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Dall’Orto: la Rai punta su innovazione e multicanalità. Il 33% della programmazione autunnale sarà rinnovato. Nasce Rai Play, la tv non lineare

Il tasso di innovazione dei palinsesti Rai per l’autunno 2016 (presentati quest’oggi a Milano) supera, in media, il 33% della programmazione delle quattro reti generaliste, toccando il 21% per Rai1, il 23,7% per Rai2, il 43,8% per Rai3 e il 45,3% per Rai4. Il direttore generale ha annunciato inoltre il lancio, da settembre, della tv non lineare, Rai Play. L’azienda punta a diventare una ‘media company’ in grado di competere a livello internazionale per qualità e pervasività dei propri contenuti. Il passaggio fondamentale consiste nel valorizzare le piattaforme distributive digitali, per raggiungere tutti i tipi di cittadini, a cominciare dai giovani, per i quali la fruizione dei contenuti avviene sempre più spesso attraverso i device connessi, anche in mobilità. Per le novità sui palinsesti autunnali 2016, leggi news.
Più del 33% di innovazione e 42 novità assolute. La Rai ha presentato quest’oggi a Milano i palinsesti per l’autunno 2016 e, come spiegato dal direttore generale, Antonio Campo Dall’Orto (in foto), si appresta a una stagione di forte rinnovamento (per le novità sui palinsesti autunnali 2016leggi news).
 
Il tasso di innovazione dei palinsesti della tv pubblica per il prossimo autunno supera, in media, il 33% della programmazione delle quattro reti generaliste, toccando il 21% per Rai1, il 23,7% per Rai2, il 43,8% per Rai3 e il 45,3% per Rai4.
 
In particolare, in autunno, ci saranno 37 programmi totalmente inediti, a cui si aggiungeranno 5 titoli di nuove fiction di produzione, per un totale di 42 trasmissioni classificabili come ‘novità’.

Nella sola stagione autunnale sono previsti interventi editoriali, di posizionamento, di rinnovo e di nuovi contenuti relativi a oltre 50 titoli per Rai1, Rai2 e Ri3. Le novità delle prime tre reti riguarderanno, in media, 5:36 ore al giorno per canale.
 
Ma l’innovazione, come sottolineato da Campo Dall’Orto, non riguarderà solo i contenuti, bensì anche l’ambito della loro fruizione. “Per continuare a essere identificata come la ‘casa di tutti gli italiani’ (Dall’Oro ha lanciato oggi il nuovo claim ‘Rai, per te, per tutti’, che potrebbe presto diventare ufficiale nelle comunicazioni istituzionali dell’azienda, ndr), la Rai - ha spiegato il direttore generale - ha bisogno di un cambiamento che non significa solo assicurare prodotti televisivi di qualità, moderni e plurali (Dall’Orto ha insistito molto sul valore del ‘pluralismo’, per rappresentare tutte le anime del nostro Paese, ndr). Significa anche diffondere i contenuti attraverso le nostre piattaforme digitali, per raggiungere tutti i tipi di cittadini, quando e dove vogliono, a cominciare dai giovani, per i quali la fruizione dei contenuti avviene sempre più spesso attraverso i device connessi, anche in mobilità”.
 
In questo quadro generale, Campo Dall’Orto ha annunciato il lancio, da settembre, della tv non lineare, Rai Play (la versione beta partirà già ad agosto). L’iniziativa è stata sviluppata internamente dall’azienda e punta a fornire al pubblico contenuti on demand, da vedere su più dispositivi, anche in un’ottica di personalizzazione del servizio.
 
La linea strategica tratteggiata da Campo Dall’Orto è chiara: “Ci stiamo muovendo con grande velocità, abbiamo fatto il lavoro di dieci anni in dieci mesi”, la sfida è quella di portare l’azienda a diventare una vera e propria ‘media company’, in grado di competere a livello internazionale per qualità e pervasività dei contenuti.      
 
“Rendere il servizio pubblico radio televisivo sempre più universale (altra parola chiave della linea strategica di Campo Dall’Orto, ndr) è la nostra missione principale; parlare agli italiani con autorevolezza ed equilibrio, molteplicità dei punti di vista e qualità dei contenuti saranno i pilastri sui quali la Rai potrà costruire il proprio futuro e ambire a migliorare quello dei cittadini”.
 
A conferma dei risultati già raggiunti sul fronte digitale, Campo Dall’Orto ha ricordato che, con quasi 8 milioni di tweet, tra gennaio e giugno di quest’anno, la Rai si posiziona come il primo editore tv su Twitter in Italia.
 
Da segnalare, inoltre, gli oltre 500mila download dell’app Rai Euro 2016 e i 1.110.440 browser unici che hanno seguito la partita tra Italia e Svezia nella fase a gironi del campionato europeo di calcio, in svolgimento in Francia. Il percorso è lungo, ma la strada è tracciata.

Mario Garaffa