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Tv locali, calano gli ascolti ma la colpa non è (solo) del dtt

Dai dati presentati da Francesco Siliato e Nicoletta Vittadini nell'ambito del convegno 'La nuova informazione televisiva nazionale e locale. Il diluvio digitale' emerge una riduzione degli ascolti che interessa la maggior parte delle emittenti. La digitalizzazione, che porta con sé frammentazione e problemi legati a LCN e sintonizzazione ne è responsabile, ma non è l'unica causa.
Gli operatori delle tv locali incolpano la digitalizzazione del calo di ascolti che ha interessato negli ultimi mesi le loro emittenti (vedi notizia correlata). E, almeno in parte, hanno ragione. ma ci sono anche altri fattori da tenere in considerazione.

Proprio di questo hanno parlato Francesco Siliato (nella foto) e Nicoletta Vittadini nel corso del loro intervento 'Gli ascolti delle tv locali dopo gli switch off', nell'ambito del convegno  'La nuova informazione televisiva nazionale e locale. Il diluvio digitale' tenutosi oggi, 15 marzo, a Milano.

"Dai dati che abbiamo raccolto emerge che il calo degli ascolti riguarda sia le emittenti locali delle regioni all digital che le televisioni delle regioni dove non è ancora avvenuto lo switch off, dunque è evidente che il problema non è solo il passaggio al digitale - ha esordito Siliato -. Certo, la digitalizzazione porta con sé una fisiologica perdita degli ascolti dovuta principalmente alla moltiplicazione dei canali; anche Mediaset e Rai hanno perso ascolti, ma hanno risposto lanciando nuovi canali mirati grazie ai quali hanno potuto compensare il calo. Per le tv locali un'operazione di questo tipo è più complicata da realizzare, ma investire è fondamentale: solo proponendo contenuti innovativi e di qualità, infatti, si può combattere la perdita di audience sfruttando le nuove opportunità offerte dal dtt".

Sta di fatto che, comunque, dei problemi legati alla digitalizzazione ci sono, come ha messo in evidenza Vittadini. "Oltre alla frammentazione del panorama televisivo, ci sono le questioni legate alla sintonizzazione e alla numerazione dei canali (LCN) - ha spiegato - Inoltre, bisogna tenere conto del fatto che siamo ancora in una fase esplorativa, in cui il pubblico non ha ancora consolidato le proprie preferenze, e dunque occorre aspettare per avere maggiore certezza dell'andamento dei vari canali".

"Siamo di fronte a uno scenario in continua evoluzione - ha affermato Vittadini -, è difficile disporre di dati definitivi e consolidati. Il passaggio al digitale terrestre ha determinato un ripensamento del modo di rapportarsi con la tv. Oggi l'attenzione si sposta dalla fedeltà ai canali alla fedeltà alle singole piattaforme (digitale, web, satellite etc.). L'informazione locale in questo contesto può essere un valore aggiunto, agli operatori delle televisioni locali resta il compito di saper valorizzare le proprie peculiarità, per cavalcare al meglio la tigre del digitale".

Serena Piazzi