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Clear Channel chiede un incontro con Tronca, Commissario Prefettizio di Roma Capitale
Il player mondiale della pubblicità esterna presente sul territorio di Roma con quasi 9.000 spazi di vario formato, chiede un incontro con il Commissario Prefettizio di Roma Capitale per sottoporgli la questione relativa agli effetti scaturiti dall’adozione delle norme previste nel PRIP e nel connesso Regolamento (delibere nn. 49 e 50 del 2014), nonché dall’inattuabilità dei Piani di Localizzazione così come ipotizzati. Come si legge nella nota stampa, non essendo stato apprezzato il contributo di idee e progetti avanzati dalle aziende, gli atti normativi appena menzionati sono stati inevitabilmente oggetto di impugnative e censure.
Clear Channel, player mondiale della pubblicità esterna e principale presenza sul territorio di Roma con quasi 9.000 spazi di vario formato, chiede un incontro con il Commissario Prefettizio di Roma Capitale, Francesco Paolo Tronca per sottoporgli l’annosa questione relativa agli effetti scaturiti dall’adozione delle norme previste nel PRIP e nel connesso Regolamento (delibere nn. 49 e 50 del 2014), nonché dall’inattuabilità dei Piani di Localizzazione così come ipotizzati (delibera n. 380/2014). (Nella foto il Ceo Paolo Dosi).
Come si legge nella nota stampa, non essendo stato apprezzato il contributo di idee e progetti avanzati dalle aziende, gli atti normativi appena menzionati sono stati inevitabilmente oggetto di impugnative e censure.
Alcuni dei contenziosi, tuttora pendenti, hanno trovato esito nella sentenza del Tar Lazio del 22 febbraio u.s., n. 2283/2016, la quale, in parziale accoglimento delle istanze delle ricorrenti, ha confermato - tra l’altro - l’illegittimità del procedimento che ha portato all’adozione dei Piani di Localizzazione.
Oltre alla pronuncia del Tar che di fatto paralizza l’attività amministrativa posta in essere dall’Amministrazione, pesa l’inapplicabilità concreta dei Piani di Localizzazione così come oggi elaborati: si pensi, che circa il 50% delle posizioni individuate non sono di fatto installabili a causa di ostacoli strutturali già esistenti, di errori tecnici, di non considerazione di norme di rango superiore che ne impediscono la presenza.
Volontà di Clear Channel Italia, precisa la company nella nota, è quello di "fare chiarezza su una materia che è molto complessa, la cui riforma è altrettanto delicata e incidente sia sull’assetto urbano cittadino che sulle casse dell’amministrazione". A tale scopo, è stata richiesta la disponibilità ad un incontro che possa consentire a Clear Channel di illustrare non solo gli aspetti meno noti della vertenza, ma anche di proporre scenari di sviluppo che potranno essere apprezzati dalla guida della città.


