Marketing

Tns e UniCredit supportano le aziende che vogliono sbarcare in Cina

La società specializzata in consulenza di marketing e ricerche di mercato e l’azienda bancaria si mettono al servizio delle imprese italiane che desiderino sfruttare le opportunità offerte dall’apertura ai mercati esteri, a cominciare dal Paese del Dragone. Quali città scegliere, quali leve di marketing utilizzare, come intercettare i bisogni del consumatore cinese, come superare gli stereotipi più classici e come monitorare in real time le campagne attivate. Insomma, un supporto trasversale per superare le barriere di accesso e avere successo nei mercati esteri.
Avere prodotti eccellenti da esportare non basta. Per avere successo nei mercati stranieri occorre elaborare un marketing strategico, che valorizzi la marca (e non solo il prodotto) e che si sviluppi a partire da una profonda e reale conoscenza del territorio in cui si vuole entrare e dei consumatori che lo abitano.
 
È a partire da questo concetto, che Tns e UniCredit hanno avviato una partnership per supportare le imprese italiane che desiderino aprirsi ai mercati esteri, valorizzando l’eccellenza del made in Italy in culture diverse.
 
Come spiegato ad ADVexpress da Federico Capeci (in foto), chief digital officer & ceo Tns Italia, a margine del convegno ‘Si fa presto a dire Cina’, svoltosi quest'oggi a Milano, “l’export rappresenta un importante asset di crescita e sviluppo per le imprese del nostro Paese, configurandosi, non a caso, come l’unico settore che è tornato ai livelli pre-crisi”.
 
Tra i vari mercati esteri, un ruolo sempre più importante è svolto dalla Cina che, con i suoi 1,4 miliardi di cittadini, rappresenta un bacino tanto gigantesco quanto allettante da conquistare. Ma attenzione, precisa Capeci, il mercato cinese è molto più complesso e dinamico di quello che potrebbe sembrare e il rischio di cadere in generici stereotipi è assolutamente dietro l’angolo, con il rischio di mandare in rovina l’intero business.
 
Per avere successo, i nostri brand devono potersi avvalere di un’analisi dettagliata del contesto specifico locale. Ed è qui che entra in gioco Tns, società specializzata a livello globale in consulenza di marketing e ricerche di mercato, che, grazie alle sue competenze sul fronte ‘dati’, è in grado di supportare le imprese italiane nel definire quali città scegliere, quali leve di marketing utilizzare, come intercettare i bisogni del consumatore cinese, come superare gli stereotipi più classici e come monitorare in real time le campagne attivate.
 
“Al momento - spiega Capeci - Tns supporta circa una ventina di ‘local giants’, ossia di big brand italiani, il 60% dei quali (dunque 12, ndr) già operativi in Cina, e il 40% dei quali (dunque 8, ndr), che hanno in progetto o allo studio lo sbarco nel Paese del Dragone”.
 
Quanto all’andamento del settore delle ricerche, Capeci ha spiegato ad ADVexpress le difficoltà che il comparto sta vivendo: “Nonostante il mercato dei ‘dati’ sia in una fase espansiva, perché i ‘big data’ sono sempre più strategici, le società di ricerca sono in difficoltà, perché i player si sono diversificati (si pensi al ruolo svolto oggi dai giganti digitali, come Google e Facebook, ndr)”.
 
Le società di ricerca devono cambiare, e infatti l’obiettivo principale di Capeci, giunto alla guida di Tns nel gennaio 2015, è proprio quello di “promuovere un complessivo rinnovamento, da concretizzarsi entro i prossimi tre anni, del modo di fare ricerca, puntando sulla ‘cultura digitale’, da declinarsi - precisa Capeci - in termini di agilità, servizi al cliente, e cultura della risposta - e non della domanda - come Google insegna”. Amplificando così il posizionamento di Tns in qualità di consulente strategico globale.
 
Quanto a UniCredit, come spiegato ad ADVexpress dall’executive vice president, global head of group clients internationalization, Carlo Marini (apri la gallery fotografica, foto 2), l’azienda è da diversi anni impegnata, oltre che nel fornire servizi bancari, anche nel supportare le imprese attraverso operazioni di tipo consulenziale, facilitando l’ingresso nei mercati esteri, a cominciare da quelli dell’Europa Centro-Orientale (dove la banca è attiva con 3.500 filiali), e anche in Asia, a partire dalla Cina.
 
Nel dettaglio, l’apporto di UniCredit si concentra soprattutto sul fronte delle analisi ‘hard’, ossia supportare le imprese per facilitare l'ingresso nel mercato estero dal punto di vista economico-finanziario. Ma non solo, a conferma della specializzazione di UniCredit, come spiegato da Marini, l’azienda promuove dei programmi di formazione dedicati all’export, intitolati ‘Go International’ e dedicati soprattutto alle piccole e medie imprese.
 
“La Cina è oggi un Paese in grande evoluzione - ha spiegato nell’ambito del convegno Simona Maggini (in foto a sinistra), general manager Young & Rubicam / Vml -, caratterizzato da tendenze in cambiamento, ma anche da elementi di continuità rispetto alla tradizione. Per dare valore ai nostri brand è oggi importante conoscere oggi la nuova Cina, ‘connessa’ e ‘mobile’. Le aziende occidentali, nel loro proporsi a questo mercato così attrattivo, devono far tesoro di questi cambiamenti”.
 
Il settore che maggiormente denota i cambiamenti che i cinesi stanno attuando è senza dubbio quello del food. “Il cibo - ha affermato Emily Gong, regional digital development manager Tns Seb - è il modo più semplice per le middle class per acquisire un costume occidentale. Le scelte alimentari vengono, infatti, dettate da nuove proposte che risentono proprio dei gusti occidentali”.
 
“Il lusso - ha aggiunto Serene Wong, global account director Wpp -  è l’altro settore il cui percepito impatta fortemente sui posizionamenti dei brand. Il mix di storia e autenticità dei prodotti di lusso occidentali, uniti a un omaggio alla tradizione cinese, devono essere il punto di partenza per far breccia nel mercato”.
 
Concludiamo citando i due principali errori che, secondo Giuliano Noci (apri la gallery fotografica, foto 3), vice rector for China e docente di Marketing del Politecnico di Milano, commettono le aziende italiane che approcciano il mercato cinese senza possedere le adeguate competenze: il primo è fondamentalmente un errore di presunzione e consiste nel credere che, siccome si è forti e conosciuti in Italia e magari in Europa, allora lo si è anche in Cina. Il secondo è un errore strategico e consiste nel dare troppa importanza al prodotto, mentre invece un marketing efficace non può che partire dalla valorizzazione della marca, attraverso, per esempio, delle adeguate tecniche di storytelling, che sappiano attivare una relazione e un dialogo con i consumatori.

Mario Garaffa