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Facebook: secondo trimestre sotto le aspettative, nonostante ricavi a +42%. Calano gli utenti in Europa

Nel Vecchio Continente il social network ha registrato 279 milioni di accessi attivi giornalieri, in calo rispetto ai 282 milioni del primo trimestre. Lo stesso Zuckerberg, all’uscita dei dati, ha commentato la flessione europea notando come l’introduzione del GDPR, la nuova normativa UE sulla privacy, abbia influito sulle cifre riportate.

Risultati inferiori alle attese per la seconda trimestrale di Facebook. Il social network di Mark Zuckerberg fa registrare ricavi pubblicitari per 13,2 miliardi di dollari in crescita del +42%, contro i 13,4 attesi dagli analisti (con un utile netto è stato pari a 5,1 miliardi di dollari), e vede l’utenza salire del +11% a fronte del +13% previsto: un dato che segna l’aumento più lento dal 2011.

Gli utenti attivi ogni mese sono stati 2,23 miliardi (contro i 2,25 miliardi attesi). Ogni giorno si connettono a Facebook 1,47 miliardi di utenti (1,48 miliardi quelli attesi).La crescita dei frequentatori quotidiani del social è stata del +1,44% rispetto al trimestre precedente, il tasso più basso di sempre. Aumenta la platea in India e Filippine, regge quella in Nord America.

Calano invece gli utenti in Europa. Nel Vecchio Continente il social network ha registrato 279 milioni di accessi attivi giornalieri, in calo rispetto ai 282 milioni del primo trimestre.

Lo stesso Zuckerberg, all’uscita dei dati, ha commentato la flessione europea notando come l’introduzione del GDPR, la nuova normativa UE sulla privacy, abbia influito sulle cifre riportate.

Ma le parole che hanno preoccupato maggiormente gli analisti sono state quelle del chief financial officer David Wehner, che ha previsto una prosecuzione del trend di rallentamento per tutto il 2018.

Attesa dunque una decelerazione della crescita del fatturato nella seconda parte dell'esercizio a causa degli ingenti investimenti in sicurezza (resi urgenti dallo scandalo Cambridge Analytica e dalle nuove norme UE volte a tutelare la privacy).

I dati della trimestrale non hanno soddisfatto il mercato, che ha reagito vendendo. Negli scambi del dopo-borsa, la flessione è arrivata a sfiorare il 25%.