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Cindy Rose ridisegna WPP: da holding a partner di crescita nell’era dell’AI

Dopo l’annuncio dei risultati negativi del 2025, la CEO Cindy Rose ha puntualizzato in una call con gli analisti i punti essenziali di Elevate28, la strategia con la quale intende trasformare WPP in un’unica società operativa, superando il modello della holding. Il piano punta su integrazione, intelligenza artificiale, semplificazione organizzativa e investimenti nei talenti per tornare alla crescita dal 2028, riducendo costi e complessità e rafforzando il ruolo di WPP come partner strategico dei clienti.

Una linea netta tra il passato e il futuro di WPP: questa, in estrema sintesi, la visione che la CEO di WPP Cindy Rose ha proposto ad analisti finanziari e giornalisti al termine della presentazione dei risultati negativi del 2025 (leggi news). Rose ha parlato della profonda trasformazione strategica che mira a superare definitivamente il modello di holding company per costruire un’unica società operativa, integrata, agile e guidata dall’intelligenza artificiale. Il programma, battezzato Elevate28, rappresenta una revisione strutturale senza precedenti, pensata per stabilizzare il gruppo nel breve periodo (fra 2026 e 2027) e riportarlo alla crescita a partire dal 2028.

Secondo Rose, la complessità organizzativa accumulata negli anni ha finito per ostacolare le performance e la capacità di rispondere in modo efficace alle esigenze dei clienti. La frammentazione in centinaia di entità operative, con incentivi separati e processi poco coordinati, ha generato silos, duplicazioni e lentezza decisionale. Per questo, WPP verrà riorganizzata attorno a quattro grandi divisioni globali – Media, Creative, Production ed Enterprise Solutions – supportate da un’unica piattaforma tecnologica e da un modello di governance semplificato.

 

PAROLA D’ORDINE: INTEGRAZIONE NEL SEGNO DELL’AI

Il cuore della strategia è l’integrazione. Rose vuole trasformare WPP in un “partner di crescita” capace di accompagnare i clienti nella loro evoluzione digitale e nell’adozione dell’AI lungo tutta la catena del valore del marketing: dall’analisi dei dati alla creatività, dalla produzione alla pianificazione e attivazione dei media. In quest’ottica, la piattaforma proprietaria WPP Open diventa un asset centrale, concepito per alimentare nuovi modelli operativi, migliorare l’efficienza e sviluppare soluzioni avanzate basate sull’intelligenza artificiale.

Un altro pilastro è la razionalizzazione dei costi, con un obiettivo di risparmi annuali pari a 500 milioni di sterline entro tre anni. Rose ha chiarito che gran parte di queste risorse sarà reinvestita in aree a maggiore crescita, in particolare nei talenti e nelle competenze strategiche. La semplificazione riguarderà soprattutto funzioni di supporto come finanza, risorse umane e gestione immobiliare, oltre alla riduzione delle duplicazioni operative. Pur senza entrare nel dettaglio dei tagli, la CEO ha riconosciuto l’impatto umano di questo processo e il rischio di “stanchezza da trasformazione”, sottolineando la volontà di completare il riassetto entro 18 mesi per restituire stabilità e chiarezza all’organizzazione.

 

LE AGENZIE CREATIVE STORICHE NON SCOMPARIRANNO, MA LA LEADERSHIP SPETTERÀ AL MEDIA

A differenza del suo predecessore Mark Read, che si era concentrato sul consolidamento di sigle storiche come VML, Y&R e Wunderman Thompson, Rose ha ribadito che sul fronte creativo non è prevista alcuna fusione né l’eliminazione dei marchi storici. Con la nascita di WPP Creative – sotto il cui ‘ombrello’ saranno gestite le sigle creative Ogilvy, VML e AKQA), insieme a quelle specializzate in PR e design – le agenzie continueranno a operare con le proprie identità, ma all’interno di un unico modello operativo che favorisce collaborazione, mobilità dei talenti e accesso trasversale alle competenze. WPP Creative rappresnterà in sostanza un “sistema operativo” condiviso dalle diverse realtà, con l’obiettivo di preservare la ricchezza dei brand rendendoli però più semplici da navigare per i clienti e più efficaci nel costruire proposte integrate.

La centralità dei media rappresenta un ulteriore elemento chiave della strategia. Per Rose, il media è il principale motore di crescita, perché consente di connettere dati, creatività e tecnologia in modo sistemico, generando valore misurabile per i clienti. Da qui la scelta di “guidare con i media” l’intera trasformazione, costruendo flussi di lavoro integrati che vanno dalla definizione degli insight alla misurazione delle performance.

In prospettiva, la CEO vede nell’intelligenza artificiale non una minaccia, ma una straordinaria opportunità. Le aziende clienti stanno affrontando una profonda trasformazione dei loro modelli di marketing e hanno bisogno di partner in grado di accompagnarle in questo percorso. WPP ambisce a occupare questo spazio, ampliando il proprio raggio d’azione oltre la comunicazione tradizionale e posizionandosi come consulente strategico per la crescita.

Con Elevate28 Cindy Rose punta dunque a rifondare l’identità, la struttura e soprattutto la ‘cultura’ di WPP: il passaggio da holding a società operativa integrata è il segno più evidente di questa svolta.

 

TR