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NC. Kiwi, fresh ideas

Il digitale non è un mezzo, ma un contesto. A sostenerlo è Kiwi, 'Agenzia Emergente' dell’anno agli NC Digital Awards. Nata nel 2013 con un focus particolare su strategia, creatività e produzione, è cresciuta con una media del 30% annuo, nei ricavi e nelle persone, approcciando sfide sempre più complesse e ‘sfornando’ idee fresche accattivanti. Pubblichiamo l'intervista a Giancarlo Sampietro, (in foto), general director di Kiwi, tratta dall'ultimo numero Ottobre/Novembre di NC-Nuova Comunicazione.

L’agenzia Kiwi chiude il 2018 ricevendo il riconoscimento di 'Agenzia Emergente' dell’anno. Un ennesimo successo per un anno particolarmente significativo, che completa un percorso iniziato poco più di quattro anni fa. Anno dopo anno, infatti, l’agenzia ha raggiunto numerosi traguardi, crescendo con una media del 30% annuo nei ricavi e nelle persone, approcciando sfide sempre più complesse e clienti sempre più grandi. Dal 2017 si è distinta per essersi aggiudicata importanti gare per i brand Honor (Huawei), Star, Saikebon e Sogni d’Oro (GB Foods), Nivea e Labello (Beiesdorf) e aver prodotto case history di successo, consolidando le partnership in corso. “Siamo davvero contenti per questo riconoscimento - spiega Giancarlo Sampietro, (in foto), general director, che premia il percorso di un team che oggi è composto da circa 25 giovani professionisti, pieni di entusiasmo e con una visione ben precisa”.

 

Può sintetizzare brevemente la storia dell’agenzia?

L’idea dell’agenzia nasce nel 2013 ma parte di fatto nel 2014 insieme ai soci Alessandro Talenti, Luca Colombi e Luca Sanfilippo, fondatori di All Communication group holding che decidono di finanziare l’iniziativa e supportarne lo sviluppo. Eravamo in quattro persone nelle prime fasi occupando le prime scrivanie libere e anno dopo anno siamo continuati a crescere su tre linee: strategia, creatività, produzione. Ancora oggi abbiamo una struttura molto snella, formata da creativi, strategici e account manager in grado di garantire ai nostri clienti una filiera corta, un vero e proprio partner creativo, always on.

 

Kiwi è nata con una visione ben precisa: il digitale non è un mezzo ma un contesto. Ci spiega meglio questo concetto?

Quando sentiamo parlare di rivoluzione digitale noi intendiamo un vero cambiamento sociale. Non pensiamo a un nuovo canale di comunicazione ma a un’evoluzione in termini di abitudini, possibilità, connessioni impensabili solo 15 anni fa. È questo il fenomeno che abbiamo osservato e le nuove generazioni di consumatori con le loro abilità e i loro strumenti sociali. Un impatto così significativo di cui non potevamo non tenere conto e che abbiamo trasformato nella nostra visione.

 

Qual è il vostro approccio vincente? Quali sono i plus rispetto ai concorrenti?

Siamo focalizzati su un solo obiettivo: realizzare progetti di comunicazione in grado di funzionare davvero nell’era digitale. Mettiamo insieme strategia, creatività e una profonda conoscenza dei nuovi media per dare vita a quelle che noi chiamiamo ‘Fresh Ideas’: idee di comunicazione rilevanti per il brand e per i suoi consumatori.

 

In un mercato sempre più competitivo, la capacità di realizzare progetti integrati, crosschannel sembra ormai un must. Qual è il vostro approccio in tal senso?

Come dicevo prima, quando parliamo di digitale parliamo di contesto e non di canale. Per questo per noi è naturale far atterrare le nostre creatività su più canali, attivandoli strategicamente in base agli specifici obiettivi che vogliamo raggiungere. Per farlo al meglio però è necessario saper spaziare tra vari linguaggi, dai social alla tv, dagli influencer all’on-field. In Kiwi è questa fluidità che ci contraddistingue sia in fase di pensiero che nella parte esecutiva che ci permette di sviluppare contenuti, attivazioni fisiche e digitali, campagne atl e influencer marketing.

 

Può raccontarci una case history rappresentativa del vostro modus operandi?

Sicuramente, racconta bene il nostro approccio la campagna realizzata con Acquario di Genova per il lancio di Acquario Pass, un abbonamento per entrare all’Acquario senza limiti per un anno intero con esperienze e vantaggi inclusi. Visto che all’acquario ci vanno tutti, ci siamo chiesti quale fosse il luogo dove un target così ampio si recasse con regolarità per vivere ogni volta un’esperienza differente. Il cinema, ovviamente. Abbiamo così raccontato storie per affascinare i bambini, emozionare gli adulti, intrattenere le famiglie e attraverso una campagna multisoggetto e multicanale con messaggi specifici per audience specifiche: tre web movie per i social; tantissime locandine cinematografiche per raccontare tutte le esperienze che è possibile vivere all’acquario; un piano editoriale dedicato; un’attività di co-creation; una campagna influencer; materiale Btl. E alla fine siamo arrivati anche in tv.

 

Parliamo di numeri e di futuro. Come prevedete di chiudere l’anno in termini di fatturato? Quali invece le previsioni 2019? Quali novità avete in cantiere?

Abbiamo tantissime novità e idee per i futuri sviluppi. Crediamo che per mantenere viva la nostra value proposition Kiwi dovrà essere in grado di evolversi costantemente e adattarsi ai nuovi contesti, per interpretarli al meglio e guidare i suoi clienti. Per il 2019 abbiamo in mente investimenti mirati nella produzione di contenuti creativi, in particolare nell’ideazione, produzione e distribuzione di contenuti video per i social e i nuovi media. Amplieremo, inoltre, l’offerta di servizi andando a potenziare l’area di sviluppo tecnologico e della data analytic, componenti sempre più determinanti al completamento della nostra vision. Ci aspettiamo quindi un ulteriore crescita dei ricavi puntando a consolidare il fatturato sopra i 2 milioni di euro, con nuovi clienti, tante nuove case history e speriamo altri premi!

Marina Bellantoni