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Unicom e Assocom, la fusione è più vicina?
Dopo le dimissioni di Massimo Costa (si veda la notizia correlata), potrebbero riaprirsi le trattative, interrotte nel 2011, relative alla fusione tra le due associazioni, che già oggi lavorano assieme nell’ambito di Confindustria Intellect. “Se Assocom diventasse l’associazione delle grandi imprese italiane di comunicazione, sarei favorevole a discuterne”, dichiara Donatella Consolandi, presidente Unicom.
Con le dimissioni di Massimo Costa (si veda la notizia correlata), potrebbero ricrearsi le condizioni per una fusione tra Assocom e Unicom. Raggiunta telefonicamente, Donatella Consolandi (in foto), presidente Unicom, ha spiegato ad ADVexpress il suo punto di vista: “Se Assocom diventasse l’associazione delle grandi imprese italiane di comunicazione, sarei favorevole a riprendere le trattative interrotte anni fa. Ma il punto è che non sono in grado di sapere oggi quale strada imboccherà Assocom dopo le dimissioni di Masi”.In ballo c’è la questione dell’‘italianità’ rivendicata da Unicom come elemento distintivo del suo posizionamento. “Da quando è iniziata la mia presidenza nel maggio 2012 si è rafforzato il posizionamento che ci vede come l’associazione delle imprese italiane di comunicazione, guidate da imprenditori italiani”.
Con questa premessa, è ovvio che l’‘internazionalità’ di un leader come Massimo Costa (country manager di Wpp) non creava le condizioni minime per pensare a qualsiasi ipotesi di fusione tra le due associazioni.
Fermo restando comunque , ha aggiunto Consolandi “l’importanza di un costante confronto e dialogo tra le due associazioni, che già oggi lavorano assieme nell’ambito di Confindustria Intellect”, guidata da Diego Masi.
A onor di cronaca, ricordiamo che di una fusione tra Assocom e Unicom si parlava già nel 2011 quando gli allora presidenti, rispettivamente Diego Masi e Lorenzo Strona, avevano avviato una concreta trattativa per realizzare l’operazione, che poi saltò. Oggi quel tavolo potrebbe ripartire.
Mario Garaffa

