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Cairo su RCS: 'Sono molto fiducioso, anche se il cuore del CdA batte per Bonomi. Nel mio piano: cut price per il Corriere e valorizzazione dei periodici'
In occasione della presentazione dei nuovi palinsesti di La7, il presidente di Cairo Communication ha affermato: "Abbiamo alzato l'offerta in modo rilevante e incontrato 100 investitori, i quali hanno dichiarato di apprezzare il mio progetto. Per investimenti in RCS o in altro abbiamo a disposizione 210 mln - ha spiegato Cairo - : 140 mln derivanti da un finanziamento di 5 anni di Banca Intesa e 70 mln che otterremo invece grazie a un aumento di capitale che verrà deliberato dall'Assemblea di Cairo Communication il prossimo 18 luglio. Se l'operazione RCS dovesse avere esito a me favorevole, nominerei subito un nuovo CdA".
Inevitabile che alla conferenza stampa di presentazione del nuovo palinsesto di La7, tenutasi questa mattina, 12 luglio, a Milano (leggi news), si finisse con il parlare anche della questione RCS.
"Sono molto confidente - ha esordito Urbano Cairo (nella foto), presidente Cairo Communication - , abbiamo alzato l'offerta in modo rilevante e incontrato 100 investitori, tra Milano, Ginevra e Londra, i quali hanno dichiarato di apprezzare il mio progetto. E' proprio anche a fronte dei suggerimenti degli investitori che è stato aggiunto un importo in denaro di 0,25 euro per ciascuna azione Rcs portata in adesione".
Ricordiamo che lo scorso venerdì 8 luglio Cairo e la cordata di Andrea Bonomi hanno presentato le loro ultime proposte (leggi news). I legali dei due concorrenti hanno finalizzato le procedure permettendo loro di presentare in Consob le proposte definitive in busta chiusa. Alla presenza in contemporanea dei due pretendenti sono state aperte le buste e comunicati anche al mercato i termini delle nuove offerte.
Gli ultimi rilanci presentati andrebbero all’esame del cda di Rcs che potrebbe riunirsi nuovamente all’inizio della prossima settimana. L’ultima parola però l’avrà il mercato che ha tempo fino al 15 luglio per decidere a quale offerta aderire.
Di oggi, 12 luglio, anche la notizia che il board di via Solferino ha giudicato sia l'Opas di Cairo che l'Opa dei soci storici (Bonomi con Mediobanca, Pirelli, Della Valle e UnipolSai) 'congrue' dal punto di vista finanziario, bocciando però i programmi industriali dell'editore de La7 (leggi news).
Il presidente di Cairo Communication ha affermato che sia lui che Bonomi sono pronti ad 'accontentarsi' rispettivamente del 35%+1 e del 30%+1 (rinunciando quindi al 50+1 e al 66,7%+1 stabiliti precedentemente) a patto che venga consentito a chi si aggiudica la suddetta quota di governare l'azienda. La prima mossa, nel caso di Cairo, sarebbe certamente quella di nominare un nuovo CdA, dal momento che quello attuale, a detta del manager, "ha il cuore che batte per Bonomi". "In ogni caso, se la mia offerta dovesse avere la meglio e dovesse quindi scendere la mia quota in Cairo Communication, lancerei immediatamente un RAB (Reverse Accelerated Bookbuilding, ndr.) per riacquistare le azioni che mi consentirebbero di salire ad almeno il 50% di Cairo Communication, percentuale sotto la quale non voglio scendere", ha anticipato il manager sottolineando la sua volontà di "non diluire troppo su Cairo Communication".
"Per investimenti in RCS o in altro abbiamo a disposizione 210 milioni - ha spiegato Cairo - : 140 milioni derivanti da un finanziamento di 5 anni di Banca Intesa e 70 milioni che otterremo invece grazie a un aumento di capitale che verrà deliberato dall'Assemblea di Cairo Communication il prossimo 18 luglio".
Cairo ha tenuto a sottolineare il fatto che il suo piano per RCS si differenzia notevolmente da quello dei concorrenti. "Credo ci sia da lavorare lungo due direttrici: il taglio dei costi e lo sviluppo dei ricavi - ha spiegato il manager - . Ciò che mi lascia perplesso è il fatto che in un momento in cui le persone comprano meno giornali, si alzino i prezzi. Non ha senso che quando la domanda scende, salga il prezzo. In 12 anni ho lanciato 9 settimanali e nessuno di essi costa oltre 1 euro".
Nei piani di Cairo, ci sarebbe innanzitutto un'impostante campagna ad hoc a supporto del Corriere della Sera su La7, che ha un target simile a quello del quotidiano. "Si potrebbe pensare anche a un cut price a 1 euro della durata di un mese, per stimolare l'acquisto del giornale - ha anticipato Cairo -. Si potrebbe lavorare anche all'arricchimento de La Gazzetta dello Sport, mentre per quanto riguarda i periodici servirebbe un lavoro di revisione: trovo assurdo che Oggi, un settimanale con 70 anni di storia, diffonda meno di altre testate che non hanno alle spalle un brand così forte; Sette conta su una diffusione di 250mila copie ma ha una raccolta molto inferiore a quella di Panorama e L'Espresso che pur sono meno diffusi, prova del fatto che andrebbe valorizzato maggiormente e lo stesso vale per Io Donna, sul quale si potrebbe fare molto di più".
Progetti in vista anche per quanto riguarda la Spagna. "Secondo me sul mercato spagnolo c'è spazio per nuove testate periodiche, inoltre andrebbe fatto un lavoro anche su El Mundo, che attualmente vende 100mila copie e ha cambiato tre direttori in tre anni".
Per quanto riguarda invece i siti di RCS, Cairo ha detto che lavorerebbe per svilupparli ulteriormente, profilando al meglio gli utenti ai fini della pianificazione pubblicitaria e cercando di aumentare il tempo di permanenza sui portali.
Ma se l'operazione dovesse andare in porto Cairo potrebbe 'abbandonare' La7? "Assolutamente no - ha assicurato il manager - . Sia in caso di conclusione positiva dell'operazione che negativa, mi terrei ben stretto il canale. Io sto giocando per vincere la partita, se dovesse risultare vincente l'altra offerta si vedrà, sicuramente continua nel frattempo anche il piano di lancio di testate: in quattro anni abbiamo lanciato cinque giornali e due solo negli ultimi sei mesi, uno televisivo e uno di enigmistica".
Serena Piazzi
"Sono molto confidente - ha esordito Urbano Cairo (nella foto), presidente Cairo Communication - , abbiamo alzato l'offerta in modo rilevante e incontrato 100 investitori, tra Milano, Ginevra e Londra, i quali hanno dichiarato di apprezzare il mio progetto. E' proprio anche a fronte dei suggerimenti degli investitori che è stato aggiunto un importo in denaro di 0,25 euro per ciascuna azione Rcs portata in adesione".
Ricordiamo che lo scorso venerdì 8 luglio Cairo e la cordata di Andrea Bonomi hanno presentato le loro ultime proposte (leggi news). I legali dei due concorrenti hanno finalizzato le procedure permettendo loro di presentare in Consob le proposte definitive in busta chiusa. Alla presenza in contemporanea dei due pretendenti sono state aperte le buste e comunicati anche al mercato i termini delle nuove offerte.
Gli ultimi rilanci presentati andrebbero all’esame del cda di Rcs che potrebbe riunirsi nuovamente all’inizio della prossima settimana. L’ultima parola però l’avrà il mercato che ha tempo fino al 15 luglio per decidere a quale offerta aderire.
Di oggi, 12 luglio, anche la notizia che il board di via Solferino ha giudicato sia l'Opas di Cairo che l'Opa dei soci storici (Bonomi con Mediobanca, Pirelli, Della Valle e UnipolSai) 'congrue' dal punto di vista finanziario, bocciando però i programmi industriali dell'editore de La7 (leggi news).
Il presidente di Cairo Communication ha affermato che sia lui che Bonomi sono pronti ad 'accontentarsi' rispettivamente del 35%+1 e del 30%+1 (rinunciando quindi al 50+1 e al 66,7%+1 stabiliti precedentemente) a patto che venga consentito a chi si aggiudica la suddetta quota di governare l'azienda. La prima mossa, nel caso di Cairo, sarebbe certamente quella di nominare un nuovo CdA, dal momento che quello attuale, a detta del manager, "ha il cuore che batte per Bonomi". "In ogni caso, se la mia offerta dovesse avere la meglio e dovesse quindi scendere la mia quota in Cairo Communication, lancerei immediatamente un RAB (Reverse Accelerated Bookbuilding, ndr.) per riacquistare le azioni che mi consentirebbero di salire ad almeno il 50% di Cairo Communication, percentuale sotto la quale non voglio scendere", ha anticipato il manager sottolineando la sua volontà di "non diluire troppo su Cairo Communication".
"Per investimenti in RCS o in altro abbiamo a disposizione 210 milioni - ha spiegato Cairo - : 140 milioni derivanti da un finanziamento di 5 anni di Banca Intesa e 70 milioni che otterremo invece grazie a un aumento di capitale che verrà deliberato dall'Assemblea di Cairo Communication il prossimo 18 luglio".
Cairo ha tenuto a sottolineare il fatto che il suo piano per RCS si differenzia notevolmente da quello dei concorrenti. "Credo ci sia da lavorare lungo due direttrici: il taglio dei costi e lo sviluppo dei ricavi - ha spiegato il manager - . Ciò che mi lascia perplesso è il fatto che in un momento in cui le persone comprano meno giornali, si alzino i prezzi. Non ha senso che quando la domanda scende, salga il prezzo. In 12 anni ho lanciato 9 settimanali e nessuno di essi costa oltre 1 euro".
Nei piani di Cairo, ci sarebbe innanzitutto un'impostante campagna ad hoc a supporto del Corriere della Sera su La7, che ha un target simile a quello del quotidiano. "Si potrebbe pensare anche a un cut price a 1 euro della durata di un mese, per stimolare l'acquisto del giornale - ha anticipato Cairo -. Si potrebbe lavorare anche all'arricchimento de La Gazzetta dello Sport, mentre per quanto riguarda i periodici servirebbe un lavoro di revisione: trovo assurdo che Oggi, un settimanale con 70 anni di storia, diffonda meno di altre testate che non hanno alle spalle un brand così forte; Sette conta su una diffusione di 250mila copie ma ha una raccolta molto inferiore a quella di Panorama e L'Espresso che pur sono meno diffusi, prova del fatto che andrebbe valorizzato maggiormente e lo stesso vale per Io Donna, sul quale si potrebbe fare molto di più".
Progetti in vista anche per quanto riguarda la Spagna. "Secondo me sul mercato spagnolo c'è spazio per nuove testate periodiche, inoltre andrebbe fatto un lavoro anche su El Mundo, che attualmente vende 100mila copie e ha cambiato tre direttori in tre anni".
Per quanto riguarda invece i siti di RCS, Cairo ha detto che lavorerebbe per svilupparli ulteriormente, profilando al meglio gli utenti ai fini della pianificazione pubblicitaria e cercando di aumentare il tempo di permanenza sui portali.
Ma se l'operazione dovesse andare in porto Cairo potrebbe 'abbandonare' La7? "Assolutamente no - ha assicurato il manager - . Sia in caso di conclusione positiva dell'operazione che negativa, mi terrei ben stretto il canale. Io sto giocando per vincere la partita, se dovesse risultare vincente l'altra offerta si vedrà, sicuramente continua nel frattempo anche il piano di lancio di testate: in quattro anni abbiamo lanciato cinque giornali e due solo negli ultimi sei mesi, uno televisivo e uno di enigmistica".
Serena Piazzi


