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Diritti tv Serie A, Sky diffida la Lega: 'No alla vendita fuori dalle regole'. Mediaset: 'Contro il regolamento assegnare in esclusiva a un operatore pay'
Si è conclusa almeno per il momento con un nulla di fatto l’assemblea della Lega calcio, che si è riunita per decidere a a chi assegnare i diritti. Proprio questa mattina sul tavolo della Lega è arrivata una lettera di diffida da parte di Sky, attraverso la quale il colosso di Rupert Murdoch invita al rispetto delle regole. "È un passo a cui siamo stati costretti - si legge nella lettera - perché il rispetto delle regole è sempre fondamentale e in questa gara noi abbiamo fatto le offerte più alte". In serata è arrivata la replica, secca, di Mediaset: "E' contro le regole assegnare in esclusiva i diritti a un operatore pay". Ecco tutti i dettagli.
Come riportano i principali quotidiani, si è conclusa almeno per il momento con un nulla di fatto l’assemblea della Lega calcio di Serie A, che si è riunita oggi, 23 giugno, per decidere a chi assegnare i diritti della Serie A per il triennio 2015-2018. Dopo circa tre ore di lavori, si è deciso di rimandare la decisione a mercoledì 25 giugno alle ore 14 l’assemblea della Lega di Serie A. Vediamo perché. Proprio questa mattina sul tavolo della Lega è arrivata una lettera di diffida da parte di Sky, attraverso la quale il colosso di Rupert Murdoch invita al rispetto delle regole. In serata è arrivata la replica, secca, di Mediaset: "E' contro le regole assegnare in esclusiva i diritti a un operatore pay".
Ma ripercorriamo i fatti con ordine. Tutto è iniziato lo scorso inverno, quando, grazie a un’offerta di 700 milioni di euro Mediaset si è aggiudicata la Champions League a discapito di Sky. Una mossa che ha spinto il magnate Rupert Murdoch a presentare un'offerta altissima (pari a 420 milioni di euro) per i diritti tv della Serie A 2015-18, stringendo allo stesso tempo un accordo con Telecom Italia per la realizzazione di cinque canali televisivi sul digitale terrestre (leggi news). Grazie all'accordo la pay tv satellitare potrà debuttare sul digitale terrestre dal primo ottobre 2014 e comunque prima del 30 giugno 2015.
I 420 milioni (contro i 280 offerti da Mediaset) sono destinati in particolare al lotto B, ovvero quello relativo alle prime otto squadre sul digitale terrestre. Sky ha fatto un’offerta più alta di Mediaset anche sul satellite (lotto A) (355 contro 350), mentre il Biscione ha offerto di più (306 milioni) per le 12 squadre 'minori' (lotto D).
Per tutta risposta Mediaset ha presentato una seconda offerta da 540 milioni ma vincolata - elemento vietato dal bando - alla non assegnazione del pacchetto A relativo alle prime otto squadre sul satellite e si è appellata alla legge Melandri, accusando il competitor di violare il ‘single buyer rule’, ovvero l’impossibilità per un solo operatore di acquisire in esclusiva tutti i pacchetti relativi alle dirette. Il Biscione non ha infatti strategicamente presentato alcuna offerta per il pacchetto E, che metteva all’asta la trasmissioni di tre partite a giornata su piattaforme internet e di telefonia mobile.
Da qui la presa di posizione di Sky, che ha accusato apertamente il sistema di cambiare le regole in corsa. Oggi, 23 giugno, la diffida: Sky ha inviato una lettera al presidente della Lega Calcio di Serie A, Maurizio Beretta, diffidando la Lega dall’assegnare i diritti tv fuori dalle regole del bando.
"È un passo a cui siamo stati costretti - si legge nella lettera - perché il rispetto delle regole è sempre fondamentale e in questa gara noi abbiamo fatto le offerte più alte". La diffida insiste sui punti più delicati della gara per i diritti: la liceità dell’assegnazione dei pacchetti A (satellite) e B (digitale) con le partite delle migliori squadre a un solo soggetto; l’offerta condizionata di Mediaset per le partite delle squadre minori; i criteri per l’annullamento della gara.
Nella lettera Sky si definisce "da più di 10 anni il partner principale della Serie A" che ha "investito oltre 5 miliardi di euro costruendo un prodotto televisivo amato e seguito da milioni di persone, portando a un forte incremento dell’occupazione e facendo fare un grande salto di qualità al racconto del calcio in tv, grazie alle tante innovazioni introdotte". L'azienda spiega così la decisione di inviare la diffida: "Anche noi dobbiamo salvaguardare gli investimenti del nostro azionista e non possiamo accettare l’idea che l’assegnazione dei diritti della Serie A avvenga secondo principi e ipotesi non regolari e non previste dal bando, le cui linee guida sono state preventivamente approvate dalle Autorità indipendenti".
La risposta di Mediaset, è arrivata in serata, quando l'azienda in una nota stampa ha dichiarato: "Inutile far finta di non capire: assegnare a un unico operatore pay le 248 partite delle otto squadre di Serie A che da sole rappresentano oltre l’86% dei telespettatori tifosi italiani è esattamente quello che la Legge, le autorità regolamentari e la stessa Lega Calcio Serie A hanno sempre voluto impedire a difesa dei consumatori e della concorrenza. Non a caso, il bando d’asta per l’assegnazione dei diritti 2015-2018 è stato formulato nel modo più chiaro possibile. L’offerta per le partite delle otto squadre con il maggior seguito è stata opportunamente 'duplicata': un pacchetto al satellite (definito 'A') e un pacchetto identico al digitale terrestre (definito 'B'). La domanda quindi è elementare: perché esiste il pacchetto 'B'? Perché se lo assicuri chi
ha già conquistato il pacchetto 'A'? Esattamente il contrario, perché devono essere operatori diversi a competere sui due pacchetti. Questo è evidente nel bando formulato seguendo alla lettera sia la Legge Melandri che regola la materia sia le raccomandazioni dell’Autorità Antitrust relative alle Linee Guida allegate al bando per la sua esatta interpretazione".
"Il bando, tuttavia - continua la nota - non si limita a garantire equilibrio tra diverse piattaforme e operatori in concorrenza. Introduce anche un pacchetto in esclusiva assoluta: è il pacchetto definito 'D'che mette in palio le rimanenti 132 partite di Serie A su cui tutti gli operatori possono competere liberamente"
Secondo il Biscione "Mediaset ha presentato le proprie offerte rispettando scrupolosamente le regole e mai ha espresso la richiesta congiunta dei pacchetti A e B. A confondere le carte e a impedire che oggi la Lega Serie A potesse assegnare i diritti con serenità è stata la scelta dell’operatore satellitare di offrire non solo per il satellite ma di puntare irregolarmente anche sul pacchetto 'B' riservato al digitale terrestre. Infatti sul digitale terrestre il monopolista satellitare ha un vincolo istituzionale chiarissimo: chi opera in regime di monopolio pay sul satellite e detiene circa il 78% del mercato complessivo della pay tv italiana non può rafforzare ulteriormente la propria posizione dominante. Lo ha riaffermato recentemente Agcom nel regolamento di gara per l’assegnazione di nuove frequenze digitali terrestri che ha permesso la partecipazione all’operatore satellitare per un multiplex solo a condizione che per tre anni non lo utilizzasse per offerte a pagamento".
Il tono utilizzato nel comunicato stampa è piuttosto acceso: "Non si capisce perché un’attività espressamente vietata dallo Stato dovrebbe diventare improvvisamente lecita. Un’esclusiva sul contenuto pay più pregiato in assoluto annullerebbe ogni concorrenza dalla pay tv italiana a danno del calcio e soprattutto dei consumatori che non avrebbero più alcuna possibilità di scelta né editoriale né di prezzo".
"E’ evidente - riporta la nota in chiusura - che se, grazie a campagne di disinformazione e a intimidazioni dei Club italiani a suon di diffide, un operatore di pay tv dovesse riuscire a stravolgere le regole e ottenere il monopolio delle squadre più allettanti, nessun altro concorrente potrebbe continuare a esercitare l’attività pay in Italia".
La guerra è aperta, ora non resta che attendere la decisione dell'assemblea dei presidenti di Serie A che mercoledì dovranno necessariamente esprimersi, dal momento che giovedì scade il termine per l’assegnazione fissato dal bando. Come riporta il sito del Corriere della Sera, i presidenti delle squadre di serie A potrebbero anche decidere di assegnare a Sky i diritti sul digitale terrestre delle 8 squadre maggiori e a Mediaset quelle del satellite sempre per le prime 8, oltre che per le restanti 12 (pacchetto D).
SP

