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Ferrarelle risponde ad AssoC e Assorel: 'remunerare le gare non è un obbligo'
Dopo giorni di polemiche, l’azienda interviene sottolineando come, in tema di rimborso, Upa e Assocomunicazione forniscano raccomandazioni e non norme coercitive, ignorando che le associazioni non possano creare cartelli od obbligare le imprese associate a seguire indicazioni che violerebbero la libera concorrenza del mercato tutelata dall'Antitrust. In ogni caso, viene da chiedersi perché le agenzie non rinunciano a partecipare a gare non remunerate.
Prosegue la querelle sulla gara Ferrarelle (nella foto Antonio De Caro, direttore marketing e commerciale), al centro in questi giorni di critiche sollevate da AssoComunicazione (leggi news), e da Assorel (leggi news), che in due note stampa hanno espresso dissenso nei confronti dell'azienda per non aver previsto alcun rimborso spese per le agenzie coinvolte, Euro RSCG, McCann, Casiraghigreco&, 1861 United e Walk In, e per non essere giunta all’assegnazione dell’incarico, lasciando però alle agenzie la facoltà di presentare altre idee, senza tuttavia i vincoli di una consultazione. Oggi l’azienda, in risposta alle dichiarazioni delle due Associazioni, interviene con alcune argomentazioni che qui riportiamo:
Ferrarelle dichiara di "aver lavorato e collaborato con le cinque agenzie che hanno partecipato con assoluta correttezza e buona fede, nel rispetto delle norme vigenti e di aver gestito in maniera non solo trasparente ma anche con totale disponibilità la relazione con le agenzie coinvolte, con modalità di gara in partenza comunicate e condivise con le stesse agenzie invitate a partecipare, che hanno liberamente accettato l’invito".
L’azienda si ritiene sorpresa della nota emessa da AssoComunicazione poiché una sola delle agenzie partecipanti alla gara (CasiraghiGreco&, ndr) è associata ad AssoComunicazione e la stessa, continua Ferrarelle 'non ha richiesto alcun rimborso spese'.
Più nel dettaglio, riguardo al rimborso delle gare private, Ferrarelle si esprime sia nei confronti di AssoComunicazione, Upa e Assorel, sottolineando come nessuna delle tre associazioni imponga obblighi a riguardo, ma si limiti a delle raccomandazioni.
"Il sito di AssoComunicazione - dichiara l’impresa - cita come raccomandazione il fatto che gli utenti debbano prevederlo per le agenzie consultate. Se la raccomandazione dovesse divenire norma l'azienda si adeguerà con piacere alle nuove disposizioni'.
Riguardo ad Upa, Ferrarelle sostiene di 'attenersi alle indicazioni ufficiali dell'Associazione, che non prevede l’obbligo di rimborsi per le gare'.
Alla nota stampa inviata da Assorel, riportata da ADVexpress (leggi news), infine, Ferrarelle risponde di "comprendere quanto sottolineato dal presidente sui rischi dell’assenza di procedure di remunerazione" e che "appena verrà pubblicato un sistema approvato di norme vincolanti Ferrarelle SpA sarà felice di adeguarsi".
L'azienda aggiunge anche di stupirsi della posizione del Presidente di Assorel visto che "all’interno dell’associazione stessa non esistono norme precise riguardanti la rimborsabilità delle gare di R.P". L'unico punto che vede l'azienda d'accordo con il presidente Facchetti, riguarda l’auspicata “integrazione tra le diverse modalità e forme della comunicazione'.
Fermo restando che, in merito al rimborso, sta al buonsenso delle aziende e non a una precisa costrizione il riconoscimento del giusto valore al lavoro delle agenzie, per le quali partecipare a una gara comporta alti costi in termini di ore lavoro quantificabili in decine di migliaia di Euro (leggi news), l'azienda ignora evidentemente che le associazioni non possono creare cartelli oppure obbligare le imprese associate a seguire dei dictat che violerebbero la libera concorrenza del mercato tutelata dall'Antitrust.
Come spiega Fidelio Perchinelli ad ADVexpress: "AssoComunicazione come le altre associazioni non ha potere coercitivo, ma fornisce alle associate raccomandazioni che hanno l'obiettivo di avere sul mercato gare trasparenti e professionalmente corrette. A queste indicazioni le agenzie sono libere o meno di attenersi".
Il direttore generale dell'Upa Giovanna Maggioni, precisa: "UPA da sempre ribadisce che alle gare deve essere invitato un numero limitato di strutture, che i brief devono essere precisi e i tempi di elaborazione ragionevoli e che le agenzie, ove possibile, devono essere remunerate. Non possiamo però obbligare le aziende ad attenersi a queste regole, sta a loro decidere. La nostra Associazione invita le aziende alla massima chiarezza: se non è previsto alcun rimborso per le strutture che partecipano alla consultazione va detto all'inizio, in modo che le agenzie possano decidere a ragion veduta se prendervi parte o rinunciare". Qui entra in gioco, quindi, la responsabilità diretta delle agenzie che accettano di partecipare a gare non remunerate o, peggio ancora, accettano remunerazioni palesemente inadeguate.
Ricordiamo che una richiesta di responsabilità alle aziende era stata avanzata anche dal presidente UPA Lorenzo Sassoli de Bianchi nell'intervista pubblicata da ADVexpressTv 'Sassoli (Upa): ‘Don’t Squeeze the supplier’, e le agenzie sollevino la testa'.
Domani su ADVexpress l'opinione sulla gara Ferrarelle di una delle agenzie partecipanti, CasiraghiGreco&.
In un sistema associativo dove è impossibile stabilire un sistema vincolante, la carta della correttezza passa, dunque, alle aziende e alle agenzie, le prime chiamate dalle associazioni alla massima trasparenza e al rispetto della professionalità delle strutture creative, le seconde a farsi riconoscere dai committenti il valore della propria consulenza, senza scendere a compromessi o seguire meccanismi di dumping che generano un circolo vizioso che impatta su tutto il comparto, già marcatamente appesantito dall'onda lunga della crisi.
EC

