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Class Editori: nei nove mesi raccolta pubblicitaria a -5,4%, ma i canali tv segnano +8,8% e i siti web +3,3%. Prosegue la riorganizzazione per un focus crescente sul digital adv
Il Consiglio di Amministrazione di Class Editori SpA, riunitosi ieri, 14 novembre, ha approvato i risultati consolidati relativi ai primi nove mesi dell’anno (Nella foto Paolo Panerai, AD Class Editori).
I ricavi dei primi nove mesi del 2016 sono stati pari a 48,89 milioni di euro contro i 54,23 milioni di euro dello stesso periodo dell’esercizio precedente.
La raccolta pubblicitaria ha segnato una riduzione del 5,4% rispetto allo stesso periodo del 2015, ma, a parità di media e di numero uscite dei periodici, ha evidenziato un incremento del 3%. I canali televisivi hanno ottenuto una crescita pubblicitaria dell’8,8%, trainata dal +19,4% di Class CNBC.
Il comparto dei periodici ha segnato un -1% (a parità di numero di uscite +12,9%) ottenuto con nuovi format speciali come Capital, Class Digital Experience Week e Gentleman, Le Icone del XXI Secolo, evidenziando la capacità della Casa editrice di offrire iniziative originali e apprezzate dal mercato.
In controtendenza la raccolta sui siti web, dove la Casa editrice ha registrato un +3,3% nei primi nove mesi contro il -2,2% del mercato, grazie a un +20% della raccolta in settembre, primo segnale della riorganizzazione della struttura di vendita della pubblicità digitale.
In flessione la raccolta sui quotidiani, derivante sia dalla contrazione della pubblicità commerciale nazionale sia dalla scarsa attività dei mercati finanziari sul fronte delle nuove quotazioni e privatizzazioni (che si è tradotta in minore raccolta di pubblicità finanziaria di legge) a cui si è aggiunta la diminuzione dei ricavi di pubblicità legale.
Come si legge nella nota, rinvii dei progetti di investimento e delle rinegoziazioni dei contratti esistenti da parte del sistema bancario si sono tradotti nei primi nove mesi in un minor fatturato della Casa editrice derivante dalla vendita di news e information services, anche se in nessun caso si è verificata la sostituzione dei servizi erogati dalla Casa editrice con altri concorrenti.
Le azioni di contenimento dei costi del personale e dei costi per servizi avviate nel 2015 e proseguite nel corso dei primi nove mesi del 2016 si sono tradotti in 4,4 milioni di euro di risparmi, mentre gli investimenti nelle iniziative speciali richiamate in precedenza hanno comportato nuovi oneri per 1,5 milioni di euro.
I costi operativi dei primi nove mesi del 2016 sono stati quindi pari a 56,70 milioni di euro (59,62 milioni di euro nello stesso periodo del precedente esercizio, -4,9%). Il margine operativo lordo (Ebitda), a causa della riduzione dei ricavi derivante dalle condizioni di mercato su esposte, è pari a -7,81 milioni di euro (-5,38 milioni di euro nei primi nove mesi del 2015).
Il risultato della gestione non ordinaria è positivo per 4,03 milioni di euro (-0,53 milioni euro al 30 settembre 2015).
Il risultato operativo (Ebit) dei primi nove mesi del 2016 è pari a -9,95 milioni di euro (-11,81 milioni di euro al 30 settembre 2015). Il risultato netto dei nove mesi 2016 è pari a - 12,76 milioni di euro, rispetto ai -14,57 milioni di euro dello stesso periodo del precedente esercizio; al netto degli interessi di minoranza, il risultato di gruppo dei nove mesi è pari a -13,80 milioni di euro (-14,71 milioni di euro dello stesso periodo del 2015).
La posizione finanziaria netta della Casa editrice presenta alla data del 30 settembre 2016 un saldo pari a 64,1 milioni di euro, rispetto ai 65,5 milioni dei primi sei mesi 2016 e ai 60,9 milioni al 31 dicembre 2015.
Andamento del terzo trimestre 2016
I ricavi del terzo trimestre 2016 sono stati pari a 12,86 milioni di euro (15,36 milioni di euro nel terzo trimestre 2015), mentre i costi operativi si sono ridotti del 10,5%. L’Ebit del terzo trimestre è pari a -1,02 milioni di euro (- 5,62 milioni di euro nello stesso periodo del 2015) mentre il risultato netto è pari a -1,85 milioni di euro (-6,56 milioni di euro nel medesimo periodo del 2015); al netto degli interessi di minoranza il risultato netto di gruppo è pari a -3,33 milioni di euro (-6,54 milioni di euro nello stesso periodo del 2015).
Principali eventi economico - finanziari dei primi nove mesi del 2016
Gli ultimi dati ufficiali Nielsen relativi alla raccolta pubblicitaria si riferiscono ai primi nove mesi del 2016 e mostrano una crescita del 2,5% rispetto allo stesso periodo del 2015. Tale dato, depurato dell’incremento registrato dalle tv generaliste, segmento in cui la Casa editrice non è presente, evidenzia una performance del mercato negativa per circa il -3,5%, mentre per i settori dove maggiormente opera la Casa editrice, gli investimenti pubblicitari sui quotidiani hanno registrato, nel periodo in esame (fonte FCP/FIEG settembre 2016) una flessione del 14,1% della pubblicità finanziaria e del 9,5% di quella legale. La raccolta pubblicitaria online ha evidenziato, rispetto allo stesso periodo del 2015, un decremento del 2,2% nel suo complesso con una flessione del 7,8% relativa alla sola pubblicità fruita da browser (FCP/Assointernet settembre 2016).
Nei primi nove mesi dell’esercizio, il sito web di Milano Finanza ha registrato, secondo quanto certificato dai dati reali di traffico dei sistemi digitali di Analytics, una crescita su base annua del 29,5%, con una media giornaliera di 117.361 utenti unici (90.630 nei primi nove mesi del 2015). Alla chiusura della presente relazione, Audiweb non aveva ancora rilasciato i dati aggiornati al mese di settembre, rilevando per tutti i siti della Casa editrice, una media di 100.836 utenti unici giornalieri e 693 mila pagine viste giornaliere (fonte AudiWeb Database) nei primi otto mesi 2016. A livello mensile, Audiweb ha rilevato una media di 839 mila utenti unici e 21,1 milioni di pagine viste. "Questi dati non sono confrontabili su base omogenea con quelli dei primi otto mesi del 2015, si legge nella nota, sia per un nuovo metodo di ponderazione dei dati censuari tramite panel introdotto da Audiweb a partire da aprile, sia per la modifica del perimetro dei dati dei siti aggregati della Casa editrice". Il comunicato segnala inoltre segnalato che, "ancora una volta, i numeri Audiweb non trovano alcun riscontro nei dati registrati su base oggettiva dai sistemi di Analytics, come dimostrato dai dati di traffico rilevati via Analytics dal solo sito di Milano Finanza".
Il numero di lettori che seguono in tempo reale le notizie del sito attraverso Twitter ha superato le 93 mila unità per MF/Milano Finanza e le 33 mila unità per la collegata Italia Oggi. Milano Finanza nella sua versione cartacea e digitale ha registrato nei nove mesi una diffusione media di circa 70 mila copie (73 mila la media del 2015), Class di 40 mila copie (40 mila la media del 2015), Capital di 41 mila copie (43 mila la media del 2015).
Eventi successivi ed evoluzione prevedibile della gestione
Il contesto economico nazionale non offre significativi segnali di miglioramento nei mesi a seguire. La Casa editrice prosegue la propria strategia di contenimento dei costi riguardante tutti i settori, e sul fronte dei ricavi ha avviato una serie di nuovi eventi, come il primo Milano Global Summit del Risparmio e degli Investimenti, organizzato in occasione dei 30 anni di MF/Milano Finanza e dei 15 anni di Class CNBC, e gli eventi speciali diretti al mondo del marketing e delle professioni in occasione dei 25 anni di ItaliaOggi.
Prosegue inoltre la riorganizzazione interna diretta a un forte aumento della propria quota di mercato della pubblicità digitale, con la definizione di un’organizzazione dedicata all’integrazione della rete vendita per il potenziamento delle componenti del digital advertising e dei ricavi da edicola digitale, attraverso il programmatic advertising. Il programma prevede lo sviluppo di partnership strategiche con operatori del mercato, l’incremento dell'investimento in advertising online da parte dei propri clienti inserzionisti e lo sviluppo dell’offerta editoriale digitale e della vendita dei contenuti online. Tutto ciò, assieme ai nuovi investimenti effettuati nel corso dei primi nove mesi, si legge nella nota, potrà ragionevolmente controbilanciare la stasi del mercato pubblicitario tradizionale.
EC

