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La Francia contro l’antisemitismo: parte una campagna TV in nome della #Fraternité

Il video mostra uno spaccato della Francia contemporanea, di una reale e consolidata abitudine: cambiare il proprio nome di famiglia sul citofono (e sulla cassetta delle lettere) per ordinare i pasti su Deliveroo onde evitare ripercussioni antisemite. Un clima pesante, quello presente nel Paese, che ha portato ad un aumento vertiginoso degli atti di odio verso gli ebrei. L'associazione e le realtà promotrici del progetto confidano nella forza della comunicazione per influenzare le visioni del mondo e portare allo spegnimento l'odio che sta colpendo la comunità ebraica.

Obiettivo: sensibilizzare l’opinione pubblica sull’isolamento degli ebrei francesi di fronte all’odio antisemita confidando sui principi del noto motto repubblicano “fraternità”.

Questa la speranza, desiderio, veicolati dal video #Fraternité, diretto dalla regista Katia Lewkowicz, opera che mostra uno spaccato della Francia contemporanea, di una reale e consolidata abitudine: cambiare il proprio nome di famiglia sul citofono per ordinare i pasti su Deliveroo (sulla cassetta delle lettere, via chat), e più in generale omettere qualsiasi riferimento che possa indicare la comunità di appartenenza.

Una comunicazione, portata all'attenzione in Italia dalla comunità ebraica (mosaico-cem.it), attualmente in onda sui canali tv francesi, che ha esordito durante la finale di Euro 2024 su M6, il cui target sono principalmente le comunità non ebraiche, la gente comune. Un progetto che nasce dalla  LICRA, Lega Internazionale Contro il Razzismo e L’antisemitismo, Maurice Lévy, presidente del consiglio di sorveglianza di Publicis, e il produttore e presentatore Arthur.

Secondo un rapporto del Crif (Consiglio di rappresentanza delle istituzioni ebraiche in Francia), l'atteggiamento antisemita oggi presente nel Paese, è affioratosi è sviluppato dopo l’attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre scorso, che ha portato ad un aumento degli atti di odio verso gli ebrei del 1.000% durante il 2023 e 366 incidenti antisemiti registrati nel Q1 2024 (+300% vs 2023).

Il film andrà in onda diverse volte all'interno della giornata per il prossimi mesi, e rappresenta un indicatore del clima teso che si respira nel Paese. Oltre alle testimonianze delle realtà coinvolte nel progetto, anche i problemi di produzione legati al video raccontano la paura circolante nella società. “Abbiamo avuto problemi a trovare set, alcuni attori non sono potuti venire, le macellerie kosher in cui volevamo girare avevano paura di essere lapidate, e abbiamo pensato di istituire una sicurezza e un supporto psicologico per gli attori”, ha dichiarato la regista Katia Lewkowicz.