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Campo Dall'Orto (Rai): "In tv la sfida si vince con i contenuti e la loro diffusione. Realtà virtuale e Intelligenza artificiale le nuove frontiere"
'Da broadcaster a Media Company', questo il titolo dell'intervento, ieri, al Politecnico di Milano, di Antonio Campo dall'Orto, direttore generale della Rai, che ha spiegato agli studenti dell'Ateneo la profonda evoluzione in corso in questi ultimi tempi da parte della televisione pubblica italiana. Anche rispondendo, a margine, alle numerose domande di giornalisti e giovani universitari.
"La Rai sta rivedendo il modello ideativo e distributivo, creando un'offerta digitale distintiva e personalizzabile", ha sottolineato il manager, dotandosi di strumenti, che, ad esempio, le daranno accesso alla realtà virtuale, una delle sfide più difficili di oggi, dietro alla quale c'è la capacità di riuscire ad deguare i processi interni alla velocità del mondo che ci circonda.
Perchè nei prossimi anni le parole chiave della fruizione televisivia saranno realtà virtuale e intelligenza artificiale. E la Rai " sta seguendo questo filone che unisce linguaggio condiviso e proposte personalizzabili".
Nella sfida digitale che ci circonda, la Rai, ha sottolineato Campo Dall'Orto, deve "diventare da follower a uno dei protagonisti del Paese". "I numero di RaiPlay dicono che l'Italia, già lo sapevamo, è pronta per la rivoluzione digitale, quindi noi dobbiamo essere il soggetto che aiuta questa trasformazione". Forte, ad esempio, degli oltre 10 milioni di views nella prima settimana di novembre 2016 su RaiPlay, che ha più che raddoppiato l'utenza rispetto ai 4 milioni e 230mila della stessa settimana del 2015 su rai.tv.
Per accompagnare la rivoluzione del Paese serve un cambiamento interno alla tv pubblica, che, ha spiegato il DG, "sta rivedendo il modello ideativo e distributivo, sviluppando un'offerta digitale distintiva e personalizzabile".
D'altra parte, ha osservato Campo Dall'Orto "Siamo animali sociali: voler condividere momenti collettivi è una necessità acclarata. Ognuno può in ogni momento della giornata scegliere cosa lo gratifica di più. Abbiamo bisogno di un mondo più semplice e di appassionare. Questa è la via, e ogni dinamica ha una sua specificità".
L'investimento principale dell Rai riguarda il rapporto contemporaneo con gli utenti che guardano la Rai e pagano il canone.
"Tutto ciò presenta due fronti: uno riguarda il modo in cui si fruiscono i contenuti oggi e in questo ambito nasce l'investimento su RaiPlay, l'altro fronte che riguarda l'investimento sul contenuto. Da qui nascono progetti come 'Rocco Schiavone', i Medici o altre fiction che faremo in futuro con collaborazioni internazionali".
"L'obiettivo che ci siamo dati è raggiungere standard internazionali perchè il nostro riferimento sono i servizi pubblici europei - ha rivelato Campo Dall'Orto -. Per RaiPlay, ad esempio, in modo ambizioso, ci siamo ispirati all'Iplayer della BBC. Prendiamo spunto da di chi ci circonda, ma poi Rai non può non pensare di diventare l'eccellenza nelle aree in cui opera".
In uno scenario caratterizzato da un boom di produzioni di serie tv, la creazione di contenuti, ha osservato il DG Rai, è essenziale di fronte a big come Google, Amazon, Facebook e Apple.
"In Italia abbiamo capacità intrinseche nell'attività creativa, ma abbiamo un problema di motore. Incrociare talenti italiani e internazionali, come avviene con Netflix per 'Suburra', è importante: se vogliamo crescere, dobbiamo portare fuori le nostre competenze".
Altra questione da risolvere è la lentezza dei processi decisionali, correlata all'identità di soggetto pubblico della Rai.
"Basti pensare che per comprare delle telecamere ci metti un anno per fare la gara e assegnarla: è chiaro che questo ci pone in svantaggio" ha commentato. "La sfida più difficile al momento è riuscire ad adeguare i nostri processi alla velocità del mondo che ci circonda".
A margine dell'incontro. il Direttore Generale direttore ha affermato che sono positivi i messaggi giunti dalle istituzioni sull'extragettito legato al canone in bolletta: "Non abbiamo ancora il consuntivo dell'anno, ma sembra che l'operazione sia andata a buon fine. Dalle prime stime, fatte sei mesi fa, avevamo misurato 176 milioni di euro in più. L'interlocuzione con le istituzioni ci sta dicendo che rispetto alle nostre stime le cose stanno andando bene".
EC

