accedere anche ad altri siti di loro interesse, da Facebook a SkyTg24: in questo modo l'home page di Yahoo si trasforma in una piattaforma interamente personalizzabile dal navigatore attraverso le applicazioni che preferisce. Anche sul fronte del search andiamo nella stessa direzione: cercando un determinato concetto attraverso il motore di ricerca di Yahoo, tra i risultati non appaiono necessariamente ai primi posti i siti di Yahoo (Yahoo Finanza etc), ma quelli che effettivamente raccolgono il maggior numero di informazioni su quel tema, anche se si tratta di nostri concorrenti".

"Comunque se siamo qui oggi a parlare delle potenzialità del digitale significa che siamo già in ritardo - ha continuato Montagna - Partendo dal presupposto che il tempo è una risorsa scarsa e che quello trascorso dagli utenti sul web è aumentato notevolmente, raggiungendo le due ore giornaliere, è evidente quanto sia fondamentale per le aziende imparare a comunicare in modo efficace su questo mezzo. Putroppo si tratta di un medium ancora sottovalutato, basti pensare che per quanto riguarda il tempo speso (e quindi tolto agli altri mezzi, ndr.) vale per il 26%, ma gli investimenti su di esso sono pari soltanto al 7%".

Proprio perchè dal web non si può più prescindere, anche le media company più tradizionali si stanno orientando sempre più verso il digitale, per offrire agli investitori soluzioni il più possibile innovative. E' il caso di Mondadori e di RCS, le cui case history sono state presentate da Davide Mondo e Stefano Maruzzi.

Mondo, in particolare, ha illustrato la realtà di Mediamond, concessionaria nata dalla joint venture di Publitalia '80 e Mondadori Pubblicità che si occupa in modo specifico della raccolta online. La struttura ha in gestione un bacino pubblicitario che nasce dall’unione di due properties tra loro complementari, che includono gli spazi internet del Gruppo Mondadori, di Rti e i siti di alcuni editori terzi.

"Mediamond intende valorizzare l'aspetto della misurabilità del web senza peraltro sottovalutare il forte legame che esso è in grado di instaurare con i brand - ha affermato Mondo - La concessionaria favorisce le iniziative pubblicitarie cross mediali partendo dal presupposto che tutti i mezzi, se utilizzati in modo sinergico con la comunicazione digitale, possono diventare interattivi".

"E' importante che gli editori imparino a costruire dei prodotti declinabili su più piattaforme - ha aggiunto l'Ad di Mediamond - e già ci si sta muovendo in questa direzione: basta pensare al Grande Fratello, che è diretta tv ma anche sito Internet, o al TgCom, che, oltre ad essere un portale, va in onda in forma di pillole in tv sulle reti Mediaset e su R101 ed è anche un'applicazione per IPhone. Un altro esempio calzante è costituito dal progetto che abbiamo realizzato per Fondazione Ania: è stato creato un sito dove sono stati convogliati i contributi degli utenti, gli stessi contributi sono stati poi utilizzati per dar vista a un libro, edito da Mondadori, che verrà lanciato a breve con due eventi. L'iniziativa, naturalmente, ha trovato eco anche sui periodici del Gruppo e sui siti web delle diverse testate, che sono diventati sponsor del minisito".

Stefano Maruzzi, che ha recentemente acquisito l'incarico di direttore marketing strategico e multimedia advertising di RCS Pubblicità, ha puntato l'accento sui video online, che stanno riscuotendo un sempre maggiore successo e che possono essere sfruttati anche a fini pubblicitari, poichè sono un mezzo particolarmente efficace per dialogare con l'utente.

"Il consumo di video online nei primi sei mesi del 2009 negli Stati Uniti ha fruttato 477 milioni di dollari, ovvero il 38% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno - ha esordito Maruzzi - Dalle ricerche emerge che il 33% delle persone che guardano in rete un filmato di loro interesse lo comunica ad amici e conoscenti, da qui l'interesse delle aziende per pianificazioni che, in rete, coinvolgano anche i video. RCS si sta orientando verso una sempre più cospicua produzione di video, sulla scia delle ottime performance di Corriere.Tv e Gazzetta.Tv, che catalizzano ogni mese quasi due milioni di utenti unici".

"RCS Pubblicità - ha continuato Maruzzi - propone ai clienti di sfruttare questo enorme potenziale pianificando spot all'inizio e alla fine dei vari contributi video. Inoltre, abbiamo lanciato l'article player: una parte del contenuto editoriale visibile sui nostri portali è costituita da un filmato, che potrà ospitare anche dell'adv".

Gli esempi portati da Mondo e Maruzzi testimoniano il crescente impegno dei grandi player dell'editoria a trasformarsi in media company digitali . Per rinnovarsi ma forse, soprattutto, in un mercato dove dal web non si può più prescindere.

Serena Piazzi