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Da Aser Ventures nasce KAI Media, agenzia di marketing integrata a 360 gradi, che esordirà sul mercato italiano in partnership con Vidaa e Hisense e con l’obiettivo di potenziare l’advertising sulle Connected TV
Vidaa, sviluppatore del sistema operativo dei televisori smart Hisense, e KAI Media, neonata agenzia di marketing integrato a 360 gradi, hanno incontrato al Philing di Milano inserzionisti, agenzie e media partner per annunciare l’avvio di una collaborazione strategica che intende sviluppare e potenziare il mercato italiano delle Connected Tv sia in termini di contenuti che di advertising.
Vidaa è la sussidiaria di Hisense, secondo brand di Smart TV per quota di mercato in Italia che ha sviluppato Vidaa OS, il sistema operativo per Connected TV più veloce al mondo – presente anche sui televisori Toshiba, Saba, Loewe e di diversi altri brand –, e che oggi punta alla sua evoluzione verso nuovi format pubblicitari, attivazioni data-driven ed esperienze TV integrate con le funzioni e-commerce.
A occuparsi dello sviluppo commerciale delle soluzioni pubblicitarie di Vidaa in Italia, offrendo ai brand un accesso prioritario a un inventario premium, a first-party data e a formati innovativi progettati per le Connected TV sarà KAI Media, nata da Aser Ventures, piattaforma di investimento specializzata in sport, media, intrattenimento e tecnologia.
LE AMBIZIONI DI KAI MEDIA
A chiarire posizionamento, ambizioni e perimetro operativo del nuovo gruppo è stato Andrea Radrizzani, Founder e Chairman di Aser Ventures e Main Investor di KAI Media (a sinistra nella foto): «Aser è una piattaforma che da oltre dieci anni investe in sport, media e tecnologia. Abbiamo creato, trasformato e scalato business, da Eleven Sports – poi incorporata in DAZN, di cui oggi siamo soci e membri del board a livello globale – fino al rilancio del Leeds United in Premier League, passando per investimenti in realtà emergenti come Creed Media in Svezia o Hellodì in Italia. Tutte queste competenze oggi convergono in un progetto unico: KAI».
Il progetto, prosegue Radrizzani, nasce con un obiettivo preciso: superare il concetto tradizionale di agenzia e costruire un ecosistema integrato capace di accompagnare i brand lungo tutto il percorso di relazione con il consumatore. «Le aziende non cercano più solo un centro media o una concessionaria – ha spiegato Radrizzani – ma un partner in grado di supportarle oltre che nella pianificazione anche nell’attivazione delle campagne, nell’engagement con gli utenti e soprattutto nell’uso avanzato di dati e analytics per comprendere davvero i comportamenti di fan e consumatori. Per questo KAI non è una semplice agenzia, ma una piattaforma di servizi a 360 gradi che intende rispondere in modo completo alle esigenze di comunicazione dei brand, dalla pianificazione degli spazi alla creazione di contenuti, fino alla monetizzazione tramite e-commerce e merchandising».
Dal punto di vista operativo, KAI Media nasce dall’integrazione di più realtà già attive in Italia e all’estero: la già citata Hellodì che copre tutta l’area del social media e influencer marketing, Creed Media, specializzata in campagne social e digital a livello internazionale in ambito musicale; Neo Studios, casa di produzione con base a Londra focalizzata su contenuti premium e short form del genere sportivo; Virtually Media, agenzia media creata per la vendita dei diritti internazionali della Serie A e oggi attiva anche su Premier League e altri asset sportivi.
Alla base del progetto ci sono infatti i due pilastri strategici dello sport e della musica, “passioni che connettono le generazioni”, come recita il claim di KAI Media “connecting generations”: «Sono ambiti capaci di generare un legame emotivo profondo e continuo nel tempo – sottolinea Radrizzani, che tra le prime attività sul mercato italiano cita il Jova Beach Party della prossima estate e la partnership con Live Nation per altri tour/concerti –. È lì che i brand possono raccontarsi in modo autentico e costruire relazioni durature».
LA PARTNERSHIP FRA KAI E VIDAA
In questo scenario si inserisce la partnership con VIDAA e Hisense, che per KAI rappresenta una leva strategica centrale. «La televisione sta cambiando radicalmente – ha detto Radrizzani – non è più solo uno schermo davanti al divano, ma sta diventando un hub interattivo, sempre più simile a uno smartphone: un mezzo per comunicare, acquistare, interagire, vivere esperienze integrate. Siamo all’inizio di un percorso che vedrà la TV trasformarsi grazie all’intelligenza artificiale, al data-driven advertising e all’e-commerce. Il nostro ruolo sarà accompagnare i brand in questo cambiamento, aiutandoli a capire come sfruttare al meglio le potenzialità della Connected TV».
L’approccio di Vidaa è assolutamente Glocal, ha spiegato il suo Ceo Guy Edri (a destra nella foto): «Essere “locali” è l'unico modo per avere successo, e Vidaa è già il sistema operativo più diffuso sul mercato italiano, dove siamo partner di 11 altri brand oltre ad Hisense. KAI Media sarà il nostro partner locale per l'attivazione di tutte le nostre tipologie di offerta».
KAI si occuperà quindi dello sviluppo commerciale delle soluzioni pubblicitarie di VIDAA in Italia, lavorando in sinergia con concessionarie, centri media e partner editoriali per costruire un’offerta aperta, flessibile e premium. «Siamo aperti a collaborare con tutti i principali player (siamo già in contatto con Rai Pubblicità, Publitalia e altri ancora) – ha ribadito Radrizzani – per creare valore grazie a un approccio che si fonda su contenuti, dati, tecnologia e talent: un mix che ci permette di offrire ai brand soluzioni realmente integrate».
È stato infine Giovanni Russo, Chief Commercial Officer di KAI Media a indicare le principali ragioni concrete per le quali i brand dovrebbero investire oggi sulla Connected TV. «La prima è l’audience: la CTV ha già raggiunto una massa critica importante. Oggi in Italia parliamo di una quota del 10% dei device raggiunti e del 64% delle famiglie connesse tramite smart TV. La seconda è il valore strategico del mezzo: la CTV è ormai uno snodo centrale nei piani di comunicazione. La terza è l’efficacia: consente di unire la precisione del digitale con l’impatto della televisione, riportando l’advertising al centro».
A queste si aggiungono poi le opportunità operative: pianificazioni geolocalizzate, targeting per fasce orarie e momenti della giornata, contextual advertising legato ai contenuti – dallo sport all’entertainment – fino alla frontiera più avanzata dell’AI-driven advertising, ha concluso Russo.
Tommaso Ridolfi

