Live Communication

Internet mercato maturo, ma ancora lunga la strada verso il business

Le aziende hanno imparato a sfruttare le opportunità che il web offre? Qual'è la proposta dell'editore e della concessionaria digitale al cliente? Questi i temi dibattutti nel corso della tavola rotonda 'La rivoluzione digitale', tenutasi nel corso del convegno 'I Media del Futuro' di PricewaterhouseCoopers. A partecipare Paolo Ainio (nella foto) (Banzai), Paolo Barberis (Dada), Luca Colombo (Microsoft Italia) e Salvo Mizzi (Telecom Italia), moderati da Federico Rampolla (GroupM).
Un mercato estremamente vivace, di cui però non sono ancora del tutto note le dinamiche, un mezzo su cui è possibile pianificare campagne innovative, di cui però si fa ancora fatica a misurare l'efficacia: è quanto emerso dalla tavola rotonda 'La rivoluzione digitale', tenutasi nel corso del convegno 'I Media del Futuro' di PricewaterhouseCoopers.

A partecipare al dibattito, moderato da Federico Rampolla, chief interaction officer GroupM, Paolo Ainio, Ad Banzai, Paolo Barberis, presidente Dada, Luca Colombo, consumer&online marketing officer Microsoft Italia e Salvo Mizzi, responsabile Internet media & digital communication Telecom Italia.

"Il web è un mercato maturo - ha affermato Mizzi - sia sul fronte delle piattaforme che delle tecnologie. Anche in tempi di crisi ha reagito , rallentando semplicemente la crescita. Oggi le aziende richiedono di instaurare una relazione costante e biunivoca con il consumatore, che si è trasformato in prosumer; in questo senso Internet è uno strumento irrinunciabile, e gli investitori stanno cominciando a rendersene conto".

"C'è ancora molta strada da fare - ha ribattuto Luca Colombo - E' vero, il web permette di fare business e i risultati sono più facilmente misurabili, ma proprio le modalità di misurazione non sono ancora del tutto chiare: spesso ci si basa ancora sui click, anche se tutti sanno che questi danno ben poco contro della capacità di una campagna sul web di agire su altri fronti, come ad esempio quello della brand awareness".

"Le campagne in rete, che giocano sull'emozionalità proprio come quelle tradizionali, possono dare un buon ritorno sia sulle aspettative di misurabilità che di investimento - ha spiegato Paolo Barberis, presidente e fondatore Dada  - poichè consentono un targeting avanzato. In futuro si andrà sempre più verso una comunicazione mirata, in grado di intercettare con precisione chirurgica il target di riferiemento. A questo scopo sono molto utili i social media, in grado di fornire innumerevoli informazioni sul consumatore".

Proprio i social media sono un fenomeno in continua crescita (basti pensare che Facebook ha raggiunto la soglia dei 350 milioni di utenti, ndr.) di cui però molti lati sono ancora oscuri, poco comprensibili anche per gli addetti ai lavori. Una dimostrazione in più di come il cammino verso una comunicazione vincente sul web sia ancora lungo.

Anche secondo l'Ad di Banzai, Paolo Ainio, il mercato non è ancora pronto a sfruttare al meglio le potenzialità della rete: "Occupare questo nuovo canale è difficile perchè è in continua evoluzione e si basa su logiche 
particolari. Bisogna trovare nuovi strumenti di comunicazione e nuove modalità di misurazione dell'efficacia delle campagne pianificate su Internet. E bisogna, soprattutto, proporre alle aziende soluzioni semplici: è inutile la rincorsa all'ultima nuova frontiera della comunicazione, se non si sa ancora gestire al meglio gli strumenti già esistenti".

Serena Piazzi