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Paolo Molinaro celebra mezzo secolo di Aipem: l'agenzia di Udine passa nelle mani dei collaboratori storici

Dopo ottant'anni di vita, il fondatore cede gratuitamente la proprietà della storica realtà creativa ai componenti del suo team. Una scelta etica che preserva l'indipendenza della società friulana, garantendo continuità a un patrimonio di competenze nato nel 1975 e capace di evolversi dal disegno manuale fino all'intelligenza artificiale.

Al compimento dei suoi 80 anni e dopo 50 di conduzione ininterrotta, Paolo Molinaro chiude il proprio percorso imprenditoriale con una scelta poco comune nel settore della comunicazione: “donare” le quote dell’agenzia ai collaboratori storici con cui ha condiviso decenni di lavoro, responsabilità e crescita. 

«Ai miei collaboratori non lascio soltanto un’azienda. Consegno una storia, dei valori e un modo di intendere il lavoro. Perché un’impresa non appartiene solo a chi la possiede, ma anche a chi la costruisce ogni giorno

Una decisione che si colloca in controtendenza rispetto alle dinamiche più diffuse nel mondo delle agenzie, sempre più orientate a operazioni di cessione, aggregazione o integrazione in gruppi più grandi. Fondata a Udine nel 1975, Aipem è oggi la più longeva agenzia di comunicazione indipendente italiana che ha attraversato tutte le fasi evolutive del settore, partendo dai Letraset, gomma e matita. 

Nel corso della sua attività ha collaborato con circa 250 aziende di ogni dimensione e settore, realizzato oltre 3.000 campagne e sviluppato progetti in oltre 80 Paesi, occupando oggi 18 dipendenti per un fatturato 2025 di 1,3 milioni, contribuendo alla formazione di tre generazioni di professionisti della comunicazione. 

Un percorso che ha portato una realtà nata a Udine a confrontarsi con i principali player nazionali e internazionali, ottenendo anche riconoscimenti di rilievo internazionale come il Leone d’Argento al Festival Internazionale della Creatività di Cannes nel 1993.

Tra la fine degli anni Novanta e i primi Duemila Aipem è stata tra le realtà pioniere del web in Italia, anticipando modelli e linguaggi digitali che oggi sono alla base del settore, fino ad arrivare all’integrazione più recente delle logiche algoritmiche e dell’intelligenza artificiale nei processi di comunicazione.

Accanto all’attività imprenditoriale, Molinaro ha sviluppato una riflessione costante sul ruolo dell’impresa nella società, promuovendo iniziative legate all’etica d’impresa, alla responsabilità sociale e alla relazione tra economia e comunità.

Il libro “L’arte di saperla raccontare”, pubblicato in occasione del cinquantesimo anniversario, rappresenta la sintesi di questo percorso: una testimonianza personale e professionale che restituisce il senso di un’esperienza costruita nel tempo.

La scelta di trasferire l’agenzia ai collaboratori non è quindi un gesto isolato, ma la naturale evoluzione di una visione: considerare l’impresa non solo come un asset economico, ma come un patrimonio condiviso di competenze, relazioni e continuità, mantenendo al centro il valore delle persone.