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Laura Cantoni (Astarea). Dieci anni dopo. Semi-seria memoria di un ricercatore che ha cambiato pelle

 Riceviamo da Laura Cantoni, Amministratore Unico di Astarea, un intervento che celebra in modo ironico e sorridente i dieci anni dell'istituto di ricerca, che è stato fondato proprio il 12 novembre 2004. Una riflessione su questo periodo di tempo, su come sono cambiati ruoli, strumenti, obiettivi e prospettive. Ma anche su come potrà evolvere il mestiere del ricercatore.
Pubblichiamo l'intervento di di Laura Cantoni, Amministratore Unico di Astarea, che celebra in modo ironico e sorridente i dieci anni dell'istituto di ricerca, che è stato fondato proprio il 12 novembre 2004. Una riflessione su questi dieci anni, su come sono cambiati ruoli, strumenti, obiettivi e prospettive. Ma anche su come potrà evolvere il mestiere del ricercatore.

Come si fa a sorridere sul proprio lavoro in un momento come questo?
Beh, dato che Astarea è stata fondata proprio in tempo per vivere dentro nella crisi - era Novembre, il 12 Novembre 2004, quindi diciamo 3 anni e un tot di vita allegra, e poi si è incominciato a rimboccarsi le maniche - mi sembra che il “colpaccio” meriti un po’ di leggerezza.

Ci provo, anche perché questi dieci anni mi hanno fatto cambiare pelle.

Che cosa fa la differenza, nell’aggiungere al curriculum di ricercatore e manager di ricerca quello di micro-imprenditore, cioè, in pratica, un tipo che è in toto responsabile della “ditta”, ma anche libero di gestirsi Clienti e Metodi a sua immagine e somiglianza?

All’inizio, un incubo: il “Piano dei conti”. Sembra una sciocchezza, ma non lo è. Prima gestivo un budget, ma gli overhead erano di competenza altrui, non ne sapevo nulla. Messa mano agli “economics”, il piano dei conti del commercialista mi sembrava lunare, lui metteva nella voce “Omaggi” le spese di rappresentanza e invece per noi sono costi diretti. Resistenze pazzesche, alla fine ho vinto io e il piano dei conti è stato rifatto per competenze. Poi, nel tempo, si è trasformato in un agile software che in un grande foglione tiene dentro tutto, che tutto richiama e che tutto collega.

Il “Tempo” cambia dimensione. Ero abituata a tempi moderatamente lunghi. Improvvisamente in Astarea sono diventati brevissimi. Perché hai cappelli diversi -Ricercatore, Amministratore, Account, RP - e ci devi fare stare tutto, ma anche perché un’organizzazione agile permette di rispondere in real time. Niente chiusure del field (traduco: quelli che reperiscono gli intervistati) il venerdì alle h.17.00, ma neanche il sabato e la domenica. Progetti da un giorno all’altro. Report in tre giorni. (Se necessario, però…)

Reinventarsi il “Rapporto con i clienti”. Prima di Astarea, non è che li frequentassi granchè, dovevo delegare. Poi è cambiato tutto, mi sono reinventata la relazione. Mai cellulari spenti, telefonate che ti arrivano dalla Cina alle 3 di notte dato che per lui (il Cliente) è metà mattina. La ricerca, quasi mai finita con i risultati. Ci chiedono feed back nelle varie fasi di sviluppo del prodotto o del pack, o della comunicazione. Questa veste di consiglieri in progress non è che mi dispiaccia, anzi mi diverte, anche se molte volte, probono, ma va bene, ci sta.

“Metodi” vissuti creativamente. Sono sempre stata “double fax”, partita dai numeri per arrivare ai focus group e comunque in Astarea abbiamo tutti competenze a 360°. Quindi, facile calibrare le scelte di metodo liberandosi dai comparti stagni e dalla rigida distinzione qualitative-quantitative, quando serve (e serve sempre di più). Quindi, ci teniamo il rigore metodologico ma ci inventiamo soluzioni diverse, a beneficio dei risultati e anche del budget dei clienti.

“Competenze” allargate. Anni di discussioni nel settore sull’ added value nella ricerca di marketing. Per un bel po’ mi sono sempre chiesta che cosa fosse, sembrava un po’ come l’araba fenice, poi soluzione: metterci altri ingredienti, senza fare pasticci, perché il nostro mestiere è quello delle ricerche e altro non sappiamo fare. Ma cucinate con lo strategic planner e l’uomo di marketing, hanno un sapore diverso - a dire il vero non è che tanti ci credono….ma quelli che ci ascoltano, poi sono contenti.

“Collaborative business”. Consulenti e fornitori professionali si sono sempre avuti, moderatori esterni, intervistatori, reperitrici, capoarea. Rapporti BtB, ognuno al suo posto, ti pago per l’output x. Ora, il format cambia. Pezzi di lavoro si pensano insieme, fin dall’inizio; i report si finiscono in tandem, magari a casa….; mi serve un micro lavoro no budget, e va, no o low cost; ci si confronta, ci si consiglia, anche fuori dal “JOB”. Questo, non era stato pianificato, ma è successo: persone e istituti, pochi, sempre e solo quelli “Top level” che lavorano dall’esterno, come se fossero interni, anzi, meglio

“Generazione di idee, oltre il test”. Mi sa che fra un po’ di tempo, un po’ di pezzi di ricerche si faranno da soli (già da adesso in molti casi i ricercatori sono inutili). Già lo pensavo quando è nata Astarea. Per questo ci piace molto quando ci chiedono cose come: puoi scrivermi il nuovo posizionamento per questa marca? Puoi identificare i codici per questo pack? Puoi indicarmi concretamente come facilitare la vita delle persone con i mei prodotti? Puoi darmi qualche idea per ridefinire il mio parco cataloghi? Puoi dirmi come è strutturato questo mercato in Italia? Dalle diagnosi alle soluzioni, inventare il futuro.
Questo è il nostro modo di pensare al mestiere, d’altra parte, l’avevamo messo dentro nel logo: Astarea-Solutions.

Laura Cantoni