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Gara FIT: Göttsche resta in gioco, AssoComunicazione non approva

Mentre tutte le altre agenzie invitate alla gara indetta dalla Federazione Italiana Tennis ne sono uscite in seguito all'invito dell'associazione, l'agenzia di Michael Göttsche ha scelto di restare nel pitch. Secca la replica di Michael Grosser, vp AssoComunicazione: "Spiace che ogni volta che qualche agenzia di buona volontà rinuncia a delle opportunità per il bene di tutti, ci sia sempre qualcuno pronto ad approfittarne".
Dopo l'invito di AssoComunicazione ad uscire dalla gara indetta dalla FIT (Federazione Italiana Tennis) (vedi notizia correlata), tutte le numerose agenzie convocate (Armando Testa, Leo Burnett, Oliviero Toscani, Y&R, Jwt/Rmg Connect, Saatchi&Saatchi, McCann Erickson, Ogilvy, Publicis e, da ultime, TBWA\Italia e Lowe Pirella Fronzoni) si sono ritirate dal pitch, ad eccezione della struttura guidata da Michael Göttsche che, come riportato dalla stampa di settore, ha dichiarato: "Non aderisco ad AssoComunicazione e quindi mi ritengo libero di comportarmi secondo il bene dell’agenzia".

Oggi, 2 luglio, la secca replica di Michael Grosser (nella foto), vice presidente dell'associazione, che in una nota stampa dichiara: "Con riferimento alla dichiarazione dell’agenzia Goettsche relativamente alla gara FIT, vorrei sottolineare che se si vuole veramente il bene della propria agenzia bisognerebbe contribuire a rendere il mercato in cui si opera meno selvaggio. Gare con 12 agenzie sono inconfutabilmente un danno per il mercato in quanto comportano un enorme dispendio di risorse e di energie da parte di molte persone a fronte di una scarsissima probabilità di ottenere una adeguata remunerazione. Queste risorse ed energie, oltretutto, vengono distolte ai clienti consolidati che conseguentemente rischiano di subirne un danno".

"Il Sig. Goettsche  - continua Grosser - è troppo esperto per non sapere tutto ciò e pertanto ritengo che la sua affermazione: 'Non aderisco ad AssoComunicazione e quindi mi ritengo libero di comportarmi secondo il bene dell’agenzia' sia alquanto pretestuosa in quanto non esiste alcun bene per l’agenzia se si rovina il mercato. Spiace che ogni volta che qualche agenzia di buona volontà rinuncia a delle opportunità per il bene di tutti, ci sia sempre qualcuno pronto ad approfittarne".

Ricordiamo che la decisione di AssoComunicazione di stigmatizzare la gara deriva dall'eccessivo numero di agenzie invitate, soprattutto in considerazione anche del budget dell'incarico, piuttosto limitato.

SP