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World Business Forum/2. L'Europa del dopo crisi, tra problemi e opportunità

Secondo Rodrigo de Rato, senior managing director della Bank Lazard, la crisi ha messo in discussione molte delle teorie economiche in auge fino a questo momento. Nel suo intervento, De Rato ha sottolineato il ruolo centrale dell'Unione Europea: la più grande economia al mondo deve fare i conti con deficit pubblico, disoccupazione strutturale e pericolo deflazione. La chiave per risolvere questi problemi sta nel coordinamento tra i Paesi membri.
Mentre si cominciano a intravedere i primi timidi segnali della ripresa, molti si interrogano su come la crisi abbia cambiato lo scenario economico mondiale. A dare un parere autorevole sulla questione è stato chiamato Rodrigo de Rato (nella foto), intervenuto alla seconda giornata del World Business Forum 2009.

Ex direttore generale del Fondo Monetario Internazionale ed ex vice presidente del Governo e Ministero dell'Economia e dell'Industria in Spagna, nonché attuale senior managing director della Bank Lazard, de Rato si è concentrato in particolare sulla situazione europea, delineando i problemi da fronteggiare e le possibili soluzioni.

"La crisi ha messo in discussione molte delle teorie economiche in auge fino a questo momento, determinando un cambiamento delle idee - ha esordito de Rato - Da questo cambiamento deriveranno una serie di importanti modifiche che interesseranno l'economia e la finanza. In particolare ci dovranno essere interventi sulla liquidità: la ripresa che sta cominciando in questo periodo, infatti, va a cozzare con la mancanza di credito e occorre porre un rimedio al più presto. Con la crisi ha perso validità il principio dell'autoregolamentazione del mercato: ora è noto a tutti che, se la situazione precipita oltre un certo livello, è indispensabile l'intervento dello Stato. E' soprattutto grazie agli incentivi, monetari e fiscali, che la situazione è migliorata rispetto al marzo 2008. La crescita registrata nel terzo trimestre è soprattutto dovuta a denaro pubblico e questo apre un'ulteriore questione: cosa succederà quando verranno tolti gli incentivi? Quali saranno gli altri motori della crescita?".  

Restringendo l'analisi all'Europa, de Rato ha evidenziato come il sistema finanziario europeo abbia sofferto tanto quanto quello statunitense. In particolare sono stati i Paesi dell'Est, ad eccezione della Polonia, ad avere le rispercussioni peggiori. Nel complesso, comunque l'Europa si è dimostrata in grado di reagire velocemente alla crisi. Ora l'Unione Europea, che rappresenta la maggiore potenza economica mondiale, dovrà sfruttare la sua propensione al cambiamento per varere nuove politiche economiche e fiscali, utili a fronteggiare i problemi più urgenti. Quali? Il deficit pubblico, la disoccupazione strutturale in aumento, che ostacola l'innovazione, la diminuzione della propensione al risparmio e il pericolo deflazione.

"La finanza deve prendere atto del fatto che ogni sei-sette anni un momento difficile è inevitabile - ha spiegato de Rato - pertanto è importante saperlo fronteggiare nel più efficace dei modi. In particolare per l'Unione Europea diviene indispensabile il coordinamento: i vari Paesi devono coordinarsi non solo nei confronti delle potenziali crisi ma anche sul fronte delle politche fiscali e degli altri provvedimenti da adottare".

"L'Europa ha un altissimo potenziale di crescita - ha concluso de Rato - La sfida è rendere il mercato europeo più dinamico, grazie al contributo di tutti i Paesi dell'Unione, per guardare con più serenità al futuro".

Serena Piazzi