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World Business Forum/1. Climate Change: impariamo a pensare 'verde'

Rajendra Pachauri, presidente dell'Inter-governmental Panel on Climate Change, è intervenuto in videoconferenza alla seconda giornata del World Business Forum, a Fieramilanocity. Il Premio Nobel per la Pace del 2007 ha evidenziato la necessità impellente di una collaborazione tra aziende e governi per la messa in atto di comportamenti utili a ridurre le emissioni nocive, prima che sia davvero troppo tardi.
Onde di calore più frequenti, scioglimento dei ghiacci, cicloni più devastanti rispetto al passato, incendi: sono solo alcuni degli effetti del 'climate change', un problema che non può più essere ignorato. Rajendra Pachauri (nella foto) presidente dell'Inter-governmental Panel on Climate Change e Premio Nobel per la Pace 2007, intervenuto in videoconferenza al World Business Forum di Milano, non voleva allarmare la platea, ma sensibilizzare su una questione delicata, su cui si gioca la sopravvivenza stessa del pianeta.

"Le emissioni continue di gas serra porteranno a cambiamenti più massicci nel 21esimo secolo rispetto a quelli occorsi nel 20esimo - ha affermato Pachauri - Basti pensare che dal 1970 al 2004 le emissioni sono aumentate del 70%. Secondo le previsioni la temperatura aumenterà di circa 2,5 gradi nel 21esimo secolo. Il riscaldamento avrà effetti negativi in vari ambiti: le risorse idriche saranno sempre più carenti con danni anche all'agricoltura, aumenteranno i problemi di salute, soprattutto nelle popolazioni caratterizzate da una minore capacità di adattamento, e verranno compromessi alcuni ecosistemi, dalla tundra alla foresta tropicale, passando per le barriere coralline".

"L'impatto dei cambiamenti climatici sarà maggiore nelle zone più povere del mondo - ha continuato Pachauri - Alla fine del secolo molte popolazioni di queste zone saranno costrette a lasciare le loro terre d'origine e ci saranno probabilmente carestie e conflitti. Inoltre il 30-40% delle specie si estinguerà a causa delle temperature più elevate".

Dal momento che, anche se si riuscisse a riportare il livello delle emissioni a quello di qualche anno fa, la temperatura continuerebbe comunque ad aumentare nei prossimi 20 anni, è indispensabile prepararsi a questa evenienza e soprattutto non peggiorare ulteriormente la situazione. Pachauri ha messo in luce la necessità di ridurre le emissioni dal 55% all'80% entro il 2015, sottolineando il fatto che il costo di un'operazione di questo tipo non sarebbe molto elevato, poichè corrisponderebbe al 3% del PIL globale e poi verrebbe ampiamente ricompensato dai benefici.

Ma in quali modi si potrebbero limitare le emissioni nocive? "Entro il 2030 saranno sviluppate nuove tecnologie utili a questo scopo, come i biocombustibili di seconda generazione, inoltre gli edifici verranno studiati in ottica di controllo del consumo energetico, senza rinunciare al comfort e al design - ha spiegato Pachauri - Dovranno cambiare però anche gli stili di vita e i pattern di consumo: dovremo imparare a mangiare meno carne, poichè il ciclo della carne è responsabile di molte emissioni di gas serra, e imparare ad agire all'insegna del risparmio energetico".

Al di là dei singoli consumatori, comunque, sono le aziende e i governi a doversi impegnare fortemente per l'ambiente. "Attualmente sono 64 i Paesi che hanno già adottato una politica di efficienza energetica - ha detto Pachauri - ma tutti prima o poi dovranno 'convertirsi'. Alcune aziende, come Siemens e DuPont, stanno poi iniziando ad utilizzare in modo massiccio le fonti di energie rinnovabili. Già il fatto che si parli del 'climate change' significa che vi è un maggiore grado di consapevolezza, il che è sicuramente positivo. La crisi in questo senso è anche stata un vantaggio, perchè ha portato molti governi a rivedere le politiche adottate fino a oggi e li ha portati a cominciare a pensare in ottica 'verde'. Aziende e governi devono lavorare insieme per dare il via alle prime necessarie misure di adeguamento ai cambiamenti che stanno interessando il pianeta, prima che sia davvero troppo tardi".

Serena Piazzi