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Moda, verso nuovi modi di comunicarla

A Palazzo Isimbardi si è svolto il Forum “Nuovi scenari nei processi di comunicazione della moda” A confronto protagonisti ed esperti del settore. Un’iniziativa di informazione e cultura organizzata dallo Studio Legale e Tributario Capecchi Piacentini Valero di Milano.
Dai blog ai social network il web 2.0 cambia il modo di comunicare. Anche nella moda. È uno dei temi più caldi e attuali al centro del forum “I nuovi scenari nei processi di comunicazione della moda”. L’incontro si è tenuto giovedì 6 ottobre a Palazzo Isimbardi, sede della Provincia di Milano in corso Monforte 35 a Milano. Un dibattito che ha coinvolto esperti di comunicazione, imprenditori, giornalisti, professori universitari.

Dopo il benvenuto si Silvia Garnero, Assessore Moda, Eventi ed Expo della Provincia di Milano, l’apertura dei lavori è stata data da Fiammetta Capecchi, avvocato dello Studio Legale e Tributario Capecchi Piacentini Valero che ha voluto e organizzato questo incontro. Moderatore la giornalista Daniela Cuzzolin Oberosler.

A inizio Forum, il primo panel è stata una riflessione su come risponde il mercato alla crisi nella comunicazione dell’editoria. Con gli interventi di Federico Megna, Direttore del Centro Studi di Fieg che ha fatto presente come la stampa tradizionale è in crisi perché vi è stato un cambiamento verso veicoli più all’avanguardia. Tra tutti soprattutto il web, ma anche i tablet PC. Uno dei settori che è nel dna italiano è la comunicazione di immagini forti che nessuno ci può copiare grazie a un patrimonio molto ricco di arte figurativa. Attraverso l’editoria abbiamo comunicato la moda, una cultura propria del nostro paese.

Mentre nel 2010 vi è stata una perdita generale per l’editoria, l’unico settore che ha perso di meno è stato quello dei periodici femminili. La mobilitazione delle risorse anche in Italia dovrebbe essere nel senso dell’alfabetizzazione dei nuovi mezzi di comunicazione come è stato fatto dalla Francia con l’iniziativa etats generaux de la presse écrite che ha promosso degli abbonamenti gratuiti per gli adolescenti e dei corsi per i giornalisti per l’utilizzo di strumenti nuovi. La battaglia in atto dell’editore che pubblica anche on line è quella di una certa forma di pirateria dei grossi browser come ad esempio google che prende le informazioni dai giornali e le riutilizza nel suo motore di ricerca affiancandone la propria pubblicità. L’Italia rappresenta il paese in cui la percentuale di abbonamenti ai giornali è dell’ 8% mentre nei paesi del nord è dell’80%, in Giappone addirittura del 94 %.

Simona Tedesco, direttore di Leiweb ha spiegato che non esiste ancora il modo di fare business nell’editoria su internet. RCS Rizzoli Editore ha scelto di lavorare con delle testate editoriali autonome legate poi al sistema generale. Il punto è non fare il copia-incolla delle info dalla carta al sito on line. Essere o non essere nel web non è una domanda, non è una questione del futuro ma del presente. L’editore inizialmente è entrato nel web con il suo bagaglio tradizionale ma poi ha compreso che il modo di fare notizia nel web deve essere differente. Non è ancora chiaro se bisognerà limitare gli accessi on line attraverso dei contenuti a pagamento. La progettazione è tecnologia. Nella parte moda di un sito on line fondamentale è un data base che raccolga tutte le immagini dei nuovi prodotti. Altro elemento è uno stylist che risponde on line per creare il look del lettore . On line funziona! e l’elemento del sogno è fondamentale perché questo accada. Come diceva Paul Valéry “il futuro non sarà più quello di una volta”.

Nel secondo panel si è considerata la comunicazione come “anima del commercio” e si sono affronati poi temi di grande attualità. Dai temporary shop, al marketing territoriale, dalle opportunità imprenditoriali nel web, alla comunicazione finanziaria da parte delle aziende del fashion. Una visione sfaccettata attraverso le voci di Federico Steiner, direttore generale di Barabino & Partners e Gianluca Olivieri, industry manager retail di Google Italia. Steiner ha raccontato come il mondo della moda e del lusso ha attirato quello della finanza. I grossi gruppi e i fondi di investimento impegnano tantissimo in comunicazione. Prestano tantissima attenzione anche ai valori intangibili del loro brand. Hanno imparato moltissimo dalla divulgazione finanziaria sia nel bene che nel male. Considerano fondamentale il loro andamento in borsa e vivono intennsamente l’impatto di articoli finanziari.

Olivieri invece ha sottolineato il grande ruolo di Internet che pesa per il 2% sull’economia italiana. Si prevede che rappresenterà il 4 % nel 2015. Internet sarà il driver di crescita per il nostro paese. L’abbigliamento è sicuramente il settore in cui si vende di più on line.

Il made in italy è tra le categorie più cercate sul web; in Cina è la prima categoria. L’ opportunità fondamentale per un’azienda di moda italiana è quella di avere una query presente nelle ricerche sul webGoogle potrebbe essere molto importante anche per l’attenzione agli aspetti giuridici e di rispetto di protezione del marchio.

Miguel Sanz Castedo, coordinatore della promozione turistica del Comune di Madrid, ha invece fatto da contraltare raccontando come a Madrid si cerca di superare il digitale per tornare al reale. Secondo uno studio fatto Madrid si posiziona al decimo posto al mondo per la moda ed è la quinta capitale in Europa. Diventa fondamentale quindi investire nella riforma legislativa, la ristrutturazione della città, nello sviluppo legislativo e nella dinamizzazione del consumo. Il potenziale della città passa attraverso la ristrutturazione delle zone commerciali e dello sviluppo di zone prima sconosciute. Una delle iniziative è lasciare aperti i negozi durante tutto il week end in modo da permettere ai turisti di comprare.

Massimo Costa, segretario generale Assotemporary, si è allineato a Sanz Castedo sostenendo il ruolo del temporary shop, emblema della società liquida continuamente in mutazione; esso rappresenta la vera novità dello shopping. Temporaneo non vuol dire precario. Il successo di pubblico è così incidente che si assiste all’apertura di un temporary store ogni giorno. Le ragioni del successo del temporary è la sua presenza nelle strategie commerciali delle aziende. Il temporary assolve diversi compiti: può essere creato per un evento, trasmettere esperienze emozionali legate al brand, vendite esclusive, fare operazioni di marketing. E’ il luogo fisico per le aziende che operano prevalentemente on line E’ un fenomeno che non è frutto della moderna economia:i venditori ambulanti risultano essere gli antenati
del temporary shop e soprattutto del pop up shop.
 
Il Forum è entrato poi nel vivo con il panel sui nuovi percorsi di comunicazione che si aprono nel web. Con un’attenzione particolare a social network e blog. Paola Centomo, direttore della testata GLAMOUR e della testata on line GLAMOUR.COM ha affermato come lavorare oggi nella comunicazione per la moda significa lavorare con il web, con i tablet PC e creare delle applicazioni originali e innovative che valorizzano l’informazione rapida in ogni momento. Glamour personal shopper è un personal shopper che guida l’utente dalla decisione di comprare l’oggetto, al negozio dove effettivamente l’articolo viene acquistato. Questo attraverso lo strumento della geo localizzazione. Glamour posta molto presto un look di una celebrità o creato dalla redazione con i singoli pezzi di moda o accessori. L’utente può scegliere l’oggetto e sapere qual è il posto più vicino dove acquistare l’oggetto.

Grazie a un sistema capillare si ha la possibilità di fornire all’utente l’indirizzo dove acquistare l’articolo ma anche delle informazioni precise riguardanti i punti vendita. Il tempo medio di permanenza sull’applicazione è di 30 minuti. Non necessariamente deve essere un’applicazione per acquistare ma viene anche utilizzato come “scacciapensieri del mattino” che permette alle utenti di curiosare e vedere cosa viene postato da Glamour e qual è il look suggerito. Al lei è seguito l’intervento di, Fabiana Giacomotti, direttore e cofondatore del sistema Fashion Illustrated, saggista e docente di scienze della moda e del costume all’Università di Roma che ha fatto presente come

In questo momento il problema delle aziende è raggiungere il cliente e catturare la sua attenzione attraverso dei siti molto accurati. Vi è la necessità di creare degli strumenti di comunicazione internazionali in varie lingue per raggiungere un mondo globalizzato. Lo strumento deve essere quanto più interattivo possibile. Vi è bisogno di dialogare attraverso delle forme innovative. L’evento milanese deve essere visto anche al distributore dell’Arabia Saudita che non ha potuto partecipare. Il racconto deve essere emotivo e questo non può essere solo video ma bisogna poter toccare l’oggetto. E’ giusto che la comunicazione della moda sia aperta a tutti ma occorre anche una competenza che sia anche tecnica.

Essere in internet come azienda vuol dire anche trasparenza; se un’azienda dice di avere un comportamento etico, deve dire perché può essere considerata un’azienda etica. I blog sono uno strumento molto dinamico, molto più semplice rispetto ad altri strumenti che richiedono costi maggiori per le aziende. Occorre ascoltare la rete. La comunicazione passa principalmente attraverso facebook e twitter. Per vendere di più occorre sviluppare una rete unica di utilizzo professionale di questi strumenti. I valori etici e la trasparenza che passano attraversano la regolamentazione devono essere i punti di riferimento fondamentali per l’utilizzo di internet.

In conclusione , un approfondimento sugli aspetti legali e fiscali, oltre il diritto d’autore, nelle nuove relazioni fra editoria e web. A cura dell’avvocato Fiammetta Capecchi e del professor Valerio Piacentini, dello Studio Legale e Tributario Capecchi Piacentini Valero con un focus sulla copyright anche nella fotografia con la testimonianza del grande autore Bob Krieger.

Il forum è il secondo di tre incontri all’interno di un ciclo dal titolo “Nuove politiche economiche della moda, sfide ed opportunità nel contesto internazionale”, che nel corso del 2011 affronta la moda da diverse prospettive. Nel prossimo e ultimo appuntamento si discuterà di “La moda tra creatività, etica e tecnologia”.

L’intera iniziativa è organizzata dallo studio Legale e Tributario Capecchi Piacentini Valero. Con il patrocinio di Provincia di Milano, Comune di Milano, Camera Nazionale della Moda Italiana, Asociacion Creadores de España, Camara de Comercio de Madrid, Consolato Generale di Spagna, Consolato Commerciale della Repubblica di Turchia, Consolato Commerciale della Repubblica Popolare Cinese, Camera di Commercio Italo - Russa, Fondazione Italia Cina , Istituto Confucio, Ufficio del Turismo Spagnolo in Italia.

MF