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AssoComunicazione: bando Poste da annullare. Masi: gara solo per i grandi gruppi

AssoComunicazione dichiara che il bando di gara lede la libera concorrenza e inibisce la partecipazione alla maggior parte delle imprese di comunicazione fissando soglie di fatturato troppo elevate (8 mln medi annui) che precludono l'accesso alla stragrande maggioranza delle agenzie creative. Il bando sembra inoltre fare confusione fra il fee di agenzia media e quello di agenzia creativa. L'Associazione farà un esposto al Ministro per lo Sviluppo Paolo Romani e una denuncia all’Antitrust.

Il 6 novembre 2010 Poste Italiane ha pubblicato sulla Gazzetta Europea un bando di gara inerente i servizi pubblicitari above the linein due lotti non cumulabili. Il bando della società di cui è a.d. Massimo Sarmi prevede un incarico di 36 mesi (possibilità di rinnovo di anno in anno per un massimo di altri 24 mesi) per un valore totale di 5,4 milioni di euro.

Il Lotto 1 è relativo alle campagne, tradizionali e su new media, per Banco Posta, e prevede un budget, al netto dell'iva, di 3,4 milioni, mentre il Lotto 2, del valore di 2 milioni, è volto all'identificazione dell'agenzia che svilupperà la comunicazione per Mercato privati, Corriere espresso e pacchi, servizi postali e filatelia, e una strategia di comunicazione istituzionale per Poste Italiane e Gruppo Poste. (in allegato il documento)

In una nota stampa, AssoComunicazione dichiara che il bando di gara lede la libera concorrenza e inibisce la partecipazione alla maggior parte delle imprese di comunicazione.

"I criteri di accesso al bando di gara in questione  - prosegue la nota - non solo sono per certi aspetti incomprensibili ma soprattutto, stabiliscono soglie di fatturato tali
da precludere l'accesso alla stragrande maggioranza delle agenzie creative".

Come si legge sul bando (vedi documento allegato), alle agenzie viene richiesto un volume fatturato specifico ( fee inteso come remunerazione di agenzia su investimenti media nettissimi) per attività analoghe a quelle oggetto della gara negli ultimi 3 esercizi di bilancio, approvati alla data di scadenza dell'istanza di partecipazione, che non dovrà essere inferiore a 8 milioni di euro medi annui.

Le strutture candidate devono fornire documentazione per valutare la conformità ai requisiti di aver ideato, realizzato e gestito, da gennaio 2009 alla data di scadenza dell'istanza di partecipazione, almeno 3 campagne di prodotto (tv e stampa) per un investimento media nettissimo minimo complessivo pari sempre a 8 milioni.
Devono poi aver ideato, realizzato e gestito dal 2003 alla data di scadenza dell'istanza di partecipazione, almeno 2 campagne istituzionali o di privatizzazione (tv e stampa) per un investimento media nettissimo minimo complessivo pari a 10 milioni di euro.

Diego Masi, presidente di AssoComunicazione, dichiara ad ADVexpress: "Poste Italiane è un'azienda di Stato, lo Stato è l'Italia, dovrebbe consentire anche alle piccole e medie agenzie italiane di essere ammesse alla gara e non fissare soglie di fatturato che solo i grandi gruppi possano partecipare. Per un'azienda italiana questo non è ammissibile, al di là dei presupposti giuridici di una gara europea. Questa gara si rivolge solo alle prime 10 agenzie multinazionali e a Gruppo Armando Testa. Poste mandi allora una raccomandata con il nome del Gruppo che facciamo prima".

"Inoltre il bando sembra fare confusione fra il fee di agenzia media e quello di agenzia creativa, cosa del tutto incomprensibile dal momento che la gara in questione riguarda solo la creatività" prosegue la nota di AssoComunicazione.

Per tutti questi motivi AssoComunicazione ritiene quindi che il bando vada annullato e farà un esposto al Ministro per lo Sviluppo Paolo Romani e una denuncia all’Antitrust.