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Innovazione: l'arma anticrisi dei media
'Media e crisi, che fare?': questo il tema dell'incontro tenutosi oggi, 1 dicembre 2009 presso l'Università Cattolica di Milano. Tanti i problemi individuati durante la tavola rotonda: dalla difficoltà di quantificare la portata della crisi a livello di consumo dei prodotti editoriali, alla globalizzazione. Idee per superare la crisi? Niente 'di nuovo', basta puntare sulla tradizione.
Oggi, 1 dicembre 2009 si è tenuto presso l'Università Cattolica di Milano l'incontro 'Media e crisi, che fare?'. Oltre a Fausto Colombo, docente di Teoria e tecnica dei media in Cattolica e conduttore della tavola rotonda, hanno partecipato all'evento Emilio Pucci, direttore di E-media institute, Carlo Alberto Carnevale Maffé, docente di Strategia aziendale in Bocconi, Axel Fiacco, responsabile editoriale di Mtv Italia e Lorenzo Caprio, direttore dipartimento di Scienze dell’economia in Cattolica.L'incontro è cominciato con l'intervento di Emilio Pucci che ha dichiarato: "E' complicato quantificare la portata della crisi a livello di consumo dei prodotti editoriali. Anche la televisione, nonostante questo mezzo abbia il primato culturale a livello di fruibilità, non ha una voce che ne registri il livello di consumi; alla meglio viene registrato tra le spese per gli elettrodomestici. Altro problema per seguire l'evoluzione della fruizione dei prodotti culturali consiste proprio nella gratutà di alcuni di questi prodotti, si pensi ad esempio alla 'free pess'. A complicare il tutto, la Tv negli ultimi 15 anni è cambiata: il mercato degli audiovisivi non è più solo 'su televisione', quindi da un certo punto di vista controllabile, ma è sbarcato anche su internet".
"La televisione -ha dichiarato a tal proposito Carlo Alberto - non deve smettere di fare la sintassi dell'agenda sociale. Il proporre film, serie tv, o altri video a disposizione dei tempi dello spettatore non può che segnare la fine della televisione che si dovrà confrontare con l'offerta di internet e fatalmente ne verrà inglobata."
Lorenzo Caprio ha individuato il problema della crisi dei media nella globalizzazione:"Il potere politico si sta spostando dall'occidente all'oriente. Come si può notare infatti alla fine della crisi i paesi che si stanno riprendendo più velocemente sono proprio loro, la Cina e l'India. In una situazione del genere non si può sperare in una crescita della raccolta pubblicitaria, che è il cuore della sussistenza dei prodotti editoriali".
"Il problema è anche di contenuti - ha dichiarato in aggiunta Fausto Colombo -: le tecnologie vengono da questi 'nuovi paesi' ma i contenuti non provengono dalla stessa fonte. Ma noi che contenuti elaboriamo? Siamo capaci di fare mercato? Fondamentalmente no, soprattutto se si esce dallo setereotipo italiano".
A chiusura della tavovola rotonda Axel Fiacco ha commentato: "Il mondo digitale è forte ma non nell'intrattenimento puro, il suo campo è quello della comunicazione. Per questo la Tv deve puntare sui suoi plus, che sono i contenuti. Su questo punto però bisogna precisare: in Italia, purtroppo c'è molta dificolta, per non dire incapacità di tradurre un idea in un contenuto, quindi l'esportazione per noi è un problema. Il poco che riusciamo a portare all'estero infatti è solo lo sereotipo italiano. In questo contesto l'importante è puntare sulla tradizione".
EG

