
Mercato
NC. Connexia, digital smart hub
Il premio dell’editore ‘Innovazione Digitale’ è la conclusione di un percorso di successi che parte da lontano. Connexia, come anticipato da ADVexpress ha chiuso il 2018 a +23% (Leggi news) e ha recentemente nominato Riccardo Catagnano Creative Director e Head of Branded Content (Leggi news). L'agenzia, ha abbracciato il digitale senza paura e, soprattutto, senza superficialità, cogliendone tutte le potenzialità, studiando a fondo ogni fenomeno senza fermarsi alle mode momentanee. “Abbiamo disegnato un nuovo modello d’agenzia - spiega Paolo D’Ammassa, (in foto), ceo Connexia -, che favorisce la collaborazione tra le diverse competenze e risponde in maniera efficace e integrata alla complessità di oggi. Ci siamo concentrati nell’affiancamento dei clienti, costruendo relazioni di partnership d’eccellenza, trasferendo know-how ed entrando anche nei più angusti temi di comunicazione e business dei singoli brand. Solo in questo modo è possibile affrontare con successo e soddisfazione progetti di digital transformation solidi, che rispondano realmente agli obiettivi dei clienti”.
L’agenzia, inoltre, ha investito moltissimo in creatività e lavorato per costruire team multidisciplinari in collaborazione con Doxa, unendo approcci razionali e spunti creativi. 110 professionisti che, ciascuno con il proprio ruolo, cercano di innovare, rendere memorabile e consistente ogni progetto di business e comunicazione. “Ecco perché - commenta D’Ammassa - ricevere questo riconoscimentoo ci rende particolarmente orgogliosi”.
Quali sono i punti di forza e i plus che vi hanno consentito di ottenere questo premio?
Approccio e organizzazione: siamo sempre attentissimi ai contesti di mercato e a come cambiano e si evolvono le richieste dei clienti. Cerchiamo sempre di dare una spiegazione concreta a tutte le nuove dinamiche che si sviluppano, spesso molto rapidamente, nell’ecosistema della comunicazione. Studiamo senza sosta in che modo cambiano le abitudini dei consumatori finali, quali sono i trend emergenti e quali le industry che stanno affrontando un processo di disruption. Ci adattiamo velocemente, proviamo a sperimentare laddove lo scenario ce lo permette. Testiamo, sbagliamo (e non abbiamo paura ad ammetterlo, ndr), ripartiamo. Per fare meglio di prima. Abbiamo assegnato questa responsabilità al nostro chief innovation officer, che ha tra i suoi obiettivi quello di trasferire questo approccio a tutta l’agenzia.
Lavoriamo in un clima disteso e con grande entusiasmo, ci appassioniamo ai progetti e lavoriamo sodo per raggiungere tutti gli obiettivi. Accogliamo di buon grado tutte le novità: il digitale ha cambiato completamente tutti i tradizionali punti di riferimento e non vediamo l’ora di lavorare a ogni nuova sfida.
Parliamo delle nuove sfide del digitale. Quali sono le principali innovazioni/trasformazioni che la vostra struttura sta implementando per affrontarle?
Prima di tutto il contenuto: il Dna digitale pervade ogni strategia di comunicazione e ogni approccio creativo. Da qualche mese siamo dotati di una casa di produzione interna, Connexia Media House: un hub creativo e di contenuto che sviluppa oggetti di comunicazione con tempi e modalità digital-first.
Non ci fermiamo nemmeno di fronte a competenze o aree di lavoro che, ai più, sembrano ancora ancorate a dinamiche old style: una su tutte, l’area che interessa tutta la corporate communication. Siamo convinti che un approccio smart e digitale possa trasmettere ancora meglio notizie e rapporti aziendali più istituzionali. Ecco perché la nostra Divisione Corporate, lanciata ufficialmente lo scorso giugno, abbraccia tutte le logiche fondanti dell’approccio di lavoro di Connexia.
In particolare, quali caratteristiche deve avere un progetto di Digital PR per essere efficace?
Si tratta semplicemente di una verticalizzazione di quanto descritto poco sopra, un approccio data driven che comprende e copre tutti gli ambiti. Si parte da una precisa analisi degli obiettivi, del contesto competitivo, delle dinamiche d’ingaggio, definendo una strategia e un concept creativo, per arrivare allo scouting e al picking degli influencer più adatti. Più in generale, non farei distinzione tra un progetto di digital PR, un progetto puramente creativo o lo sviluppo di una campagna digitale: ogni iniziativa deve rispondere in maniera chiara e strategica agli obiettivi della marca. Bisogna garantire consistenza: ogni progetto deve ‘guardare’ oltre la singola attività, ogni azione deve abbracciare tutti i valori e l’essenza del brand, soprattutto quando si selezionano influencer da coinvolgere. Anche in questo senso i dati e l’analisi puntale di contesti e comportamenti sono asset, a nostro avviso, imprescindibili.
Concludiamo con alcuni dati. Come chiuderete il 2018 dal punto di vista del fatturato e del new business? Quali previsioni per il 2019?
Puntiamo a chiudere il 2018 sopra i 13 milioni, una crescita a doppia cifra rispetto allo scorso anno, un trend ormai consolidato negli ultimi anni. Puntiamo a crescere, ovviamente, anche sotto il profilo delle risorse e delle nuove assunzioni: nell’ultimo anno sono entrati a far parte del nostro team circa 25 nuovi colleghi, soprattutto delle aree creativa, strategy e innovation. Per il 2019, oltre a investire le nostre energie nel mantenimento di tassi di crescita a doppia cifra, contiamo di integrare una realtà del digital marketing, così da consolidare ulteriormente la messa a terra degli obiettivi di business.
Marina Bellantoni

