Media

Cairo: "Non è Opa ostile, voglio tenere i soci in Rcs"

Lo ha spiegato il manager intervenendo ieri a Radio Anch’io Sport-Radio1 parlando dell'offerta pubblica di scambio, lanciata venerdì 8 aprile,  tra le azioni di Cairo Communication e quelle di Rcs, anche in relazione al ruolo degli altri soci del gruppo editoriale. Sabato la notizia è stata al centro delle analisi dei quattro soci storici del gruppo editoriale - Diego Della Valle (7,325%), Marco Tronchetti Provera (con Pirelli 4,433%), Unipol (4,601%) e Mediobanca (9,930%) - che insieme controllano il 26,228%, e che hanno fatto sapere anche se in modo informale di non essere d’accordo con la proposta di Cairo .
clicca per ingrandire“La nostra è un’operazione di mercato, non un’Opa ostile: vogliamo tenere dentro i vecchi soci per beneficiare con me degli eventuali introiti di Rcs, una volta ristrutturata”. Lo ha dichiarato ieri, 11 aprile, Urbano Cairo, intervenendo a Radio Anch’io Sport-Radio1 parlando dell’offerta pubblica di scambio tra le azioni di Cairo Communication e quelle di Rcs, anche in relazione al ruolo degli altri soci del gruppo editoriale.

“Venerdì abbiamo fatto un comunicato sull’offerta pubblica di scambio: oggi fare previsioni su come finirà è difficile. Ma voglio dire che non è un’Opa per scalare ma un’operazione di mercato: vogliamo tenere dentro i vecchi soci” ha affermato il manager. 

La valutazione di Rcs, ha aggiunto Cairo, è “di rilievo: se si vede il controvalore, sono 285 milioni, che aggiunti ai 487 milioni di debito del gruppo fanno quasi 770 milioni. Se togliamo i 90 milioni di Rcs libri, già ceduta a Mondadori, si arriva a quasi 700 milioni”. “Tenete conto che il gruppo l’Espresso, con Repubblica e una rete di giornali locali, capitalizza in Borsa 370 milioni, e senza debiti”, ha concluso. “A conti fatti, stiamo valutando Rcs quasi il doppio”.

Partendo dal suo pacchetto del 4,616% di Rcs Media Group Cairo ha messo a punto un’operazione  imperniata su uno scambio azionario: per ogni azione Rcs (0,551 euro) Cairo Communication offre 0,12 azioni proprie, ovvero una sua azione (4,7 euro) per otto azioni ordinarie di Rcs. In pratica l’offerta attribuisce a Rcs un valore, debiti compresi di oltre 750 milioni di euro.

Sabato la notizia è stata al centro delle analisi dei quattro soci storici del gruppo editoriale (dopo la decisione di Fca di distribuire ai suoi azionisti il proprio 16,734% e la comunicazione di Banca Intesa di essere pronta a cedere il proprio 4,176%).  Si tratta di Diego Della Valle (7,325%), Marco Tronchetti Provera (con Pirelli 4,433%), Unipol (4,601%) e Mediobanca (9,930%) che insieme controllano il 26,228%, e che hanno fatto sapere anche se in modo informale di non essere d’accordo con la proposta di Cairo .

L’Ops è condizionata da due fattori principali: le adesioni che consentano a Cairo Communication di arrivare al controllo di almeno il 50% più una azione ordinaria, e l’impegno delle banche creditrici (Intesa Sanpaolo, Unicredit, Bnp Paribas, Ubi Banca, Mediobanca, Bpm) a “rinunciare incondizionatamente a qualsivoglia facoltà di richiedere il rimborso anticipato del debito» per il cambio di controllo della società. Inoltre, le banche, non dovranno chiedere o esigere il rimborso di alcun importo dovuto da Rcs in linea di capitale ai sensi dei finanziamenti” fino a quando non sarà approvato il bilancio del 2017, a eccezione del “rimborso anticipato parziale” derivante dall’incasso per la vendita di Rcs Libri.

Intanto il titolo RCS ha chiuso  in rialzo del 28,7% a 0,59 euro e quello di Cairo Communication  a +2,07%.

L’operazione dovrà passare al vaglio dell’assemblea della Cairo Communication, della Consob e delle Autorità Agcom e Antitrust.




EC