Gare
L'agenzia Leg (Havas) dice basta alle gare
Le modalità di svolgimento delle consultazioni continuano a far discutere anche fuori dai confini italiani. Come riporta Les Echos, Gabriel Gaultier, patron dell'agenzia parte del Gruppo Havas, ha dichiarato che la struttura non parteciperà più ad alcuna gara. I motivi? Sempre i soliti: troppo dispendioso e poco vantaggioso.
"Per i suoi dieci anni - ha dichiarato Gaultier - , Leg ha deciso di farsi il regalo il più bello: non prendere più parte a nessuna consultazione. Perchè continuare a partecipare a delle gare che ci costringono a sprecare tempo e denaro?".
La lettera aperta di Gaultier ha dunque riaperto il dibattito su una questione, quella delle gare (creative e non solo) mal condotte, che da molto tempo ormai infiamma il settore.
Partecipare a una gara comporta notevoli costi per le agenzie, oltre che economici, anche in termini di personale impiegato per mettere a punto il progetto da presentare al cliente. Come si legge su Les Echos, la spesa va dai 15.000 ai 35.000 euro, a seconda del budget in palio: un impegno notevole, soprattutto se si considera il fatto che alcune strutture aderiscono anche a cinquanta gare ogni anno.
Se il fatto di non ottenere l'incarico fa parte del gioco, alcuni aspetti sono critici: le gare sono spesso mal condotte, in primis perchè le agenzie invitate sono troppe, oppure perchè vengono interrotte senza motivo e senza che venga conferito alcun rimborso ai partecipanti.
Già nel 2008 Laurent Sacchi, direttore generale della comunicazione di Danone, aveva lanciato un grido d'allarme attraverso la testata Stratégies, affermando che "le gare distruggono il valore economico, intellettuale e umano". Nel 2010 l' AACC (Association of Agency-Advice in Communication) insieme all'Union des annonceurs (UDA) ha redatto un codice di buona condotta. Certamente un primo step, che però, considerate le lamentele che ancora sussistono da parte degli operatori del settore, non sembra essere stato sufficiente.
E sicuramente, come riporta Les Echos, la crisi economica non fa che acuire il problema, imponendo alle agenzie un maggiore controllo dei costi e spingendo le aziende ad alzare il tiro delle richieste ai loro partner in comunicazione.
SP

