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Approvato dal Senato il ddl di riforma dell'editoria. Tra le novità, un Fondo di 100 mln e un tetto di 240mila euro agli stipendi Rai. Costa (Fieg): "Bene il sì del Senato, ora si proceda con velocità"

l provvedimento, dopo le modifiche apportate da palazzo Madama, torna in terza lettura all'esame della Camera. Il presidente Fieg sollecita il governo a emanare "provvedimenti in materia di incentivazione fiscale degli investimenti pubblicitari incrementali, misura utile per il rilancio dei consumi e per garantire una ripresa degli investimenti pubblicitari per la stampa quotidiana e periodica.” L'Upa a fine giugno chiedeva una tax credit di 100 milioni per gli investimenti incrementali sulla stampa e 400 mln per l'intero settore.

L’Assemblea del Senato ha approvato, con modifiche, il ddl sull’editoria con 154 si, 36 no e 46  astenuti. Il provvedimento, dopo le modifiche apportate da palazzo Madama, torna in terza lettura all'esame della Camera.

Il ddl prevede, all'articolo 1 "l’istituzione del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione, alimentato da risorse statali già destinate all’editoria e all’emittenza locale, da un contributo di solidarietà a carico delle società concessionarie di raccolta pubblicitaria e per una parte, fino a un massimo di 100 milioni, dalle maggiori entrate del canone Rai". Sono ammesse al finanziamento le cooperative di giornalisti, gli enti senza fini di lucro, le imprese editrici espressione delle minoranze linguistiche, i periodici per non vedenti, le associazioni per i consumatori, i giornali in lingua italiana diffusi all'estero.

L’articolo 2 attribuisce deleghe al governo per ridefinire la disciplina del sostegno pubblico per il settore dell’editoria e dell’emittenza locale, per riordinare la disciplina pensionistica dei giornalisti, che dovrà allinearsi con la disciplina generale, e per razionalizzare composizione e competenze del Consiglio nazionale dell’ordine dei giornalisti.

L'art. 3, detta disposizioni per il riordino dei contributi alle imprese editrici; l'art. 4 introduce un riferimento all'equo compenso dei giornalisti; l'art. 5 punisce l'esercizio abusivo della professione di giornalista; l'art. 6 detta nuove disposizioni per la vendita dei giornali, prevedendo la liberalizzazione degli orari e dei punti vendita.

La Commissione ha previsto un parere parlamentare rinforzato sul decreto che definisce requisiti e modalità dei finanziamenti; ha fissato in 60, anziché 36, il numero massimo dei componenti del Consiglio dell’ordine dei giornalisti, del quale deve far parte un rappresentante delle minoranze linguistiche. Ha previsto che la prima rata del contributo sia pari al 50%; ha introdotto l'articolo 6-bis, in base al quale l'affidamento in concessione del servizio pubblico radifonico, televiso e multimediale ha durata decennale ed e' preceduto da una consultazione pubblica sugli obblighi del servizio.

Tra le principali novità approvate dall'Aula del Senato,il tetto di 240mila euro agli stipendi di amministratori, dipendenti e consulenti della Rai in qualità di concessionario del servizio pubblico. Inoltre è stato previsto che il superamento dello stesso tetto per gli stipendi di dipendenti e consulenti farà scattare una riduzione dei contributi pubblici per le imprese editrici.

“Esprimiamo apprezzamento al Governo e al Parlamento per aver accolto l’appello degli editori ad approvare, nella prima seduta del Senato alla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva, il disegno di legge sull’editoria che contiene alcuni interventi di riforma necessari per il settore che recepiscono il lavoro del Tavolo per l’editoria.“

È  quanto ha dichiarato il Presidente della Fieg, Maurizio Costa (nella foto), dopo l’approvazione da parte del Senato del provvedimento. “La radicalità della crisi del settore impone, dopo la lunga e approfondita discussione che ha coinvolto tutte le componenti della filiera e il Parlamento, un rapido avvio nell’attuazione delle misure previste.”

“Ora è necessario che la Camera in tempi rapidi – ha affermato Costa – approvi definitivamente il disegno di legge e che il Governo proceda subito dopo all’emanazione dei decreti legislativi previsti". “Innanzitutto i provvedimenti in materia di incentivazione fiscale degli investimenti pubblicitari incrementali, misura utile per il rilancio dei consumi e per garantire una ripresa degli investimenti pubblicitari per la stampa quotidiana e periodica.”

A riguardo ricordiamo che nell'Assemblea Upa di fine giugno il presidente Lorenzo Sassoli de Bianchi aveva sollecitato  una tax credit di 100 milioni per gli investimenti incrementali sulla stampa e 400 milioni annuali per l’intero comparto della comunicazione (guarda il video su ADVexpressTV).

“Altrettanto urgente l’attuazione delle misure volte alla progressiva liberalizzazione della vendita di prodotti editoriali per affrontate e superare la difficile situazione delle edicole” ha proseguito  Costa nella nota Fieg. 

“Occorre poi, nel modificare i requisiti di accesso ai prepensionamenti, fare salvi i piani già presentati al Ministero del lavoro e, nel rivedere la procedura per il riconoscimento degli stati di crisi ai fini dell’accesso agli ammortizzatori sociali, mantenere la specificità del settore editoriale”.

 

EC