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World Business Forum/3. Biver (Hublot): R&S e marketing le armi contro la crisi

Il Ceo della casa di orologi acquistata da LVMH nel 2008 ha raccontato alla platea del World Business Forum la strategia vincente della sua azienda, dalla creazione di prodotti che ne veicolino i valori all'inserimento nel team aziendale di pensionati over 60, dal successo ottenuto con Omega grazie a '007-Golden Eye' alla continua tensione all'innovazione, fino alla scelta di investire, tenendo d'occhio i costi, anche in tempi duri.
Nel business vige una regola che va contro ogni principio matematico: 1+1=3. Ovvero se due soggetti si uniscono, dalla partnership deve nascere un valore aggiunto, che consenta di recuperare i costi iniziali. E' quanto è successo a Jean-Claude Biver (nella foto), dal 2004 a capo della casa di orologi di alta gamma Hublot Genève, quando alcuni anni fa ha deciso di investire 10 milioni di euro per far sì che l'orologio dell'agente 007 nel film 'Golden Eye', interpretato da Pierce Brosnan, fosse un Omega (Biver ha acquistato il marchio di Blancpain nel 1982, ndr) .

La scelta si è rivelata vincente: invece di pagare i 60.000 euro previsti per la sponsorizzazione, Biver ha preferito versarne 10 milioni ma, grazie a interviste, alla presenza di Omega alle prime mondiali del film, all'utilizzo di Brosnan anche in veste di testimonial per le campagne publbicitarie dell'azienda e ad altre iniziative le vendite del modello sono schizzate da 2-3.000 pezzi a 40.000 pezzi, consentendo di recuperare ampiamente la spesa.

Questo è soltanto un esempio della lungimiranza del manager, intervenuto alla seconda giornata del World Business Forum per raccontare la sua esperienza di imprenditore. "Penso che il primo passo per un'azienda sia creare un messaggio, che deve essere poi veicolato attraverso degli ambasciatori, ovvero dei prodotti che lo interpretino e che siano allo stesso tempo desiderabili, innovativi. La forza di Hublot ad esempio è l''arte della fusione nell'arte dell'orologeria' - ha spiegato Biver - poichè siamo stati noi a unire per la prima volta la gomma ai materiali classici utilizzati nell'orologeria. Con il lancio di Big Bang abbiamo voluto creare un prodotto attraente, attraverso l'utilizzo di nuovi materiali e di nuovi colori. E' importante offrire al mercato sempre qualcosa di nuovo, senza stancarsi mai di innovare".

Nella fase di start up, l'azienda ha adottato una strategia piuttosto singolare. "Abbiamo inserito nel team aziendale dei pensionati, maggiori di 60 anni, con una grande esperienza alle spalle - ha affermato Biver- In questo modo abbiamo unito la voglia di fare dei giovani e all'expertise dei più anziani, davvero un ottimo mix".

La crisi non sembra aver avuto grosse ripercussioni su Hublot. "I momenti di crisi sono fisiologici, è normale che ci siano - ha spiegato Biver - l'importante è imparare a trarne vantaggio". Come? La ricetta del Ceo di Hublot è semplice: "Innanzitutto bisogna aumentare le attività di R&S perchè è indispensabile proporre ai consumatori, più restii a comprare, qualcosa di nuovo, per cui valga davvero la pena spendere; poi occorre incrementare gli investimenti in marketing per stimolare gli acquisti; infine bisogna far sì che i rappresentanti dell'azienda escano dai loro uffici per entrare in conatto diretto con i clienti. Naturalmente, è possibile fare tutto questo a fronte di un risparmio nei costi: noi ci siamo rivolti a fornitori meno cari e abbiamo limitato le assunzioni, chiedendo ai dipendenti uno sforzo maggiore per collaborare al bene dell'azienda".

Serena Piazzi